Ci sono carriere che non seguono linee dritte, ma si costruiscono per passaggi, cambi di prospettiva, scelte che a prima vista sembrano lontane tra loro. Quella di Marco Marini è una di queste. Oggi è Senior Vice President External Relations di Ansaldo Energia, ma il suo punto di partenza è stato tutt’altro: le redazioni giornalistiche, i ritmi serrati dell’informazione, il lavoro sul campo.
Biografia di Marco Marini
Romano, classe 1977, Marini si forma alla Sapienza Università di Roma, dove studia comunicazione. Poi arriva il giornalismo, quello vero, fatto di servizi, dirette, notizie da verificare. Lavora tra televisione e agenzia, con un passaggio anche all’ANSA, prima di approdare a Sky TG24, dove costruisce gran parte della sua esperienza professionale.
È lì che cresce, anno dopo anno, fino a diventare vicedirettore nel 2016. Un ruolo importante, dentro una delle principali realtà dell’informazione italiana, che lo mette al centro della macchina editoriale: coordinamento, scelte, responsabilità quotidiane. Poi, a un certo punto, la decisione di cambiare strada.
Un cambio radicale: una nuova vita
L’ingresso in Ansaldo Energia, nel 2020, segna una svolta netta. Non più il racconto delle notizie, ma la gestione della comunicazione di una grande azienda industriale. Un passaggio che richiede un cambio di sguardo: dalla cronaca alla strategia, dall’osservazione alla costruzione dell’immagine.
Nel suo ruolo, Marini segue tutto ciò che riguarda le relazioni esterne del gruppo: i rapporti con i media, la comunicazione istituzionale, il posizionamento pubblico dell’azienda. Un lavoro spesso poco visibile, ma centrale, soprattutto in un settore come quello energetico, dove ogni parola pesa e ogni messaggio deve essere calibrato.
Ansaldo Energia, realtà storica dell’industria italiana, si muove oggi in un contesto complesso, tra transizione energetica, innovazione e scenari internazionali in continuo cambiamento. In questo quadro, la comunicazione non è più un elemento accessorio, ma parte integrante della strategia.
Storie di ogni giorno: storie di crescite silenziose
Il percorso di Marini racconta anche questo: come competenze nate nel mondo dell’informazione possano trovare spazio e valore dentro l’impresa. Senza clamore, senza esposizioni eccessive, ma con un ruolo preciso, fatto di equilibrio, lettura dei contesti e capacità di tenere insieme interessi diversi.
Una presenza discreta, la sua, ma inserita in un punto delicato. Dove il confine tra ciò che accade e ciò che viene raccontato è, spesso, più sottile di quanto sembri.

Tedesco Giorgia, classe ’95.
Quello che contraddistingue il mio lavoro è l’idea di cos’è che si cela dietro una notizia: un’informazione.
Ma le informazioni non sono tutte uguali. Se ti arriva un’informazione e da essa non piangi, non ridi, non respiri, non ti disperi o non gioisci, essa non ti serve a nulla.
Perché l’informazione è la libertà di un popolo. Ed é nelle nostre emozioni che si avverte la vera essenza della libertà .
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