Sergio Versino, 36 anni, è stato trovato senza vita nella sua casa di Rivarolo Canavese. Lascia la moglie Giuliana, due figli piccoli e una famiglia molto unita. Date e orari di rosario e funerale

Daniela Devecchi

Sergio Versino, 36 anni, è stato trovato senza vita nella sua casa di Rivarolo Canavese. Lascia la moglie Giuliana, due figli piccoli e una famiglia molto unita. Date e orari di rosario e funerale

A Rivarolo Canavese in questi giorni c’è un nome che rimbalza dappertutto, sottovoce, con la stessa incredulità negli occhi: Sergio Versino. Aveva solo 36 anni. È stato trovato senza vita in casa, un venerdì che per la sua famiglia e per tanti amici ha segnato un prima e un dopo.

La notizia si è sparsa in fretta: prima tra i parenti, poi nelle chat, poi per strada, nei bar, davanti alle scuole. Quelli che lo conoscevano bene e quelli che lo avevano incrociato solo di sfuggita si sono ritrovati a farsi la stessa domanda: com’è possibile che un ragazzo così giovane non ci sia più?

Un trentaseienne di famiglia, nel senso più pieno del termine

Di Sergio non esistono grandi interviste, apparizioni in TV o curricula da copertina. La sua storia sta tutta nelle relazioni che aveva intorno. A 36 anni era prima di tutto marito e padre.

Accanto a lui c’era la moglie Giuliana, compagna di vita e di quotidianità. Insieme avevano costruito una famiglia con due bambini piccoli, Erik e Jason. Due nomi che, sulle labbra di chi li pronuncia adesso, fanno ancora più male: sono loro, più di tutti, a trovarsi davanti a un’assenza che non hanno gli strumenti per capire davvero.

Attorno, una famiglia allargata molto presente. I genitori, Beatrice e Tony, che vedevano in quel figlio ormai adulto la certezza di un futuro ancora lungo. La sorella Pamela, il fratello Ettore, i parenti che in questi giorni stanno facendo avanti e indietro tra casa, camera ardente, chiesa, cercando di tenere insieme il necessario e l’insopportabile.

Chi lo conosceva lo descrive come un ragazzo legatissimo alla famiglia, uno che c’era, che si faceva vedere, che viveva Rivarolo nel modo più semplice: le commissioni, i saluti, gli incontri al volo, le abitudini di paese che in realtà sono la vera trama di una vita.

Il ritrovamento in casa e il paese sotto choc

Il venerdì in cui tutto è successo, nessuno si aspettava che la giornata potesse chiudersi così. Sergio viene trovato senza vita nella sua abitazione, a Rivarolo. Le modalità precise restano nella riservatezza delle indagini e del dolore familiare. Quello che emerge, però, è l’impatto immediato sulla comunità.

In poche ore, la voce corre ovunque. C’è chi la scopre scorrendo il telefono, chi viene avvisato da un vicino, chi se ne accorge passando davanti ai manifesti che iniziano a comparire. La reazione è sempre la stessa: stupore, tristezza, un senso di ingiustizia che fa fatica a trovare parole.

Nel manifesto funebre, la frase scelta per ricordarlo è di quelle che non hanno bisogno di spiegazioni: un pensiero semplice sul fatto che se n’è andato troppo presto, ma che nei cuori di chi lo ha amato continuerà a esserci. Per tanti rivarolesi, quella frase, letta per strada, è stata il primo pugno nello stomaco.

La camera ardente e il rosario a San Giacomo

Per permettere a tutti di salutarlo, la famiglia ha scelto di allestire la camera ardente presso la casa funeraria Pavese, in località San Martino di Valperga. Le visite sono possibili al mattino e al pomeriggio, con orari ampi per dare modo ad amici, colleghi, conoscenti di fermarsi qualche minuto, lasciare un fiore, una preghiera, un abbraccio ai parenti.

Molti, in questi giorni, hanno preso l’auto e sono saliti fino a San Martino solo per restare qualche istante in silenzio davanti alla bara, magari senza nemmeno riuscire a dire qualcosa. È il linguaggio delle piccole comunità: non servono discorsi lunghi, basta esserci.

Il primo momento comunitario di raccoglimento è stato fissato per martedì 10 marzo, alle 18.30, nella chiesa parrocchiale di San Giacomo a Rivarolo. La recita del Santo Rosario, in queste situazioni, diventa un modo concreto per non lasciare soli i familiari nelle ore più vuote, quelle che vanno dal tardo pomeriggio alla sera.

Il funerale e l’ultimo saluto di Rivarolo

L’ultimo saluto a Sergio Versino è previsto per mercoledì 11 marzo, sempre nella chiesa di San Giacomo, alle 15.30. Sarà il momento in cui tutto quello che in questi giorni è rimasto sparso – i ricordi, il dolore, le frasi dette a mezzavoce – si concentrerà nello stesso luogo.

È facile immaginare la chiesa piena: la famiglia stretta nelle prime file, gli amici di sempre, i colleghi, i vicini di casa, i genitori dei compagni di scuola dei bambini, chi magari non lo vedeva da tempo ma sente il bisogno di esserci. In molti porteranno con sé un’immagine precisa: una serata, una battuta, un gesto di gentilezza. Tutti pezzi di quel mosaico che, insieme, restituisce la persona che è stata.

Fuori, il paese sarà sospeso per qualche ora. Rivarolo si è già stretta attorno a Giuliana, ai piccoli Erik e Jason, a Beatrice, Tony, Pamela ed Ettore. Il funerale non chiuderà il dolore, ma darà almeno una forma collettiva a qualcosa che finora è stato vissuto soprattutto dentro le case e nelle chat.

Un vuoto che resterà a lungo

Quando muore qualcuno di 36 anni, le frasi di circostanza scricchiolano subito. Non basta dire “che peccato”, non bastano le formule imparate. A Rivarolo, nelle ultime ore, si è parlato soprattutto di questo: di quanto fosse presente, di quanto fosse giovane, di quanto fosse sbagliato, nei tempi, un addio così.

C’è il vuoto enorme nella vita dei figli, che da un giorno all’altro devono imparare a raccontare il papà al passato. C’è il vuoto di una moglie che si ritrova a fare i conti con documenti, decisioni, quotidianità, mentre dentro è ancora ferma alla notizia. C’è il vuoto di un padre e di una madre che si trovano davanti a quello che ogni genitore teme più di qualsiasi altra cosa.

E poi c’è il vuoto del paese: quel posto a tavola in pizzeria, quella presenza a bordo campo, quel saluto al mattino, quelle facce che non vedrai più e che ti ricorderai sempre in un’età precisa, come se il tempo per loro si fosse cristallizzato.

In tutto questo, l’unica cosa che una comunità può fare, davvero, è restare vicino. Non per un giorno, non solo per il funerale, ma nel tempo lungo che viene dopo, quando le condoglianze smettono di arrivare e il dolore resta.

Domande frequenti

Quanti anni aveva Sergio Versino e dove viveva?
Aveva 36 anni e viveva a Rivarolo Canavese, in Canavese, dove era conosciuto e benvoluto da molti.

Com’è morto Sergio Versino?
È stato trovato senza vita nella sua abitazione un venerdì. Al momento, nel rispetto della famiglia, non vengono resi pubblici dettagli ulteriori sulle cause della morte.

Chi sono i suoi familiari?
Sergio lascia la moglie Giuliana, i due figli piccoli Erik e Jason, i genitori Beatrice e Tony, la sorella Pamela e il fratello Ettore, oltre a parenti e amici molto legati a lui.

Dove si trova la camera ardente?
La camera ardente è stata allestita presso la casa funeraria Pavese, in località San Martino di Valperga, con accesso al mattino e al pomeriggio.

Quando si svolgono rosario e funerale?
Il funerale si terrà mercoledì 11 marzo, alle 15.30, sempre nella chiesa di San Giacomo.