Monte Grappa, tragedia in escursione: morto Paolo Pagan, Chioggia in lutto

Daniela Devecchi

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Monte Grappa, tragedia in escursione: morto Paolo Pagan, Chioggia in lutto

Una giornata in montagna, tra amici, poi il vuoto. La morte di Paolo Pagan, 67 anni, ha colpito profondamente Chioggia e Sottomarina, dove era molto conosciuto. L’uomo ha perso la vita durante un’escursione sul Monte Grappa, dopo una caduta in un tratto innevato che non gli ha lasciato scampo.

La tragedia si è consumata martedì 17 marzo, in un’area del Grappa nel territorio di Seren del Grappa. Pagan si trovava con un gruppo di amici quando qualcosa è andato storto. Un passo perso, l’equilibrio che salta, poi la caduta in un canalone. Un attimo. Di quelli che cambiano tutto.

La caduta sul Monte Grappa

Secondo quanto emerso nelle ricostruzioni delle ultime ore, il gruppo stava affrontando un tratto di percorso in quota, con neve ancora presente sul terreno. Paolo Pagan sarebbe scivolato precipitando per circa 250 metri in un canalone. Un volo tremendo, che ha reso subito chiarissima la gravità della situazione.

Con lui c’erano altri compagni di escursione. Due di loro, nel tentativo di aiutarlo o di raggiungerlo, sono rimasti a loro volta in difficoltà e hanno avuto bisogno dei soccorsi. Sul posto sono intervenuti gli uomini del Soccorso alpino e l’elisoccorso, ma per Pagan non c’è stato nulla da fare.

È una di quelle notizie che fanno male anche a chi non conosceva personalmente la vittima. Perché raccontano quanto basta poco, in montagna, perché una giornata cercata per stare bene diventi una tragedia.

Chi era Paolo Pagan

A Chioggia il suo nome era conosciuto. Paolo Pagan aveva 67 anni, era un ex motorista Actv, in pensione da alcuni anni, e viene ricordato da chi lo conosceva come una persona solare, disponibile, molto legata allo sport e alla vita all’aria aperta.

Non era uno che stava fermo. Amava la montagna, la vela, la bicicletta. Era il tipo di persona che continuava a muoversi, ad allenarsi, a tenersi attiva, con quella naturalezza di chi lo sport non lo vive come esibizione ma come abitudine quotidiana.

Ed è forse anche per questo che la sua morte ha colpito così tanto. Non era un improvvisato. Non era uno che affrontava la montagna con leggerezza. Al contrario, dalle testimonianze che arrivano in queste ore emerge il ritratto di un uomo prudente, energico, abituato a misurarsi con la fatica e con i percorsi che amava.

Una vita tra lavoro e passioni vere

Dietro la notizia di cronaca c’è anche una storia molto concreta, fatta di lavoro e di legami forti con il territorio. Paolo Pagan aveva alle spalle una lunga esperienza nel settore dei motori e del lavoro marittimo. Prima ancora della pensione, il suo nome era legato ad Actv, dove aveva lavorato come motorista, costruendo negli anni una reputazione seria e pulita.

Chi lo ricorda parla di un uomo competente, affidabile, sempre pronto a dare una mano. Una figura familiare per tanti, soprattutto in una realtà come Chioggia, dove le storie personali spesso si intrecciano con il lavoro, con il porto, con il mare, con una comunità che si conosce davvero.

E poi c’erano le sue passioni. La vela, la montagna, il bisogno di stare in movimento. Una vita semplice, piena, concreta. Di quelle che non fanno rumore, ma lasciano il segno.

Il dolore di Chioggia e Sottomarina

Quando muore una persona conosciuta e stimata, il dolore si allarga in fretta. Non resta chiuso in casa, non riguarda solo i familiari. Si sparge tra colleghi, amici, vicini, persone che magari lo incrociavano da anni e che adesso si ritrovano a dire la stessa cosa: “non sembra possibile”.

A Chioggia e Sottomarina la scomparsa di Paolo Pagan ha lasciato un colpo forte. In tanti lo ricordano per il carattere cordiale, per il sorriso, per quella presenza tranquilla che spesso si nota davvero solo quando manca.

La sua morte ha riportato al centro anche un pensiero che conoscono bene tutti quelli che frequentano la montagna: non conta quanta esperienza hai, non conta quante volte hai già fatto un sentiero. A volte basta un punto ghiacciato, un appoggio sbagliato, una frazione di secondo.

Ed è forse questa la parte più dura da accettare. Il fatto che una persona esperta, amante della montagna, possa essere tradita proprio da un luogo che conosceva e che sentiva suo.

L’ultimo saluto

L’ultimo saluto a Paolo Pagan si è tenuto lunedì 23 marzo nella chiesa del Buon Pastore a Sottomarina. Una cerimonia carica di dolore, con la comunità stretta attorno alla famiglia in un momento che ha toccato davvero tanti.

Lascia la moglie e un figlio, oltre agli affetti più vicini che in questi giorni hanno ricevuto messaggi di cordoglio e vicinanza. Attorno al suo nome, in queste ore, non c’è soltanto la cronaca di una tragedia in montagna. C’è soprattutto il ricordo di un uomo stimato, di una vita attiva, di una presenza che per molti era familiare.

Una morte che resta addosso

Ci sono notizie che passano veloci. Altre restano. Quella di Paolo Pagan è una di queste, perché dentro non c’è solo il dramma della caduta sul Grappa. C’è anche la fragilità improvvisa di una giornata normale, di un’escursione tra amici, di una passione coltivata per anni e spezzata nel giro di pochi secondi.

Chioggia oggi piange un suo uomo conosciuto, uno sportivo, un lavoratore, una persona benvoluta. E in fondo è proprio questo che rende la storia così dura: non c’è niente di costruito, niente di lontano. Solo una vita vera, interrotta troppo presto.

FAQ

Chi era Paolo Pagan?

Paolo Pagan era un ex motorista Actv di Chioggia, in pensione, molto conosciuto in città e appassionato di montagna, vela e sport.

Come è morto Paolo Pagan?

È morto durante un’escursione sul Monte Grappa dopo essere scivolato in un tratto innevato ed essere precipitato in un canalone.

Quanti anni aveva Paolo Pagan?

Aveva 67 anni.

Dove è avvenuto l’incidente?

L’incidente è avvenuto sul Monte Grappa, nel territorio di Seren del Grappa.

Quando si sono svolti i funerali?

I funerali si sono tenuti il 23 marzo 2026 nella chiesa del Buon Pastore a Sottomarina.