Gino Paoli è morto oggi a 91 anni: com’è morto il cantautore e cosa si sa sulla causa

Daniela Devecchi

Gino Paoli è morto oggi a 91 anni: com’è morto il cantautore e cosa si sa sulla causa

Gino Paoli è morto oggi, martedì 24 marzo 2026, a 91 anni. La notizia è arrivata nelle prime ore della giornata attraverso una nota della famiglia, che ha parlato di una morte avvenuta nella notte, in serenità e accanto ai suoi cari. Sulla causa del decesso, almeno per ora, non sono stati diffusi dettagli più precisi. Ed è proprio questo il punto da cui bisogna partire: senza aggiungere, senza forzare, senza trasformare il dolore in un titolo più rumoroso della realtà.

Con lui se ne va uno dei grandi nomi della canzone italiana. Non soltanto un interprete, e nemmeno soltanto un autore di successi. Gino Paoli è stato una presenza continua, riconoscibile, piena di contrasti e di grazia, capace di attraversare decenni diversissimi senza diventare una figurina del passato. Le sue canzoni sono rimaste lì, sempre a portata di memoria, come accade solo a quelle che non invecchiano davvero.

Le prime notizie sulla morte

Nato a Monfalcone il 23 settembre 1934, Paoli è stato però profondamente legato a Genova, la città in cui è cresciuto e dove si è formato artisticamente. È in quell’ambiente che si costruisce una parte decisiva della canzone d’autore italiana, quella stagione che ha avuto nella cosiddetta scuola genovese uno dei suoi momenti più fertili e più intensi. Gino Paoli, da quel gruppo, non è mai stato una voce laterale.

La sua morte ha subito riportato in primo piano una domanda inevitabile: com’è morto Gino Paoli? Al momento, la risposta resta prudente. La famiglia ha scelto parole sobrie, misurate, senza entrare nel dettaglio clinico. Si sa che il cantautore si è spento nella notte, circondato dai suoi affetti. Non è stata ancora resa nota una causa ufficiale della morte. In casi come questo, il confine tra informazione e forzatura è sottile, e conviene restare dentro ciò che è stato davvero confermato.

Una carriera che ha segnato la musica italiana

Parlare di Gino Paoli significa parlare di una parte importantissima della canzone d’autore italiana. Il suo nome è legato a brani che non hanno semplicemente avuto successo, ma hanno cambiato il modo di scrivere e ascoltare la musica nel nostro Paese. “Il cielo in una stanza”, “Sapore di sale”, “Senza fine”, “La gatta”, “Che cosa c’è”, “Una lunga storia d’amore”: basta leggere questi titoli uno dopo l’altro per capire quanto sia profonda la traccia lasciata.

La sua scrittura aveva qualcosa di raro. Sembrava semplice, ma non lo era affatto. Dietro quella apparente leggerezza c’era un modo preciso di guardare le cose: intimo, malinconico, diretto, a volte persino spigoloso. Paoli sapeva raccontare l’amore, il desiderio, l’assenza e il tempo senza appesantire mai la frase. Ed è forse per questo che tante sue canzoni continuano a suonare vive anche oggi.

Gino Paoli e la scuola genovese

Dentro la storia della musica italiana, Gino Paoli occupa un posto centrale anche per il legame con quella stagione irripetibile che ha unito artisti come Luigi Tenco, Bruno Lauzi e Fabrizio De André. Non erano tutti uguali, non avevano lo stesso tono né la stessa idea di canzone, ma appartenevano a uno stesso movimento culturale: quello che ha portato la musica leggera italiana verso una scrittura più personale, più letteraria, più adulta.

Paoli, in quel contesto, ha sempre avuto una sua fisionomia precisa. Non cercava effetti, non inseguiva la battuta a tutti i costi. Aveva un modo di stare nella canzone che sembrava naturale, quasi inevitabile. E infatti non è mai stato un autore da moda passeggera. Ha attraversato il gusto del pubblico senza dipendere del tutto da esso.

Una vita pubblica intensa, oltre la musica

Ridurre Gino Paoli ai suoi brani più celebri sarebbe comodo, ma ingiusto. La sua è stata anche una vita pubblica complessa, piena di passaggi importanti, dentro e fuori la musica. Nel corso degli anni ha ricevuto premi, riconoscimenti, omaggi alla carriera. È stato anche parlamentare e, molto più tardi, presidente della SIAE, segno di un rapporto sempre attivo con il mondo culturale italiano.

Non è mai sembrato un artista disposto a lasciarsi conservare sotto vetro. Anche quando parlava di sé, del passato, del successo, lo faceva con un tono asciutto, a tratti ironico. Non amava l’autocelebrazione, e questo lo ha reso più credibile di tanti altri protagonisti della sua generazione.

Il dolore degli ultimi anni

L’ultimo tratto della sua vita è stato segnato anche da un dolore molto forte: la morte del figlio Giovanni Paoli, scomparso nel marzo 2025. Una perdita pesante, che aveva lasciato il segno nelle sue parole e nel suo modo di esporsi in pubblico negli ultimi mesi. Non servivano dichiarazioni teatrali per capirlo. Bastava ascoltare il tono con cui ne parlava, o il silenzio che certi argomenti si portavano dietro.

Questo rende ancora più intenso l’addio di oggi. Non perché cambi il peso della sua opera, ma perché restituisce la misura umana di un uomo anziano, celebre, amatissimo, ma non separato dal dolore comune. Anche questo, in fondo, fa parte del ritratto che resta.

L’eredità lasciata da Gino Paoli

Ci sono artisti che appartengono in modo perfetto a una stagione, e altri che riescono a restare presenti molto oltre il loro tempo. Gino Paoli apparteneva a questa seconda categoria. Le sue canzoni non hanno bisogno di essere rispolverate per funzionare. Sono già lì. Continuano a passare di generazione in generazione con una naturalezza che pochissimi possono vantare.

La sua morte chiude una pagina enorme della musica italiana, ma non spegne affatto quello che ha scritto. Resta una voce unica, resta uno stile, resta un modo di raccontare i sentimenti senza retorica. E resta anche quella sensazione difficile da spiegare che si prova quando scompare qualcuno che sembrava esserci da sempre.

Com’è morto Gino Paoli e cosa si sa sulla causa

La domanda, inevitabilmente, continuerà a circolare per ore: qual è stata la causa della morte di Gino Paoli? Al momento, però, il dato corretto resta uno solo: non è stata comunicata ufficialmente una causa precisa del decesso. La famiglia ha scelto un annuncio sobrio, raccolto, parlando di una morte avvenuta nella notte e in serenità.

È probabile che nelle prossime ore emergano dettagli ulteriori. Ma finché questo non accade, la forma più seria per raccontare la notizia è attenersi ai fatti confermati. Ed è già abbastanza, perché la notizia vera di oggi è un’altra: se n’è andato Gino Paoli, uno degli ultimi grandi classici della canzone italiana.