Vicenza è stordita da una terribile notizia: è morto Diego Peron, insegnante e vicepreside del liceo Quadri.
Il ricordo di Diego Peron
Tra i primi a ricordarlo pubblicamente è stato Raffaele Colombara, che in un lungo messaggio ha ripercorso anni di amicizia e di impegno condiviso. Parole che restituiscono l’immagine di un uomo profondamente legato ai valori della responsabilità civile, dell’attenzione agli altri e della partecipazione alla vita pubblica.
Diego aveva sempre mantenuto uno sguardo aperto sul mondo e sulla società , l’insegnamento, per lui, non era soltanto un lavoro ma una missione quotidiana. Un modo per accompagnare le nuove generazioni nella crescita, trasmettendo non solo conoscenze ma anche senso civico.
Un uomo dietro il prestigioso ruolo
Come vicepreside aveva affiancato negli anni studenti e docenti con discrezione e disponibilità , diventando per molti un punto di equilibrio e di ascolto. Chi ha avuto modo di lavorare con lui lo descrive come una persona concreta, capace di trasformare i principi in azioni quotidiane. Non era raro trovarlo impegnato a sostenere iniziative culturali, progetti educativi o momenti di riflessione. In particolare, il suo nome era legato alle attività di sensibilizzazione sul tema delle mafie e della memoria delle vittime innocenti, un ambito in cui aveva lavorato con passione insieme ad altri volontari e amministratori locali.
Gli omaggi e le lodi
Chi lo ricorda sottolinea soprattutto il suo modo di stare tra le persone: diretto, autentico, sempre disponibile al dialogo. Era uno di quei docenti capaci di lasciare un segno non tanto con le parole solenni quanto con l’esempio quotidiano. Per molti studenti è stato un insegnante che sapeva ascoltare e incoraggiare, capace di far sentire ogni ragazzo parte di una comunità più ampia.
L’impatto della perdita nel mondo scolastico
La sua morte ha suscitato numerosi messaggi in cui molti raccontano di aver trovato in lui una guida. Altri, invece, ne ricordano semplicemente la sua gentilezza e la capacità di creare relazioni sincere. C’è anche chi ricorda come, proprio in questi giorni, si stesse lavorando all’organizzazione di una giornata dedicata alla memoria delle vittime di mafia.
Quel che resta: l’indimenticabile vicepreside Diego Peron
La scomparsa di Diego lascia dunque un vuoto profondo nella comunità vicentina. Restano le parole di chi lo ha conosciuto e ne ha condiviso il cammino. Il ricordo di una persona coerente, capace di trasformare i valori in scelte concrete. Così, si misura il segno più autentico lasciato da Diego: nella memoria delle persone che lo hanno incontrato e nel percorso di tanti ragazzi che, grazie a lui, hanno imparato a guardare il mondo con maggiore consapevolezza.

Tedesco Giorgia, classe ’95.
Quello che contraddistingue il mio lavoro è l’idea di cos’è che si cela dietro una notizia: un’informazione.
Ma le informazioni non sono tutte uguali. Se ti arriva un’informazione e da essa non piangi, non ridi, non respiri, non ti disperi o non gioisci, essa non ti serve a nulla.
Perché l’informazione è la libertà di un popolo. Ed é nelle nostre emozioni che si avverte la vera essenza della libertà .
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