PubliOne, un’agenzia che si definisce “partner strategico d’impresa”

Daniela Devecchi

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PubliOne, un’agenzia che si definisce “partner strategico d’impresa”

Nel panorama delle agenzie di comunicazione italiane, PubliOne sceglie una formula netta per raccontarsi: non solo struttura creativa, ma “partner strategico d’impresa”. È un modo di presentarsi che sposta l’attenzione dal singolo annuncio alla costruzione di un percorso più lungo, in cui branding, campagne, attività digitali, eventi e contenuti multimediali vengono pensati come parti di una stessa regia.

L’agenzia nasce in Romagna, con una base operativa forte a Forlì, e nel tempo apre anche a Milano e Napoli, disegnando una presenza che unisce provincia e grandi città, radicamento locale e ambizione nazionale.

Dalle origini alla scelta di diventare Società Benefit

Le origini di PubliOne risalgono agli anni Novanta, quando l’attività si concentra soprattutto sulla comunicazione commerciale e sulla vendita di spazi pubblicitari. È una fase in cui il lavoro ruota attorno a campagne, cataloghi, materiali per il punto vendita, strumenti di comunicazione tradizionale.

Con il tempo, il perimetro si amplia: accanto alla creatività pura entrano in scena consulenza strategica, marketing integrato, gestione coordinata dell’immagine di marca. L’agenzia inizia a lavorare con marchi nazionali e realtà del territorio, costruendo nel corso degli anni un portafoglio di settori diversi: alimentare, grande distribuzione, industria, servizi.

Un passaggio importante è la decisione di assumere la forma giuridica di Società Benefit. Questo significa dichiarare, nello statuto, che l’obiettivo non è solo il profitto, ma anche la creazione di un impatto positivo su persone, comunità e ambiente. Ogni anno viene redatta una relazione che rende conto di ciò che è stato fatto in questa direzione: iniziative sociali, attenzione al benessere interno, progetti legati alla sostenibilità.

È un modo per mettere nero su bianco una visione: la comunicazione non come semplice motore di vendite, ma come parte di un sistema di valori più ampio.

Un’agenzia “a 360 gradi”

PubliOne si descrive come agenzia di comunicazione integrata, capace di seguire un progetto dalla definizione dell’identità di marca alla sua espressione su tutti i canali.

I principali ambiti di attività vengono presentati come una mappa di competenze:

  • Branding: creazione di nuovi marchi, restyling di identità esistenti, sistemi grafici coordinati, linee guida per l’uso del logo e del tono di voce.
  • Advertising: campagne istituzionali e di prodotto, concept, visual, headline, declinate su stampa, affissione, radio, televisione e formati digitali.
  • Digitale: progettazione di siti, gestione della presenza sui social, campagne di acquisizione contatti, percorsi di comunicazione pensati per i canali online.
  • Multimedia: video aziendali, spot, contenuti per fiere ed eventi, materiali audiovisivi per presentazioni e piattaforme digitali.
  • Eventi e promozioni: convention, lanci di prodotto, iniziative sul territorio, concorsi a premi, attività di coinvolgimento del pubblico e della forza vendita.
  • Relazioni pubbliche e materiali stampati: comunicati, ufficio stampa, cataloghi, brochure, espositori, strumenti per il punto vendita.

L’idea che passa è quella di una struttura che non si limita a “fare la campagna”, ma che accompagna l’azienda nella costruzione continua della propria immagine, cercando coerenza tra i diversi strumenti.

Il metodo: la “filiera” della comunicazione

Un elemento ricorrente nel racconto di PubliOne è il riferimento a un metodo strutturato, paragonato a una vera e propria filiera.

Il lavoro viene descritto come un percorso a tappe:

  1. Analisi
    Ascolto del cliente, del mercato di riferimento, dei concorrenti, dei punti di forza e delle criticità. È il momento in cui si raccolgono dati, storie, percezioni.
  2. Strategia
    Definizione del posizionamento, dei messaggi chiave, degli obiettivi, dei pubblici da raggiungere. Qui la comunicazione viene collegata al valore d’impresa: non solo visibilità, ma sostegno a vendite, reputazione e relazioni.
  3. Creatività
    Ideazione di concept, campagne, linguaggi visivi e testuali. Il brand viene tradotto in storie, immagini, slogan, percorsi narrativi.
  4. Produzione
    Realizzazione dei materiali: contenuti per i canali digitali, annunci, video, eventi, strumenti per la rete commerciale.
  5. Monitoraggio
    Raccolta dei risultati, lettura dei numeri, eventuale revisione delle scelte. La comunicazione è vista come un processo in movimento, fatto di aggiustamenti successivi.

In questo schema, l’agenzia sottolinea la volontà di parlare al cliente anche in termini economici e gestionali, non solo creativi: la comunicazione come investimento misurabile, non solo come costo.

“Agenzia DOP”: determinazione, originalità, professionalità

Per sintetizzare la propria identità interna, PubliOne usa un gioco di parole e si definisce “agenzia DOP”, dove l’acronimo diventa:

  • Determinazione,
  • Originalità,
  • Professionalità.

Al di là della formula, emerge l’idea di un team multidisciplinare: account, strategist, art director, copywriter, sviluppatori, producer, figure junior e senior. C’è attenzione dichiarata alla formazione continua, alla condivisione di metodo, alla costruzione di procedure comuni.

L’agenzia si presenta come luogo in cui convivono competenze diverse, chiamate a lavorare in modo coordinato: dalla grafica alla pianificazione media, dallo sviluppo di strumenti digitali alla gestione delle relazioni con i media e gli stakeholder.

Sostenibilità, territorio, legalità

La scelta di diventare Società Benefit si intreccia con altre dimensioni del racconto aziendale:

  • l’attenzione alle persone che lavorano in agenzia, al clima interno, al bilanciamento tra carico di lavoro e qualità della vita;
  • il legame con la Romagna, fatto di iniziative culturali, progetti per il territorio, sostegno a eventi e percorsi formativi;
  • l’impegno su temi di legalità e trasparenza, testimoniato anche dall’ottenimento di un rating di legalità, cioè un riconoscimento formale legato al rispetto di determinati standard etici e normativi.

Questi elementi vengono proposti come parte integrante dell’identità, non come corredo accessorio: comunicare prodotti e marchi, ma al tempo stesso interrogarsi su come si lavora e su che tipo di impatto si genera.

Radici locali e sguardo internazionale

Pur mantenendo un forte radicamento a Forlì e in Romagna, PubliOne si presenta come realtà in grado di muoversi anche su palcoscenici più ampi. La presenza a Milano e Napoli, e la collaborazione con partner in altri Paesi, viene raccontata come leva per accompagnare le aziende nei percorsi di apertura verso l’estero.

L’idea è di poter supportare i clienti non solo nella comunicazione sul mercato italiano, ma anche nell’adattamento dei messaggi a contesti culturali diversi, nel rispetto delle specificità locali.

Ritratto d’insieme

Mettendo insieme i vari tasselli, il profilo di PubliOne è quello di:

  • un’agenzia di comunicazione integrata che lavora su tutta la filiera, dalla strategia alla produzione;
  • una Società Benefit che inserisce nei propri obiettivi anche l’impatto sociale e ambientale;
  • un partner strategico che punta a dialogare con la direzione aziendale, non solo con gli uffici marketing;
  • una realtà che prova a tenere insieme radici territoriali, dimensione nazionale e aperture internazionali.

Lontano dai toni da slogan, il modo in cui l’agenzia si racconta ruota attorno a una convinzione: la comunicazione non è un elemento decorativo, ma una parte della struttura stessa dell’impresa. Da qui la scelta di definirsi “partner strategico d’impresa”: un ruolo che, nelle intenzioni, va ben oltre la realizzazione di una bella campagna e si misura piuttosto sulla capacità di contribuire, giorno dopo giorno, alla costruzione del valore di un marchio.