AICEL, cos’è e di cosa si occupa l’associazione del commercio elettronico in Italia

Serena Comito

AICEL, cos’è e di cosa si occupa l’associazione del commercio elettronico in Italia

C’è una differenza netta tra aprire un negozio online e costruire un’attività che regga davvero nel tempo. Nel primo caso bastano una piattaforma, qualche prodotto e un po’ di entusiasmo. Nel secondo servono metodo, norme chiare, reputazione, logistica, tutela del cliente e una visione che vada oltre il singolo ordine. È proprio in questo spazio, concreto e spesso complicato, che AICEL si è ritagliata negli anni un ruolo preciso: quello di punto di riferimento per i merchant che vogliono fare e-commerce in modo serio.

Sul proprio sito AICEL si definisce l’unica associazione nazionale di chi opera nell’e-commerce in Italia e sottolinea un aspetto che dice molto della sua identità: gli associati sono merchant, cioè venditori online, non una generica platea di operatori. È un dettaglio solo in apparenza. In realtà racconta bene l’idea da cui parte l’associazione: rappresentare chi ogni giorno si misura con vendite, clienti, resi, pagamenti, adempimenti e fiducia da conquistare ordine dopo ordine. Oggi AICEL dichiara oltre 1.250 aziende associate, più di 409 certificazioni e 1.090 negozi presenti nel proprio ecosistema.

Un’associazione che non si ferma alla teoria

Quando si parla di associazioni di settore, il rischio è sempre lo stesso: belle parole, poca operatività. Qui il discorso è più ampio. AICEL mette in fila una serie di funzioni molto pratiche: rappresentanza verso istituzioni e media, attività di lobbying, aggiornamento continuo, eventi formativi, consulenza legale iniziale gratuita per gli associati, convenzioni con partner del settore, occasioni di networking e strumenti per aumentare la visibilità dei singoli store. Non è poco, soprattutto per le piccole e medie realtà che spesso si muovono online senza una vera struttura interna dedicata a normativa, logistica o strategia.

Lo si capisce anche dal tipo di contenuti che l’associazione pubblica e propone. C’è una sezione dedicata a webinar e corsi, con un’offerta che passa da recensioni e live shopping fino a temi come la Direttiva Omnibus e l’espansione europea degli store. Sul fronte delle convenzioni, AICEL ha storicamente costruito accordi con partner legati a spedizioni, recensioni e servizi per l’e-commerce, nel tentativo di trasformare il peso del network in vantaggi economici e operativi per gli associati.

Il punto delicato resta sempre uno: la fiducia

Chi compra online si gioca tutto in pochi secondi. Guarda il sito, valuta la chiarezza, cerca segnali di affidabilità e decide se fidarsi oppure no. AICEL da tempo lavora proprio su questo crinale. Il progetto SonoSicuro nasce per rendere riconoscibili i negozi controllati e certificati, con un numero identificativo univoco legato all’URL certificata. Accanto a questo, l’associazione parla di oltre 100 regole, verifiche periodiche e di un lavoro costante contro l’uso fraudolento dei certificati.

Questo tema della fiducia non viene trattato solo come immagine o marketing. Sul sito AICEL insiste molto su etica, trasparenza e correttezza. Gli associati si vincolano infatti al rispetto di regole di buon e-commerce, dei principi di buona fede e delle normative vigenti; inoltre vengono pubblicati sia gli elenchi dei negozi certificati, sia quelli dei soci, mentre per i consumatori esiste anche uno sportello che prevede mediazione bonaria nelle controversie con merchant associati. È una scelta che prova a tenere insieme due esigenze che spesso viaggiano separate: tutelare le imprese serie e rendere più leggibile il mercato a chi acquista.

Regole, sì. Ma anche ricerca e formazione

La parte più interessante, oggi, è forse questa. AICEL non si muove solo sul piano associativo classico, ma cerca di occupare anche lo spazio della formazione e dell’analisi del settore. L’Osservatorio e-Commerce, curato dall’INR eCommerce promosso da AICEL, nasce con l’obiettivo di monitorare l’andamento del commercio elettronico in Italia, le professioni digitali e il livello di digitalizzazione delle imprese secondo criteri dichiarati come scientificamente validati. È un passaggio importante, perché un settore che corre ha bisogno anche di leggere se stesso, non solo di vendere.

Nel 2025 AICEL ha inoltre inaugurato con ITS Academy Albatros un percorso da 1.800 ore presentato come il primo in Italia dedicato alla figura dell’eCommerce manager nel settore agroalimentare. Pochi mesi dopo, a gennaio 2026, è comparsa anche in progetti di tirocinio e ricerca con l’Università Magna Graecia, sempre agganciati all’attività dell’osservatorio INR eCommerce. Tradotto: non solo imprese già avviate, ma anche costruzione di competenze per chi dovrà entrare nel settore domani.

Dentro questa stessa logica rientrano i Premi di Laurea e-Next. Il 10 febbraio 2026 AICEL e Rotary Club Brescia Next hanno premiato i vincitori della prima edizione, con quattro borse da 2.000 euro, e nella stessa occasione hanno annunciato la seconda edizione del bando con un fondo complessivo di 10.000 euro. Il messaggio è chiaro: l’e-commerce non è più un semplice canale commerciale, ma un campo in cui servono competenze nuove, ricerca, capacità di leggere le trasformazioni tecnologiche e consapevolezza normativa.

Un’associazione che prova a stare dentro il presente

Negli ultimi tempi AICEL ha mostrato di voler presidiare anche i temi più sensibili della trasformazione digitale. Da una parte c’è il lavoro sul Codice di Condotta e-Commerce, che l’associazione presenta come il primo codice riconosciuto in Italia e in Europa, redatto in conformità agli articoli 27 e seguenti del Codice del Consumo e costruito con il coinvolgimento di merchant, giuristi, istituzioni e operatori del settore. Dall’altra ci sono le prese di posizione su dossier attuali, come l’European Accessibility Act, rispetto al quale AICEL ha chiesto regole tecniche più chiare per evitare incertezze applicative per le imprese.

Anche la presenza nelle scuole, vista a febbraio 2026 in occasione dell’Internet Safer Day al liceo “Vito Capialbi” di Vibo Valentia, si inserisce in questa traiettoria. Non è solo comunicazione istituzionale. È il tentativo di portare il discorso sull’e-commerce fuori dal perimetro stretto dello store e dentro una questione più ampia: cultura digitale, protezione dei dati, consapevolezza online, regole. In quell’occasione è intervenuta la vicepresidente Manuela Borgese, mentre il presidente Andrea Spedale continua a essere il volto più esposto dell’associazione nelle iniziative pubbliche e nelle prese di posizione sul settore.

Alla fine, il punto forse è proprio questo. AICEL sembra voler ricordare che l’e-commerce non si improvvisa. Non basta essere online. Bisogna esserci con una struttura, con responsabilità, con strumenti adeguati e con un rapporto trasparente verso il cliente. In un mercato che continua a crescere ma resta pieno di rumore, promesse facili e improvvisazione, un’associazione che mette insieme merchant, regole, formazione e tutela prova a dare una direzione. Ed è una direzione che, oggi più di ieri, assomiglia a una necessità.