Novanta gatti in rifugio. Centottantasei sterilizzazioni. Due denunce. E un comune che per mesi ha detto sì e poi non ha fatto niente.
Il 2025 dei Gatti del Giovenzano è tutto qui, in questi numeri che sembrano freddi ma dietro hanno ore di volontariato, soldi spesi di tasca propria e qualche battaglia vinta a fatica. L’associazione opera dal 2017 nelle valli del Giovenzano e dell’Aniene occupandosi dei gatti randagi del territorio. Il 15 marzo si è tenuta l’assemblea annuale e il bilancio è venuto fuori.
I numeri del 2025
Non sono pochi. Le 186 sterilizzazioni — 41 maschi e 145 femmine — sono il dato più visibile ma non l’unico. Ci sono state 34 adozioni 14 visite specialistiche 12 degenze lunghe in rifugio e 6 terapie FIP una delle malattie più difficili da affrontare in campo felino. Cinque pronto soccorso e dieci interventi gravi. Ventidue nuovi ospiti accolti nel rifugio. E un cane che evidentemente aveva bisogno di compagnia.
Subiaco: promesse e niente
Il capitolo più pesante dell’anno riguarda Subiaco. L’associazione aveva proposto all’amministrazione una convenzione per sterilizzare 20 gatti a spese del comune — che è esattamente quello che la legge prevede debbano fare i comuni. Sono seguiti mesi di mail rimaste senza risposta riunioni andate a vuoto e promesse che non sono mai diventate fatti.
Alla fine il comune non ha finanziato nemmeno una sterilizzazione. L’associazione ha fatto da sola sterilizzando 50 gatti di Subiaco con i fondi raccolti tra soci e simpatizzanti.
Sui cartelli informativi per le colonie feline la storia è simile. Dopo ripetute richieste solo a fine febbraio 2026 l’assessore Foppoli ne ha affisso uno alla colonia delle Scalette. Un primo passo accolto con favore dall’associazione che però non si aspetta di dover ringraziare ogni volta che un’istituzione fa quello che dovrebbe fare.
Le denunce
A dicembre sono arrivate due denunce formali per maltrattamento di animali — una ai Carabinieri di Subiaco una alla Guardia Forestale di Arcinazzo — dopo episodi ripetuti sul territorio. Chi maltratta un gatto libero commette un reato. Non è un’opinione è scritto nel codice penale. E denunciare è l’unico modo per non lasciare tutto impunito.
Daria e Gaspare
In mezzo a tutto questo ci sono anche due storie che vale la pena raccontare per bene.
Daria è arrivata da un paesino vicino Roma in condizioni serie. Tumore avanzato. Magrissima. Ma mangiava con appetito e non sembrava soffrire — e questo ha convinto i veterinari a tentare un intervento difficile con autotrapianto di pelle. Il trapianto ha funzionato. La pelle si è ristabilita. Il tumore è stato eradicato. C’è rimasto un danno al nervo oculomotore ma anche quello si sta risolvendo. Adesso Daria si arrampica sugli alberi.
Gaspare viveva vicino a una stazione ferroviaria da anni forse con un padrone forse no. L’estate scorsa è stato ritrovato in condizioni brutte: stomatite grave orecchio distrutto da un’otite peso quasi azzerato. I denti andavano tolti tutti. L’orecchio non si è potuto salvare. Ma adesso Gaspare ha ripreso il pelo e il peso e gira tranquillo tra gli ospiti del rifugio come se non fosse mai successo niente.
Come aiutare
Chi vuole sostenere il lavoro dell’associazione può aderire come socio. Ogni contributo va direttamente a sterilizzazioni cure e adozioni per i gatti liberi delle valli del Giovenzano e dell’Aniene.

“Head Staff”, giornalista pubblicista laureata in letteratura, amo scrivere e apprendere costantemente cose nuove. Trovo che il mestiere del giornalista sia uno dei più affascinanti che esistano. Ti consente di apprendere, di conoscere il mondo, farti conoscere e di entrare in simbiosi con il lettore






