Tommaso Auricchio morto, il dolore della comunità: addio al collaboratore scolastico di 67 anni

Daniela Devecchi

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Tommaso Auricchio morto, il dolore della comunità: addio al collaboratore scolastico di 67 anni

La notizia della morte di Tommaso Auricchio si è sparsa rapidamente a San Gennaro Vesuviano nel corso di oggi, venerdì 13 marzo. Aveva 67 anni. Collaboratore scolastico, era conosciuto da molte persone in paese e, nel giro di poche ore, la sua scomparsa ha suscitato reazioni di cordoglio tra familiari, colleghi, amici e conoscenti.

Il manifesto funebre diffuso oggi ha reso noto l’annuncio della famiglia e le informazioni relative ai funerali. Da quel momento, attorno al nome di Auricchio si è raccolta una partecipazione sentita, fatta di vicinanza discreta, messaggi condivisi e ricordi personali. In casi come questo, il dolore non riguarda soltanto la sfera privata. Finisce per toccare anche l’ambiente di lavoro e, più in generale, una parte della comunità che quella persona l’ha incontrata negli anni.

L’annuncio della famiglia

A darne il triste annuncio sono la moglie Giuseppina Notaro, i figli Carmine, Raffaele e Rossella, il genero Francesco Cutolo, le nuore Mariarosaria Franzese e Sandra Sorrentino, il fratello Antonio, la sorella Maria, la suocera Ersilia Franzese, insieme ai cognati, alle cognate, ai nipoti e ai parenti tutti.

Dietro quei nomi c’è il perimetro umano di una perdita che in queste ore si sta facendo sentire con forza. La morte di Tommaso Auricchio apre per i suoi cari giorni difficili, quelli dell’ultimo saluto e del raccoglimento, ma allo stesso tempo riporta alla memoria il legame costruito nel tempo con parenti, amici e persone conosciute nel lavoro.

I funerali sabato 14 marzo

Le esequie saranno celebrate sabato 14 marzo 2026 alle ore 11. Il corteo funebre partirà dalla casa dell’estinto, in via Borrelli 3, e raggiungerà la chiesa dei Santi Gioacchino e Anna. Al termine della funzione religiosa, la salma proseguirà per il crematorio di Domicella, in provincia di Avellino.

Per San Gennaro Vesuviano sarà il momento dell’ultimo saluto. Come spesso accade nei centri dove i rapporti personali contano ancora molto, una notizia del genere non resta chiusa dentro il dolore domestico, ma attraversa il paese, passa di voce in voce, si accompagna a ricordi, espressioni di stima, frasi semplici. È in quel passaggio che si misura anche il segno lasciato da una persona.

Il ricordo dei colleghi

Tra i messaggi comparsi nelle ultime ore c’è anche quello di Andrea Montanino, che ha voluto ricordare Tommaso Auricchio con parole di affetto molto nette. Nel suo post lo descrive come un collega esemplare, disponibile e umile, ma soprattutto come un amico prezioso.

Non è un dettaglio secondario. Quando un ricordo insiste su qualità come la disponibilità, la presenza, la capacità di offrire aiuto nei momenti complicati, racconta qualcosa che va oltre il ruolo ricoperto. Dice che quella persona, nel contesto quotidiano del lavoro, era riuscita a costruire relazioni vere. Nel messaggio viene citato anche il “Caravaggio”, riferimento che colloca quel ricordo dentro l’ambiente scolastico in cui Auricchio viene associato a una presenza stimata e benvoluta.

Un dolore che supera l’ambito familiare

La morte di Tommaso Auricchio ha colpito chi gli stava vicino per ragioni diverse. Da una parte ci sono i familiari, chiamati a fare i conti con un vuoto improvviso. Dall’altra ci sono i colleghi e tutte le persone che lo avevano conosciuto nella routine di ogni giorno, quella fatta di incontri, saluti, piccoli gesti, parole scambiate magari senza pensarci troppo, ma che poi tornano con forza quando una persona viene a mancare.

Anche per questo, nelle ore successive all’annuncio, il cordoglio si è allargato rapidamente. Non soltanto la tristezza per la notizia, ma anche la sensazione concreta che venga meno una presenza abituale. È spesso questo l’aspetto più difficile da raccontare in un lutto: non solo il fatto della morte, ma il posto che quella persona occupava nella vita degli altri.

L’ultimo saluto a Tommaso Auricchio

Sabato sarà il giorno del commiato. Familiari, amici, conoscenti e persone che lo hanno incontrato nel suo percorso umano e lavorativo si ritroveranno per accompagnarlo nell’ultimo viaggio. Sarà una mattinata di raccoglimento, segnata dalla preghiera e dalla vicinanza alla famiglia.

Di Tommaso Auricchio restano oggi il dolore per la sua scomparsa e il ricordo affidato alle parole di chi lo ha conosciuto da vicino. Un ricordo che, almeno nelle testimonianze emerse finora, parla di una persona apprezzata, presente, capace di lasciare un’impronta nella quotidianità degli altri. Ed è probabilmente proprio questo che spiega il tono con cui la sua morte è stata accolta in queste ore dalla comunità di San Gennaro Vesuviano.