Referendum giustizia 2026: affluenza record al 46% dopo il primo giorno. Le previsioni sul voto finale

Daniela Devecchi

Referendum giustizia 2026: affluenza record al 46% dopo il primo giorno. Le previsioni sul voto finale

Alle 23 di ieri sera aveva già votato quasi la metà degli italiani aventi diritto. Un dato che non si vedeva da vent’anni. I seggi sono aperti fino alle 15 di oggi: poi si spoglia.

I seggi sono aperti dalle 7 di questa mattina e chiuderanno alle 15. Poi, subito dopo, inizierà lo spoglio. Ma il dato che ha già cambiato la lettura di questo referendum — ancora prima di sapere chi ha vinto — è quello dell’affluenza della prima giornata: alle 23 di domenica 22 marzo aveva votato il 46,07% degli aventi diritto. Circa 21 milioni di italiani.

Un numero che non si vedeva da vent’anni per un referendum costituzionale su due giorni, e che rende questo voto sulla riforma Nordio qualcosa di più di una semplice consultazione tecnica sulla magistratura.

I dati ufficiali, ora per ora

La giornata di ieri ha raccontato una crescita costante della partecipazione. Alle ore 12 del primo giorno l’affluenza era al 14,92%, già circa il doppio rispetto allo stesso orario del referendum del giugno 2025, quando si era fermata al 7,4%. Alle ore 19 il dato era salito al 38,9%: quasi dieci punti in più rispetto al referendum costituzionale del 2020 sul taglio dei parlamentari, che alla stessa ora aveva fatto registrare il 29,68%. Alle 23, chiusura dei seggi della prima giornata, il dato definitivo del Viminale recitava 46,07%, superando la percentuale di ogni altro referendum del terzo millennio con urne aperte due giorni.

Il confronto storico

Per trovare un dato paragonabile bisogna risalire al referendum costituzionale del 2006 sulla cosiddetta “devolution”. Il referendum del 2020 sul taglio dei parlamentari, con urne aperte due giorni, alle 23 della prima serata aveva fatto segnare il 39,37%. Secondo il modello di stima di Yoodata, con il 14,9% già alle ore 12 di ieri, l’affluenza finale alle 15 di oggi è probabile che si attesti attorno al 60%. Se confermato, sarebbe il referendum costituzionale più partecipato degli ultimi vent’anni.

Il Nord vota di più, il Sud meno

Il dato regionale della prima giornata mostra un’Italia divisa per partecipazione. In cima alla classifica c’è l’Emilia-Romagna con il 53,69%, seguita dalla Toscana (52,49%) e dalla Lombardia (51,83%). Sul fronte opposto la Sicilia con il 34,94%, la Calabria con il 35,70% e la Campania con il 37,78%. Tra le grandi città spicca Roma, dove oltre il 51% degli elettori si è recato alle urne nella sola prima giornata. A Milano il dato si attestava al 45,5% alle 19, per salire ulteriormente in serata.

Il divario geografico Nord-Sud è la fotografia che si ripete ad ogni consultazione. Ma stavolta anche il Sud ha votato più del solito.

Cosa dice l’affluenza sul risultato

Qui si entra nel territorio delle previsioni, e la cautela è d’obbligo. Gli analisti concordano su un punto: finché erano disponibili, con alta affluenza i sondaggi indicavano un tendenziale vantaggio del Sì. Sul podio delle regioni con più partecipazione ci sono però l’Emilia-Romagna e la Toscana, storicamente vicine al centrosinistra e quindi associate al No. In mezzo a loro la Lombardia, guidata dal centrodestra. Un intreccio che rende il risultato genuinamente incerto.

Il senatore della Lega Claudio Borghi ha avvertito i suoi: “Non farsi fuorviare dai sondaggi che girano. Sono fatti con metodi che nemmeno il pendolino di Mosca… quindi non crediate che sia fatta.” Per i sondaggisti di Youtrend la situazione è semplicemente “imprevedibile”. Una considerazione è però condivisa da tutti: con un’affluenza così alta, non si potranno sminuire le conseguenze politiche del voto in nessun caso — né per il governo in caso di vittoria, né per le opposizioni in caso di sconfitta.

Cosa si vota

Gli elettori si trovano davanti un’unica scheda verde sul quesito relativo alla riforma costituzionale della giustizia, che comprende la separazione totale delle carriere tra giudici e pm, lo sdoppiamento dell’attuale Csm in due organi distinti e la creazione dell’Alta Corte disciplinare per le questioni disciplinari dei magistrati. Il Sì conferma la riforma, il No la respinge. Non è previsto alcun quorum.

Quando si saprà il risultato

I seggi chiudono oggi alle 15. Lo spoglio inizia immediatamente dopo. I primi risultati parziali arriveranno nel tardo pomeriggio su Eligendo, il portale ufficiale del Viminale. Le principali televisioni — Rai, La7, Sky TG24, Rete 4 — saranno in diretta dalla chiusura delle urne. Il risultato definitivo è atteso in serata.

Quello che è già certo, a prescindere dall’esito, è che l’Italia ha scelto di partecipare. In massa. E questo, in un Paese che negli ultimi anni aveva abituato alla diserzione delle urne, è già una notizia.

Dati aggiornati alle ore 7:00 del 23 marzo 2026, basati su rilevazioni ufficiali del Viminale.