Chi è Andrea Delmastro Delle Vedove, noto politico? Problemi giudiziari, Mafia, condanna, FDI, figli, moglie, pistola, Facebook

Giorgia Tedesco

Andrea Delmastro è diventato sempre più nominato negli ultimi anni, ma non tanto per i ruoli istituzionali, quando per i problemi giudiziari a lui collegati. Cerchiamo di capirci qualcosa meglio insieme.

Andrea Delmastro: dalle origini alla carriera politica

Classe ’76 e originario di Gattinara, in provincia di Vercelli, cresce in un ambiente profondamente legato alla politica. Il padre, Sandro, è stato parlamentare di Alleanza Nazionale, e proprio in quell’area culturale il giovane Andrea muove i primi passi.

La sua formazione è giuridica, come altrimenti non poteva essere, d’altronde. Si laurea in Giurisprudenza all’UniversitĂ  di Torino e intraprende la professione di avvocato penalista, seguendo il suo papò. Parallelamente, però, la politica resta il suo principale campo d’azione, e infatti, entra nel Fronte della GioventĂą.

Negli anni costruisce una carriera radicata nel territorio biellese. Cresce, diventa consigliere comunale, assessore, e quindi esponente di primo piano della destra locale. Il salto nazionale però arriva quando viene eletto alla Camera dei deputati con Fratelli d’Italia.

Il caso Cospito e l’inchiesta

La vicenda che ha segnato una svolta nella sua carriera è quella legata al caso dell’anarchico Alfredo Cospito. Tutto nasce sei anni, quando viene indagato per aver trasmesso informazioni riservate, provenienti dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, al collega di partito Giovanni Donzelli.

Quelle informazioni, riguardanti detenuti sottoposti al regime del 41-bis, vengono poi rese pubbliche in Parlamento, scatenando un caso politico e giudiziario di ampia portata. Nonostante la Procura avesse inizialmente chiesto l’archiviazione ritenendo assente il dolo, il giudice dispone l’imputazione coatta e il processo va avanti.

Alla fine, lo scorso anno, arriva la sentenza di primo grado. Indovinate? Delmastro viene condannato a otto mesi di reclusione, con pena sospesa, per rivelazione di segreto d’ufficio. Il tribunale ritiene che la diffusione di quelle informazioni abbia violato le norme sulla riservatezza. Compromettendo dunque attività delicate, anche in ambito antimafia. Le motivazioni, depositate nei mesi successivi, sottolineano come non si sia trattato di una semplice leggerezza. Ma pare proprio di una condotta ritenuta consapevole, capace di incidere su equilibri istituzionali sensibili. Alla condanna si aggiunge anche un anno di interdizione dai pubblici uffici, anch’essa sospesa.

Le reazioni politiche

La sentenza ha provocato un’immediata bufera politica. Le opposizioni hanno chiesto le dimissioni del sottosegretario, parlando di un comportamento incompatibile con il ruolo istituzionale.

Dall’altra parte, il governo ha fatto quadrato attorno a lui. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha espresso “fiducia totale”, sottolineando come si tratti di una decisione di primo grado e quindi non definitiva. Delmastro ha respinto le accuse, annunciando ricorso in appello quindi. Spiegando e ribadendo, inoltre, la propria intenzione di non dimettersi.

Ad oggi, la vicenda giudiziaria resta aperta. La condanna, infondo, è di primo grado e il procedimento proseguirà nei successivi gradi di giudizio. La partita, è aperta.

Tra politica e giustizia: la storia di Andrea Delmastro

La parabola di Andrea racconta una storia tipica, ma allo stesso tempo significativa, della politica italiana contemporanea: una carriera costruita nella militanza, arrivata ai vertici del potere e poi attraversata da una vicenda giudiziaria che ne mette alla prova credibilitĂ  e futuro.

Il prossimo capitolo si giocherĂ  nelle aule di giustizia. E, come spesso accade in questi casi, non sarĂ  solo una questione giuridica, ma anche profondamente politica.