Tragedia a Benevento: neonata di due mesi muore nella notte dopo le dimissioni dal San Pio

Daniela Devecchi

Tragedia a Benevento: neonata di due mesi muore nella notte dopo le dimissioni dal San Pio

C’è un silenzio che non si spiega con le parole. Quello di una culla vuota, di una gemellina che non c’è più. A Benevento, nella notte tra il 18 e il 19 marzo 2026, una neonata di appena due mesi è morta dopo essere stata portata d’urgenza per la seconda volta all’Ospedale San Pio. Prima di lei, la stessa sera, c’era già stata una corsa in pronto soccorso. I medici l’avevano dimessa. Poi le condizioni sono precipitate. E questa volta non c’è stato nulla da fare.

Una storia che spezza il cuore. E che ora è nelle mani della magistratura.

La prima corsa in ospedale: la crisi respiratoria

Tutto inizia nella serata di mercoledì 18 marzo. La piccola — una delle due gemelline della famiglia — manifesta una forte crisi respiratoria. I genitori, spaventati, la portano immediatamente al pronto soccorso del San Pio di Benevento.

I medici effettuano gli accertamenti del caso. Visitano la bambina, valutano la situazione. Poi arriva la decisione: dimissioni. La neonata può tornare a casa.

Il ritorno a casa e il precipitare della situazione

Una volta rientrata, però, le condizioni della piccola non migliorano. Peggiorano. E lo fanno in fretta, con quella rapidità silenziosa e crudele che non lascia tempo di reagire. I genitori si accorgono che qualcosa non va. Che quella bambina non sta bene. Che bisogna correre di nuovo.

Riprendono la piccola in braccio e tornano al San Pio per la seconda volta nel giro di poche ore. Ma stavolta è troppo tardi. La neonata muore poco dopo il secondo ricovero. Secondo le prime ipotesi, il decesso sarebbe riconducibile a un arresto cardiaco.

Nella stessa culla, a casa, è rimasta la sua gemellina. L’unico, straziante conforto per una famiglia che in poche ore ha perso tutto.

La denuncia e l’indagine della Procura

Il dolore dei genitori si trasforma quasi subito in una domanda. Una domanda precisa, lacerante: quella dimissione era giustificata? Poteva essere evitato il peggio con un ricovero?

Con queste domande in testa, la coppia si è recata in Questura e ha sporto denuncia. Un atto di coraggio, oltre che di dolore. La Squadra Mobile ha risposto immediatamente, acquisendo la cartella clinica della bambina per ricostruire ora per ora quanto accaduto nelle ore precedenti alla morte.

La Procura della Repubblica di Benevento ha aperto un fascicolo d’indagine. Nei prossimi giorni sarà disposta l’autopsia, esame fondamentale per stabilire con precisione le cause del decesso e rispondere alla domanda più difficile: si è trattato di una tragica fatalità, oppure c’è qualcosa che non ha funzionato nella gestione clinica della piccola?

L’autopsia come unica risposta possibile

Fino a quando l’esame autoptico non sarà completato, ogni conclusione sarebbe prematura. Gli inquirenti lavorano con i fatti — la cartella clinica, i referti, i verbali del pronto soccorso — cercando risposte che solo la medicina legale potrà fornire con certezza.

Quello che è certo, oggi, è il dolore. Una famiglia distrutta. Una gemellina che crescerà senza la sua sorella. E una comunità, quella sannita, che segue questa vicenda con il fiato sospeso, sperando che la verità emerga presto e con chiarezza.

Benevento sotto choc

Notizie come questa lasciano il segno. Non solo nei genitori, non solo nei parenti. Le lasciano in chiunque abbia un figlio, in chiunque sappia cosa significa portare una vita nel mondo e poi vederla spegnersi in poche ore. Benevento oggi è sotto choc. E chiede, come tutta l’Italia, che si faccia luce su questa tragedia senza lasciare nulla in ombra.