Alla perdita di Aurora Chimentelli segue un dolore composto, ma profondo. Uno di quelli che ti spacca dentro, che non ti lascia pace. La morte di Aurora ha lasciato un vuoto difficile da colmare, soprattutto tra chi, ogni giorno, vive il calcio non solo come competizione, ma come luogo di incontro, crescita e legami umani.
L’annuncio della scomparsa di Aurora Chimentelli
A dar voce a questo sentimento collettivo è stato un comunicato congiunto firmato dal presidente della Sangiovannese Giovanni Serafini, dal presidente della Marzocco Sangiovannese Maurizio Minghi e dal Comitato Biancoazzurro, rappresentato da Gennaro Lo Santo. Parole semplici, ma cariche di partecipazione sincera, con cui dirigenti, tesserati e collaboratori hanno voluto stringersi attorno alle famiglie Grati e Chimentelli, colpite da un lutto che ha toccato da vicino l’intera realtà sportiva.
Il ricordo della giovane donna
Aurora non era soltanto un nome: era una presenza, un volto conosciuto, una giovane vita che aveva trovato nel contesto della Sangiovannese un punto di riferimento. In queste situazioni, le parole sembrano sempre insufficienti, ma il messaggio che arriva dal club è chiaro: nessuno è solo nel dolore. La vicinanza espressa non è formale, ma nasce da relazioni autentiche costruite nel tempo, tra campo, tribune e vita quotidiana.
Il calcio, spesso raccontato per i suoi risultati e le sue classifiche, mostra ancora una volta il suo volto più umano. È nei momenti più difficili che emerge il senso di appartenenza, quella rete silenziosa fatta di persone che si riconoscono e si sostengono. Ed è proprio questo che oggi si respira attorno alla Sangiovannese: un abbraccio collettivo, discreto ma forte, rivolto a chi sta affrontando una perdita così grande.
Quello che resta: a cosa aggrapparsi, come esserci
Nelle prossime ore saranno probabilmente tanti i gesti di affetto: un pensiero, un messaggio, una presenza. Piccoli segni che, messi insieme, raccontano quanto Aurora fosse parte di una comunità viva, capace di fermarsi e ricordare.
Resta il silenzio, quello rispettoso che accompagna il dolore, ma anche la consapevolezza che certi legami non si spezzano. E che il ricordo di Aurora continuerà a vivere nei cuori di chi l’ha conosciuta e voluta bene.

Tedesco Giorgia, classe ’95.
Quello che contraddistingue il mio lavoro è l’idea di cos’è che si cela dietro una notizia: un’informazione.
Ma le informazioni non sono tutte uguali. Se ti arriva un’informazione e da essa non piangi, non ridi, non respiri, non ti disperi o non gioisci, essa non ti serve a nulla.
Perché l’informazione è la libertà di un popolo. Ed é nelle nostre emozioni che si avverte la vera essenza della libertà .
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