730 precompilato 2026: quando esce, come si usa e chi prende il bonus fino a 960 euro

Daniela Devecchi

730 precompilato 2026: quando esce, come si usa e chi prende il bonus fino a 960 euro

Ogni anno la scena è la stessa: aprile si avvicina, arriva la stagione delle dichiarazioni e parte l’ansia da 730. Nel 2026, però, c’è un motivo in più per drizzare le antenne, soprattutto se hai un reddito da lavoro dipendente non altissimo: nel modello entra una somma fino a 960 euro pensata proprio per chi guadagna meno.

Vediamo, passo dopo passo, cosa cambia con il 730 precompilato 2026, quando lo troverai online e perché non è solo l’ennesimo adempimento fiscale.

Cos’è il 730 precompilato 2026 (detto semplice)

Il modello 730/2026 riguarda i redditi 2025. È il classico 730 per dipendenti e pensionati, con il vantaggio che i conguagli li vedi direttamente in busta paga o sulla pensione, senza dover gestire F24 a mano.

La versione precompilata è quella che l’Agenzia delle Entrate ti prepara in anticipo nella tua area riservata. Dentro ci sono già caricati:

  • i redditi della Certificazione Unica inviata dal datore di lavoro o dall’ente pensionistico;
  • molte delle spese che danno diritto a detrazioni (sanità, mutuo, università, assicurazioni, bonus casa, ecc.), quando risultano comunicate.

In pratica entri nel portale e non parti da un foglio bianco, ma da una dichiarazione già “abbozzata”. Sta a te decidere se ti rappresenta o se va corretta.

Le date da segnare sul calendario

Qui niente giri di parole, le scadenze contano.

Entro metà marzo 2026 dovresti avere in mano (e l’Agenzia nel suo sistema) la Certificazione Unica 2026: è il documento che riassume i tuoi redditi da lavoro o pensione e da cui parte la precompilata.

Dal 30 aprile 2026 il tuo 730 precompilato compare nell’area riservata. In questa fase puoi solo guardarlo: controllare cosa c’è dentro, verificare se mancano spese importanti, farti un’idea.

Dal 20 maggio 2026 si passa all’azione: puoi accettare, modificare e inviare la dichiarazione. Puoi farlo tu direttamente online, oppure dare delega a un CAF o a un professionista.

Il termine ultimo per presentare il 730/2026 è il 30 settembre 2026. Dopo quella data il treno del 730 è passato e si entra nel mondo del modello Redditi.

I conguagli, cioè rimborsi e trattenute, scattano da luglio a novembre 2026, a seconda di quando viene elaborata la tua dichiarazione e di chi è il tuo sostituto d’imposta.

Come ci si entra e cosa puoi fare

Per accedere alla precompilata devi passare dall’area riservata dell’Agenzia delle Entrate. Gli strumenti sono i soliti: SPID, Carta d’Identità Elettronica o CNS.

Se non hai voglia di affrontare il portale da sola/o, puoi firmare una delega e fare fare tutto a un CAF o a un commercialista: saranno loro ad accedere ai tuoi dati e a gestire l’invio.

Una volta dentro, hai tre scenari possibili:

  • la tua situazione è semplice, tutto ti torna, le spese principali risultano già inserite: puoi accettare il 730 così com’è;
  • noti errori, dati mancanti, spese che sai di aver sostenuto ma non compaiono: puoi modificare la dichiarazione e poi inviarla;
  • hai una vita fiscale complicata (più lavori, affitti, ristrutturazioni, familiari a carico con situazioni particolari): spesso la scelta più saggia è usare la precompilata come base, ma farla controllare e completare da un CAF o da un professionista.

Accettare senza modifiche, quando tutto è corretto, ha un vantaggio non banale: in genere l’Agenzia riduce i controlli documentali su chi non tocca i dati.

La somma fino a 960 euro: a chi va davvero

La novità grossa del 730/2026 riguarda chi ha redditi da lavoro dipendente fino a 20.000 euro. Nel modello è prevista una somma variabile fino a 960 euro che non entra in base imponibile, quindi non viene tassata.

Tradotto: se rientri in questa fascia di reddito, il tuo carico IRPEF si alleggerisce. Non devi fare domanda a parte, non è un bonus da rincorrere in altri uffici: la gestione avviene direttamente all’interno del 730. L’effetto lo vedi nel calcolo finale delle imposte e, di conseguenza, nei rimborsi o nelle trattenute.

È un intervento pensato per dare un po’ di ossigeno proprio a chi ha buste paga più leggere. Per questo, se sei in questa zona di reddito, vale la pena prestare attenzione in più al 730 di quest’anno.

La nuova detrazione per chi sta tra 20.000 e 40.000 euro

Non solo “ultra-bassi”. Per i lavoratori dipendenti con reddito tra 20.000 e 40.000 euro è prevista una nuova detrazione IRPEF. Funziona in modo progressivo: è più piena intorno ai 20.000 euro e si riduce man mano che il reddito sale verso i 40.000.

Qui il messaggio è semplice: anche chi sta un po’ sopra la soglia dei 20.000 non viene lasciato completamente a secco. Il beneficio non è esplosivo, ma può fare la differenza tra un conguaglio salato e una situazione più equilibrata.

Cosa trovi dentro la precompilata (e cosa no)

Negli anni la precompilata è diventata sempre più fitta di dati. Nel 2026 ti puoi aspettare di trovare già caricati:

  • i tuoi redditi da lavoro o pensione;
  • la maggior parte delle spese sanitarie comunicate (ticket, visite, esami, se non hai fatto opposizione);
  • gli interessi sul mutuo della prima casa;
  • i premi assicurativi;
  • le spese universitarie e quelle per asili nido e mense scolastiche;
  • le rate dei vari bonus edilizi avviati negli anni passati.

Ci sono anche piccoli aggiustamenti sulle detrazioni per familiari a carico e sulle regole per i familiari residenti all’estero, che possono pesare soprattutto per chi ha famiglia fuori dall’Unione Europea.

Quello che quasi sempre manca, o non è completo, sono le situazioni meno “standard”: affitti con particolari regimi, spese non comunicate da chi le ha incassate, alcune erogazioni liberali, sport dei figli, costi legati al lavoro non dipendente e così via. Sono proprio queste voci che conviene controllare con cura, magari tenendo accanto ricevute e documenti.

Accettare, modificare, farsi aiutare: come scegliere

Qui entra in gioco il buon senso.

Se hai un solo datore di lavoro, nessun mutuo acceso da poco, niente grandi lavori in casa, poche spese extra oltre a sanità e qualche assicurazione, è probabile che il 730 precompilato sia già una fotografia molto fedele della tua situazione. In questi casi, accettarlo può essere una via rapida e relativamente tranquilla.

Se invece hai cambiato lavoro durante l’anno, hai più CU, paghi un affitto con detrazione, stai portando avanti una ristrutturazione con bonus, hai figli all’università o all’estero, genitori a carico con mille ricevute di spese mediche… allora il modello precompilato va preso come base di lavoro, non come verità assoluta.

Puoi correggerlo tu, se te la senti, oppure andare da un CAF o da un professionista: in questo secondo caso, oltre ad avere un occhio esperto sulla dichiarazione, sposti anche parte della responsabilità formale su chi appone il visto di conformità.

Quello che non conviene fare è cliccare “accetta” a occhi chiusi solo per togliersi il pensiero. Una dichiarazione troppo “magra” significa detrazioni non sfruttate e, nei fatti, soldi lasciati allo Stato senza motivo.

Domande finali (quelle che tutti si fanno)

Da quando posso vedere il 730 precompilato 2026?
Dal 30 aprile 2026 lo trovi nella tua area riservata sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

Da quando posso inviarlo?
L’invio, con o senza modifiche, è possibile dal 20 maggio 2026 fino al 30 settembre 2026.

Chi si porta a casa la somma fino a 960 euro?
I lavoratori dipendenti con reddito complessivo fino a 20.000 euro. È una somma che non viene tassata e che riduce il peso dell’IRPEF.

E la nuova detrazione per redditi tra 20.000 e 40.000 euro?
È una detrazione IRPEF aggiuntiva, modulata in base al reddito, che rende un po’ più leggera la posizione di chi sta in quella fascia.

Mi conviene il precompilato o il CAF?
Se la tua situazione è semplice e il modello ti sembra coerente, il precompilato può bastare. Se hai molti pezzi da incastrare, usarlo come punto di partenza ma passare da un CAF o da un professionista è spesso il modo migliore per non perdere neanche un euro.