Ci sono persone che riescono a lasciare un segno profondo non solo per ciò che fanno, ma per il modo in cui stanno al mondo: Andrea Pestarini era una di queste. Uomo di mare, comandante esperto e grande appassionato di navigazione, era conosciuto e stimato da molti che nel corso degli anni avevano avuto modo di incrociare il suo cammino tra porti, fiere nautiche e lunghe traversate.
Chi era Andrea Pestarini?
Per chi lo conosceva davvero, Andrea non era soltanto un professionista preparato. Era prima di tutto una presenza affidabile, una di quelle persone che sanno trasmettere sicurezza con uno sguardo o con poche parole. Famosissimo marinaio milanese, amava il mare, che per lui, non era semplicemente un lavoro: era un modo di vivere, una passione coltivata con rispetto e dedizione, giorno dopo giorno. Si era anche distinto brillantemente come scrittore, con saggi riconosciuti, vedi ad esempio:
- Mai Stracc: Un viaggio che forse non finirà mai;
- La traversata atlantica. Preparazione, tecniche e rotte di un navigatore oceanico;
- Classicismo e sperimentalismo nella letteratura italiana tra Quattro e Cinquecento. Sei lezioni.
Il ricordo e gli elogi al grande marinaio
Chi ha condiviso con lui anche solo una parte di questo percorso ricorda un uomo capace di raccontare il mare con naturalezza, come se ne facesse parte. Aveva quella calma tipica dei marinai esperti, la stessa che nasce dall’abitudine a osservare il vento, a leggere l’acqua e a capire quando è il momento di agire e quando invece bisogna soltanto aspettare.
Andrea era anche una persona profondamente legata alle relazioni umane. Non era raro vederlo circondato da amici, colleghi e appassionati con cui scambiava idee, progetti e racconti di navigazione. Aveva il dono della semplicità : sapeva parlare con tutti, senza formalità , mettendo a proprio agio chiunque si trovasse accanto a lui.
Molti lo ricordano come una guida sicura in mare, ma anche come una presenza discreta e generosa nella vita quotidiana. Era uno di quelli che non amavano mettersi in mostra, preferendo lasciare che fossero i fatti e il lavoro a parlare per lui. Proprio per questo il rispetto che aveva conquistato nel tempo era autentico e sincero.
L’affetto sui social e il ricordo che resiste
Nelle ultime ore, il ricordo di Andrea sta riaffiorando attraverso le parole di chi ha voluto salutarlo con un pensiero o un messaggio. Non sono solo frasi di circostanza, ma piccoli frammenti di vita condivisa: una navigazione, una conversazione, un consiglio dato nel momento giusto. Segni semplici che raccontano molto più di qualunque descrizione.
Restano le immagini di un uomo che aveva fatto del mare il suo orizzonte e della passione la sua bussola. Un marinaio nel senso più pieno del termine, ma anche una persona capace di costruire legami veri lungo la rotta della sua vita.
Ed è forse proprio questo il ricordo che rimane più forte: quello di un uomo che ha saputo vivere seguendo la sua strada, con rispetto per il mare e con attenzione per le persone che gli stavano accanto. Un modo di essere che oggi, nel ricordo di chi lo ha conosciuto, continua a navigare.Â

Tedesco Giorgia, classe ’95.
Quello che contraddistingue il mio lavoro è l’idea di cos’è che si cela dietro una notizia: un’informazione.
Ma le informazioni non sono tutte uguali. Se ti arriva un’informazione e da essa non piangi, non ridi, non respiri, non ti disperi o non gioisci, essa non ti serve a nulla.
Perché l’informazione è la libertà di un popolo. Ed é nelle nostre emozioni che si avverte la vera essenza della libertà .
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