Una storia che affonda le radici nel 1969, emerge dopo mezzo secolo e finisce davanti a un giudice. Protagonisti: Adriano Celentano, 88 anni, il Molleggiato più amato d’Italia, e Antonio Segatori, 55 anni, romano, che sostiene di essere suo figlio. Una vicenda di segreti, di silenzi lunghi decenni, di una madre che ha aspettato una vita prima di raccontare tutto. E di un uomo che ora vuole solo una cosa: sapere la verità .
Chi è Antonio Segatori
All’anagrafe si chiama Antonio Maria Segatori Biscardi. Ha 55 anni, vive a Roma. Due cognomi già nella vita — Biscardi dalla madre, Segatori dall’uomo che la sposò nel 1987. Adesso ne vuole un terzo: Celentano.
Non è una questione di eredità , tiene a precisarlo. Non è una questione di soldi. “Non lo faccio per soldi. Voglio solo sapere chi è mio padre. Ne ho il diritto.” E aggiunge, con una semplicità disarmante: “Voglio abbracciarlo e dargli la mano.”
La madre, il Cantagiro e il Clan Celentano
Per capire tutto bisogna tornare indietro. 1967. Una ragazza di 15 anni di nome Maria Luigia Biscardi si presenta al Cantagiro con il nome d’arte “Brenda Bis”, spacciandosi per maggiorenne. Entra così nell’orbita del Clan Celentano — la factory musicale che il Molleggiato aveva costruito intorno a sé.
Secondo la versione della donna, oggi 73 anni, Celentano la corteggiò. Incontri clandestini, sala di registrazione vuota, un rapporto tenuto nascosto. Poi, a fine 1969, ancora minorenne, scopre di essere incinta. Celentano inizia a ignorarla. Il suo contratto col Clan viene chiuso con due anni di anticipo. Il messaggio era chiaro, anche senza parole.
Maria Luigia porta avanti la gravidanza da sola. Antonio nasce. E la madre porta quel segreto dentro di sé per oltre cinquant’anni, prima di raccontarlo al figlio “un paio di anni fa”.
Il precedente del 1975: la causa archiviata
Non è la prima volta che il nome di Celentano finisce in un’aula di tribunale per questa storia. Nel 1975 la madre, assistita dal padre avvocato, si rivolse al Tribunale di Roma per il riconoscimento di paternità . Il procedimento fu archiviato per mancata comparizione della donna.
All’epoca Celentano era tranchant: definì la donna “una pazza” e smentì tutto con la consueta sicurezza. Antonio oggi ipotizza che il nonno avvocato possa aver raggiunto un accordo extragiudiziale con i legali del cantante. Ma di prove documentali non ce ne sono. Rimane un’ipotesi, niente di più.
La mossa legale: tribunale di Milano e test del DNA
Cinquant’anni dopo, Antonio Segatori torna alla carica. Questa volta con gli strumenti del 2026 e due avvocati al fianco: Manuela Maccaroni e Pierpaolo Salinetti. Il ricorso è stato depositato al Tribunale Civile di Milano — foro competente per la residenza di Celentano.
La procedura prevede due fasi. Prima il disconoscimento della paternità di Sandro Segatori, l’uomo che sposò la madre nel 1987 e che figura nei documenti. Poi il riconoscimento della nuova paternità attraverso il test del DNA. Un percorso lungo, complesso, ma tecnicamente percorribile.
La risposta di Celentano: prima l’ironia, poi Giulia Bongiorno
Il 18 marzo 2026 Celentano rompe il silenzio. Lo fa a modo suo, con quella vena ironica che lo ha sempre contraddistinto. Su Instagram scrive: “Caro Antonio, mi spiace contraddirti… purtroppo io non sono tuo padre… La verità è che sono tuo nonno!!!”
Risate, certo. Ma dietro la battuta c’è una smentita netta. E subito dopo arriva il segnale che la cosa viene presa sul serio: Giulia Bongiorno — avvocata di primissimo piano, già difensore in casi celeberrimi — riceve il mandato per tutelare Celentano da “ogni ulteriore speculazione”.
Il post ufficiale è più diretto: “Prima la presunta madre, ora il presunto figlio. Circa mezzo secolo fa è stato sollevato un polverone da una signora che sosteneva che io fossi padre di suo figlio.” Nessuna apertura, nessuna disponibilità al dialogo. Solo una porta chiusa.
Celentano oggi: 88 anni, Claudia Mori e la villa sul lago
Adriano Celentano ha 88 anni. Vive con la moglie Claudia Mori nella villa di Campesone di Galbiate, sulle colline lecchesi, dagli anni Settanta — la stessa casa in cui si rifugiò quando la musica e la televisione italiana erano ancora il suo regno. Sposato con Claudia dal 1964, all’epoca dei fatti era già coniugato. Un particolare che, in quella storia del 1969, pesava quanto un macigno.
Una storia che il DNA potrebbe riscrivere
Adesso la parola passa ai giudici. E, se il tribunale lo disporrà , al DNA. Un esame che non mente, che non si dimentica, che non fa sconti a nessuno — né a un uomo di 55 anni che cerca un padre, né a un’icona della musica italiana che ha costruito la sua leggenda anche sul mito della famiglia.
Il risultato potrebbe cambiare tutto. O non cambiare niente. Ma Antonio Segatori ha già vinto qualcosa: dopo cinquant’anni di silenzio, quella storia è finalmente fuori.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






