Chi è Fabrizio Dal Moro, urologo e figura centrale nell’Università degli Studi di Padova? L’intervista ad Elisir e la sua tecnica di chirurgia robotica Amore e Psiche

Giorgia Tedesco

Stimato, apprezzato e lodato: Fabrizio Dal Moro è stato ospite nell’ultima puntata di Elisir, il programma di approfondimento medico. L’urologo ha accompagnato i telespettatori dentro uno dei campi più avanzati della medicina moderna: la chirurgia robotica. Un tema complesso, ma raccontato con chiarezza e concretezza, come nello stile della trasmissione.

Medicina e robotica: come coesistono in maniera equa

Dal Moro ha subito chiarito un punto fondamentale, spesso frainteso: il robot non sostituisce il medico. È sempre il chirurgo a guidare ogni movimento, ma lo fa con strumenti che permettono una precisione impossibile da raggiungere a mano libera. Visione tridimensionale, ingrandimenti estremi e movimenti millimetrici rendono l’intervento più controllato e meno invasivo.

I vantaggi, ha spiegato, sono tangibili per chi affronta un’operazione: meno dolore nel post-operatorio, minori perdite di sangue, tempi di recupero più rapidi e una degenza ospedaliera più breve. Non si tratta solo di tecnologia, ma di un cambio di prospettiva nel modo di operare.

Amore e Psiche: la scienza che rasenta la perfezione artistica

Proprio da questa visione nasce la tecnica che Dal Moro ha voluto chiamare “Amore e Psiche”, un nome evocativo che richiama l’armonia tra corpo e mente, ispirato anche alla celebre scultura di Antonio Canova. Un’immagine che ben rappresenta l’obiettivo del suo lavoro: non limitarsi a rimuovere la malattia, ma prendersi cura della persona nella sua interezza.

Applicata soprattutto alla chirurgia della prostata, questa tecnica punta a un equilibrio delicato: eliminare il tumore e allo stesso tempo preservare le funzioni più importanti per la qualità della vita. Continuità urinaria e funzione sessuale, aspetti spesso messi a rischio dagli interventi tradizionali, diventano qui parte integrante del risultato da raggiungere. È una chirurgia che guarda oltre la sala operatoria, pensando al “dopo”, alla quotidianità del paziente.

Fabrizio Dal Moro: idee fresche e innovative con la preparazione classicista che serve

Nel suo intervento a Elisir, Dal Moro ha insistito molto su questo concetto: oggi non basta più guarire, bisogna farlo bene. E farlo bene significa ridurre al minimo le conseguenze, permettere alle persone di tornare alla propria vita nel modo più completo possibile.

Alle spalle di questo approccio c’è una lunga esperienza clinica e accademica. Fabrizio Dal Moro è uno dei nomi di riferimento dell’urologia italiana, non c’è dubbio. Oltre che, ovviamente, noto come brillante docente universitario e specialista in chirurgia mininvasiva e robotica. Nel corso della sua carriera ha contribuito allo sviluppo e alla diffusione di tecniche innovative, con un’attenzione costante sia alla ricerca sia alla pratica quotidiana in sala operatoria.

La sua presenza a Elisir non è stata solo una lezione di medicina, ma anche un invito a guardare alla sanità con occhi diversi. Tecnologia e umanità, ha lasciato intendere, non sono in contrasto. Anzi, è proprio dalla loro unione che può nascere una medicina capace non solo di curare, ma di farlo rispettando davvero la vita delle persone.