Morto Bruno Zambon, lo chef dell’Osteria della Pace di Rittana: chi era e cosa è successo

Serena Comito

Morto Bruno Zambon, lo chef dell’Osteria della Pace di Rittana: chi era e cosa è successo

È morto a 74 anni Bruno Zambon, lo chef che negli ultimi anni aveva legato il proprio nome all’Osteria della Pace di Rittana, piccolo locale in montagna diventato punto di riferimento per chi cercava una cucina essenziale, radicata nel territorio ma mai banale.

Se ne è andato dopo mesi difficili, iniziati con un incidente domestico avvenuto poco prima di Natale, che aveva compromesso in modo grave la sua salute e costretto alla chiusura del ristorante.

Chi era Bruno Zambon

Bruno Zambon non era solo “lo chef di Rittana”. Per il mondo della ristorazione cuneese era un nome conosciuto, rispettato, a tratti temuto per il carattere burbero, ma riconosciuto come uno dei cuochi più solidi della zona.

Originario dell’area milanese, aveva iniziato giovanissimo a formarsi in diverse brigate di cucina in Italia e all’estero, facendo quella gavetta classica fatta di turni infiniti, viaggi, stagioni in alberghi e ristoranti dove impari prima a resistere che a cucinare.

La sua non era una cucina “di moda”, ma una cucina che puntava su:

  • poche cose in carta,
  • materie prime di altissima qualità,
  • grande attenzione alle tradizioni locali, tra piatti di terra e di mare.

Chi lo conosceva lo descrive come un uomo schietto, diretto, a volte spigolo, ma capace di una grande sensibilità con chi riusciva a superare la scorza dura. Uno di quei cuochi che non hanno bisogno di slogan: parlano i piatti.

La carriera tra Cuneo, Limone e l’Osteria della Pace

Zambon si è costruito una reputazione importante nel Cuneese grazie a due tappe chiave:

  • il ristorante “La Volta” a Limone Piemonte,
  • il “Delle Antiche Contrade” nel centro storico di Cuneo.

In questi locali ha firmato una cucina che molti addetti ai lavori ricordano ancora oggi: grande mano sul pesce, forte capacità di lavorare funghi e prodotti di montagna, attenzione alla golosità dei piatti più che alle mode del momento.

Negli ultimi anni la sua “ultima avventura” è stata proprio a Rittana, all’Osteria della Pace, un ristorante piccolo, raccolto, che ha portato clienti da tutta la provincia e anche da fuori zona.

Le recensioni online parlano di:

  • pesce “sempre superlativo”,
  • funghi di Rittana lavorati con precisione,
  • zabaione considerato “imperdibile”,
  • un locale semplice ma sincero, dove contava soprattutto quello che arrivava nel piatto.

L’Osteria della Pace non era solo un ristorante: compariva anche negli atti del Comune di Rittana come soggetto a cui venivano affidati piccoli servizi di ristorazione, a conferma del legame stretto con la comunità.

L’incidente domestico e la morte a 74 anni

Secondo quanto ricostruito dalla stampa locale, l’attività dell’Osteria della Pace era stata interrotta poco prima di Natale proprio a causa di un incidente domestico che aveva colpito lo chef e ne aveva compromesso gravemente la salute.

Dopo le prime cure all’ospedale Santa Croce di Cuneo, Zambon era stato trasferito all’istituto Climatico “Habilita” di Robilante, dove è morto nella giornata di lunedì 9 marzo, all’età di 74 anni.

Un altro quotidiano locale ha riferito che la morte è avvenuta tra la notte di lunedì 9 e quella di martedì 10 marzo, ribadendo il ruolo di Zambon come chef dell’Osteria della Pace di Rittana.

Le cause precise del decesso non vengono dettagliate nei resoconti, ma è chiaro che si tratta delle conseguenze di un lungo periodo di fragilità seguito a quell’incidente domestico che aveva costretto alla chiusura del locale e al ricovero prolungato.

Il ricordo del paese e dei colleghi

A ricordarlo, sulle pagine dei giornali, sono innanzitutto i colleghi della ristorazione.

Giorgio Chiesa, presidente della federazione provinciale degli albergatori e titolare dell’hotel Lovera Palace, lo definisce “un cuoco eccezionale”, sottolineando in particolare la sua bravura sui piatti di pesce e di terra e parlando di una “ottima mano” in cucina.

Chiesa racconta anche alcuni tratti più privati:

  • il carattere burbero,
  • le manie, come quella di voler far mangiare in cucina il suo cane, al quale era molto affezionato,
  • una sensibilità nascosta dietro la scorza dura.

Dal lato del paese, il sindaco di Rittana, Giacomo Doglio, spiega che Zambon era diventato davvero “il cuoco” del paese, colui che accoglieva ospiti e artisti in arrivo non solo dall’Italia ma anche da Francia, Svizzera e altri Paesi, spesso di passaggio per iniziative culturali legate al territorio.

Le sue cene all’Osteria della Pace si incrociavano spesso con le attività del MUDRI, il museo diffuso di Rittana: post e foto sui social del paese mostrano come il suo nome fosse citato accanto alle iniziative culturali, con auguri e ringraziamenti pubblici nei suoi confronti.

Nel ritratto complessivo emerge quello che molti definiscono un’“anima solitaria”, particolare, a volte scorbutica, ma capace di creare legami profondi con chi varcava la porta dell’osteria e con chi in questi anni ha lavorato al suo fianco.

Il legame con Rittana e con la comunità

Negli anni, Zambon era diventato uno dei volti della rinascita del piccolo centro di Rittana, un paese di montagna che ha puntato molto su cultura, ospitalità e buon cibo per farsi conoscere anche al di fuori dei confini del Cuneese.

Non è un caso che, in pieno lockdown nel 2020, fosse stato proprio lui, insieme ad altri commercianti del paese, a partecipare a un’iniziativa simbolica: un “piatto di pasta virtuale” condiviso idealmente con tutta la comunità, per tenere vivo il senso di vicinanza nonostante le restrizioni.

Il suo ristorante non era grande, non era patinato, non era “da copertina”. Ma era il luogo dove:

  • chi saliva in valle cercava un piatto cucinato con serietà,
  • chi abitava in paese portava amici e parenti per “far vedere cosa sappiamo fare qui”,
  • chi arrivava da fuori restava colpito dal contrasto tra la dimensione minuscola del locale e l’ambizione dei piatti.

Per questo oggi, più che il nome di un ristorante, molti abitanti parlano della scomparsa di una figura di riferimento, qualcuno che ha contribuito a dare un’identità precisa a Rittana agli occhi di chi arrivava da fuori.

I funerali di Bruno Zambon

Al momento, secondo quanto riportato dai quotidiani locali, la data dei funerali non è ancora stata fissata. La Stampa specifica che Zambon lascia la sorella Egle e molti amici, ma non indica ancora un calendario per l’ultimo saluto.

È probabile che le informazioni vengano rese note nelle prossime ore attraverso i canali tradizionali: necrologi, comunicazioni del Comune o della famiglia.

Domande frequenti sulla morte di Bruno Zambon

Chi era Bruno Zambon?
Era uno chef e ristoratore, considerato uno dei cuochi più importanti del Cuneese. Originario del Milanese, si era formato in diverse cucine in Italia e all’estero, costruendo la sua reputazione nei ristoranti “La Volta” di Limone e “Delle Antiche Contrade” a Cuneo, fino all’ultima esperienza all’Osteria della Pace di Rittana.

Dove lavorava Bruno Zambon prima di ammalarsi?
Negli ultimi anni era titolare e cuoco dell’Osteria della Pace a Rittana, un piccolo ristorante in valle conosciuto per la cucina di pesce, i funghi locali e una proposta essenziale ma ricercata, molto apprezzata anche da chi arrivava da fuori provincia.

Come è morto Bruno Zambon?
Secondo la ricostruzione dei giornali, la sua salute si era gravemente compromessa dopo un incidente domestico avvenuto poco prima di Natale. Era stato curato prima all’ospedale Santa Croce di Cuneo e poi trasferito all’istituto Climatico Habilita di Robilante, dove è morto a 74 anni nella giornata di lunedì 9 marzo.

Cosa dicono di lui colleghi e amministratori locali?
Colleghi della ristorazione lo descrivono come un cuoco eccezionale, con grande mano soprattutto sui piatti di pesce, carattere burbero ma grande umanità. Il sindaco di Rittana lo definisce “il cuoco del paese”, una figura che in questi anni ha accolto ospiti e artisti, contribuendo all’immagine del borgo.

Quando si terranno i funerali di Bruno Zambon?
La data non è ancora stata comunicata ufficialmente: i quotidiani locali scrivono che al momento è “ancora da stabilire”. È probabile che i dettagli vengano diffusi nelle prossime ore dai canali ufficiali e dalla famiglia.