A volte, la vita, si accanisce in un modo incomprensibile e spietato: due terribili perdite hanno sconvolto Bagheria, sono scomparse Giusy Accomando e Ina Grana, dipendenti comunali note, stimate e amate.
Giusy Accomando: l’ennesima devastante perdita
Notizie come questa ci mettono ben poco a diramarsi: veloci e fameliche. Portano con sé rabbia, dolore, sbigottimento per tutti. Perché queste donne non erano dipendenti comunali, erano parte di una comunità più grande. Erano elementi di una società : avevano famiglia, amici. Gli stessi che le hanno conosciute, amate e apprezzate.
Giusy e Ina hanno svolto il proprio lavoro con dedizione e responsabilità , sempre. Contribuendo anche in maniera concreta al funzionamento di quei meccanismi burocratici che permettono ad un Paese di andare avanti. Hanno aiutato, hanno capito e compreso i più. La loro morte lascia un vuoto difficile da colmare, non solo dal punto di vista professionale ma soprattutto umano.
Un dolore per l’intera comunitÃ
Tutti i loro colleghi, al Comune di Bagheria, non hanno esitato ad esprimere il loro dolore. Tutti, nessuno escluso, hanno espresso dispiacere, ricordando anche quanto Giusy e Ina abbiano rappresentato e incarnato i valori fondamentali dei veri lavoratori.
Donne che si impegnavano con costanza, con attenzione e correttezza in un ambiente che impone, in via morale, prima di ogni cosa, una certa attenzione verso il pubblico. Le parole usate e la vicinanza riservata alle famiglie hanno forse espresso ancor meglio ciò che possiamo rappresentare gli uni per gli altri, e come la nostra assenza possa diventare presenza costante.
Quel che si può fare, anche se non pare abbastanza
In momenti come questo, l’intera comunità si stringe attorno ai familiari e agli amici delle due donne, condividendo il dolore e il ricordo di due figure che hanno lasciato un segno nella vita amministrativa e sociale della città . Il loro ricordo resterà vivo tra le stanze del Comune e tra chi ha avuto la fortuna di incrociare il loro cammino.

Tedesco Giorgia, classe ’95.
Quello che contraddistingue il mio lavoro è l’idea di cos’è che si cela dietro una notizia: un’informazione.
Ma le informazioni non sono tutte uguali. Se ti arriva un’informazione e da essa non piangi, non ridi, non respiri, non ti disperi o non gioisci, essa non ti serve a nulla.
Perché l’informazione è la libertà di un popolo. Ed é nelle nostre emozioni che si avverte la vera essenza della libertà .
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