E’ morta Cinzia Oscar, le dichiarazioni del figlio Marco Calone: “Mamma sono morto insieme a te.”
Biografia di Cinzia: l’amata cantante
Cresciuta dove l’arte faceva parte della quotidianità , iniziò a esibirsi quando era ancora bambina, a soli sette anni, quando sostituì il fratello malato in uno spettacolo del trio musicale fondato dal padre. Da quel momento il teatro diventò la sua casa e il pubblico la sua famiglia artistica. Con il tempo riuscì a collaborare con importanti protagonisti della scena napoletana, tra cui il grande cantante e attore Mario Merola e il popolare interprete della canzone partenopea Pino Mauro. Con lui poi condivise palchi, spettacoli e momenti significativi della sua carriera.
Tra le sue canzoni piĂą ricordate figurano:
- “Caro figlio mio”
- “Nun sò na bambola”
- e “Maledizione”.
Accanto alla musica, Cinzia non ha mai abbandonato il teatro. Per lei il palcoscenico rappresentava un luogo di incontro, di racconto e di emozione condivisa. La sua passione la portò anche a creare e sostenere compagnie indipendenti, mosse più dall’amore per l’arte che da logiche commerciali.
Il ricordo e l’amore di Napoli
Chi l’ha conosciuta la ricorda come una donna determinata e profondamente legata alle sue radici. La sua arte non era solo intrattenimento, era un modo per raccontare Napoli. Oggi lascia un vuoto difficile da colmare in un ambiente artistico che negli ultimi anni ha già perso diverse figure storiche, e infatti, sui social e tra gli ambienti teatrali napoletani si moltiplicano i messaggi di affetto e di cordoglio. Colleghi, amici e spettatori ricordano il suo talento ma soprattutto la sua umanità , qualità che l’hanno resa una persona amata ben oltre il palcoscenico.
Una perdita inestimabile
Con la scomparsa di Cinzia se ne va una voce autentica della tradizione artistica napoletana. Rimangono però le sue canzoni, le interpretazioni teatrali e il ricordo di una carriera costruita con passione e dedizione, passo dopo passo, davanti a quel pubblico che non ha mai smesso di applaudirla.

Tedesco Giorgia, classe ’95.
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