Con la benzina sopra 1,86 euro al litro e il gasolio oltre i 2 euro, fare il pieno è già di per sé un salasso. Ma c’è chi trova il modo di farvi pagare anche di più — o di darvi meno di quello che avete pagato. Truffe ai distributori, imbrogli sui contatori, carburante adulterato, dispositivi per clonare le carte. Un fenomeno che nel 2026 è tornato prepotentemente all’attenzione delle forze dell’ordine, con sequestri, denunce e operazioni in tutta Italia.
Ecco cosa sta succedendo e, soprattutto, come difendersi.
1. La truffa dei 5 euro: la più nuova, la più subdola
È l’allarme più recente lanciato dalla Polizia Stradale. Funziona così: mentre stai facendo rifornimento, si avvicina un individuo con aria amichevole. Dice di avere problemi con la sua carta di credito e ti chiede un favore — pagare il suo carburante con la tua carta, in cambio di 5 euro in contanti.
Sembra un gesto di buon senso. Non lo è. Il truffatore approfitta della tua disponibilità per riempire completamente il serbatoio — ben oltre i 5 euro pattuiti. Nei casi peggiori, se ti opponi, la situazione degenera in intimidazioni. Il consiglio è semplice: non accettare mai questo tipo di proposta, per nessun motivo.
2. Il contatore che non si azzera
Uno dei trucchi più vecchi, ma ancora in circolazione. Il gestore disonesto lascia il contatore della pompa già avviato dalla vettura precedente. Tu arrivi, vedi una cifra sul display e pensi che sia l’inizio della tua erogazione. Non è così.
Se l’auto prima di te ha fatto un rifornimento da 10 euro e tu ne chiedi 50, il contatore può partire da quella cifra già registrata. Risultato: paghi 50 euro, ma ne ricevi realmente 40. La regola d’oro è sempre la stessa: controllare che il contatore parta da zero prima di iniziare a fare benzina. Se non parte da zero, pretendete il reset.
3. Carburante adulterato: il caso di Anzio
2 marzo 2026, Anzio. La Guardia di Finanza, supportata dai chimici del laboratorio mobile dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, analizza il carburante in vendita in un distributore e trova due anomalie gravi. Il gasolio è adulterato con sostanze estranee — tra cui tracce di benzina — e presenta un punto di infiammabilità inferiore alla soglia minima prevista dalla normativa.
Il distributore viene sequestrato. Ma il danno potenziale è enorme: carburante adulterato può compromettere seriamente il motore, aumentare i consumi e — nei casi più gravi — rappresentare un rischio di incendio. Se noti prestazioni anomale subito dopo un rifornimento, conserva un campione di carburante e segnala immediatamente.
4. Pompe che erogano meno carburante del dovuto
A Falconara, in provincia di Ancona, la Guardia di Finanza ha sequestrato due pompe dopo una scoperta inquietante. Durante i test, estraendo le pistole eroganti senza azionare le rispettive leve interne, i contatori mostravano comunque l’avvio di erogazione — sia in litri che in euro — pur senza rilasciare realmente carburante.
In pratica: il contatore gira, i soldi escono dal portafoglio, ma il carburante non arriva nel serbatoio. Una truffa meccanica difficile da smascherare senza strumentazione tecnica. L’unico modo per tutelarsi è conoscere la capienza del proprio serbatoio e verificare che i litri erogati siano coerenti con quelli attesi.
5. Gasolio agricolo venduto come normale
È una frode fiscale oltre che una truffa al consumatore. Il gasolio agricolo — tassato molto meno di quello per uso stradale — viene venduto ai comuni automobilisti come carburante normale, a prezzo pieno. Chi compra paga il prezzo del gasolio stradale, ma riceve un prodotto non omologato per uso su strada.
Le forze dell’ordine hanno intensificato i controlli nel 2026, con sequestri di migliaia di litri in diverse regioni. A rischio non è solo il portafoglio — ma anche il motore, non progettato per quel tipo di carburante.
6. La truffa della temperatura
Meno conosciuta, ma reale. Il carburante si espande col calore — d’estate, con temperature elevate, un litro di benzina “calda” contiene meno energia di un litro a 15°C, che è la temperatura di riferimento prevista per legge. Le pompe in Italia non compensano automaticamente per la temperatura, a differenza di altri Paesi.
Il consiglio pratico: fare il pieno la mattina presto, quando le temperature sono più basse e il carburante è più denso. Un piccolo accorgimento che nel tempo può fare la differenza.
7. Skimmer sui POS: i clonatori di carte
L’ultimo pericolo non riguarda il carburante in sé, ma il pagamento. Alcuni malviventi installano sui terminali POS dei distributori — soprattutto quelli self service, incustoditi di notte — dispositivi chiamati “skimmer”, progettati per clonare le carte di pagamento e acquisire PIN e dati sensibili.
Prima di inserire la carta, osservate il lettore: se sembra manomesso, presenta parti aggiunte o strane, non inserite la carta e segnalate immediatamente. Preferite i distributori presidiati e i pagamenti con carta contactless.
Come denunciare e difendersi
Se subisci una truffa o noti qualcosa di sospetto a un distributore, puoi segnalarlo tramite l’app YouPol della Polizia di Stato, contattare direttamente la Guardia di Finanza o la Polizia Stradale. In caso di danni al motore dopo un rifornimento, conserva lo scontrino e, se possibile, un campione del carburante — sarà fondamentale per le analisi.
Con i prezzi che restano alti e i controlli che si intensificano, la vigilanza resta la prima forma di difesa. Non dare mai per scontato che il distributore sia onesto. Controllare il contatore, conoscere il proprio serbatoio, non fidarsi degli sconosciuti: tre regole semplici che possono evitare brutte sorprese.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






