Una sera qualunque sulla Statale 111, poi l’impatto che non lascia scampo
La sera di domenica 9 marzo avrebbe potuto essere una come tante sulla Statale 111, il nastro d’asfalto che collega Gioia Tauro a Taurianova, attraversando la Piana fra centri abitati, capannoni, cartelloni e un viavai continuo di auto.
Invece, poco dopo il tramonto, quella stessa strada è diventata teatro dell’ennesima tragedia. Un uomo di 55 anni, di origine marocchina, è stato travolto da un’auto mentre era a piedi, nei pressi del centro commerciale Porto degli Ulivi. Per lui, nonostante l’arrivo rapido dei sanitari del 118, non c’è stato niente da fare: è morto sul posto.
Secondo quanto riportato da una testata locale, la vittima si chiamava El Kandoudi Hassan. Il suo nome è emerso ore dopo l’incidente, quando la notizia ha iniziato a circolare non più soltanto come “pedone investito”, ma come storia di una persona in carne e ossa, con un volto e un passato ancora quasi del tutto sconosciuto al grande pubblico
Di lui, per ora, sappiamo pochissimo. Le cronache parlano di un uomo straniero, 55 anni, di origine marocchina. Nessun dettaglio sul lavoro, nessuna indicazione chiara sulla famiglia, nessun profilo social a restituirne abitudini, passioni, affetti. Nel suo caso, il nome è emerso solo dopo, quasi in sordina, come se l’eco dell’incidente fosse arrivata prima dell’identità di chi è stato travolto.
Le forze dell’ordine, nelle ore successive, si sono concentrate anche su un altro fronte: rintracciare i parenti, informare chi gli era vicino, ricostruire una rete affettiva che, a quanto pare, non è immediatamente visibile sui luoghi dell’incidente. Il che fa pensare a una vita magari spesa tra lavori precari, spostamenti, turni serali, come capita a tanti migranti che vivono e lavorano nella Piana.
Ma questo, finché non sarà confermato, resta sullo sfondo. L’unico dato certo è che quel corpo sull’asfalto, coperto da un lenzuolo bianco, apparteneva a El Kandoudi Hassan, 55 anni, e che la sua storia, come capita troppo spesso, viene raccontata a partire dal momento della morte.
La dinamica dell’incidente: pochi metri, mille interrogativi
Cosa è successo esattamente su quella Statale 111?
I primi elementi raccolti parlano di un uomo a piedi lungo la carreggiata, o pronto ad attraversare. Siamo nel tratto fra Gioia Tauro e Taurianova, proprio davanti al Porto degli Ulivi, una delle strutture commerciali più frequentate della zona. Un luogo dove, per sua natura, il confine tra strada extraurbana e spazio “di paese” si fa sottile: le persone arrivano in macchina, scendono, camminano, magari attraversano per raggiungere un altro esercizio dall’altra parte della carreggiata.
In quel contesto, un’auto lo ha investito. L’impatto viene descritto come molto violento. L’automobilista non è fuggito: si è fermato, ha chiamato i soccorsi, ha aspettato l’arrivo del 118 e delle forze dell’ordine.
I sanitari hanno tentato di rianimarlo, ma ogni manovra è risultata inutile. Il decesso è stato constatato direttamente sul posto. Nel frattempo, il tratto di statale è stato prima rallentato, poi chiuso a tratti per consentire i rilievi e la rimozione del corpo.
Sul resto, per ora, ci sono solo domande. A che velocità procedeva l’auto? L’uomo stava attraversando sulle strisce oppure in un punto privo di attraversamenti pedonali? Com’era la visibilità in quel momento, fra luci dei centri commerciali e fari delle auto? Aveva con sé documenti, era da solo, stava andando o tornando da qualche posto preciso?
Sono tutte questioni su cui dovranno fare chiarezza i rilievi della Polizia Stradale e le eventuali indagini della Procura. Finché non ci saranno atti ufficiali, ogni ipotesi in più rischia di trasformarsi in una ricostruzione fantasiosa, e non è quello che serve.
Una statale trafficata, fra negozi e velocità: la sicurezza che manca
Chi conosce la zona lo sa bene: la Statale 111 non è una strada qualsiasi. È una delle arterie più trafficate della Piana, usata ogni giorno da chi si sposta per lavoro, da chi va e viene dai centri commerciali, da chi raggiunge i paesi dell’interno.
Negli anni, questo tipo di strade è cambiato molto. Accanto alla carreggiata sono nati centri commerciali, outlet, concessionarie, capannoni. Il risultato? Sempre più persone a piedi in contesti che però restano strade extraurbane veloci, con limiti spesso non rispettati e attraversamenti pensati più per i veicoli che per chi cammina.
Non è raro sentire frasi come: “Lì si va troppo forte”, “È buio”, “Non ci sono attraversamenti”, “Bisognerebbe mettere un semaforo, un sovrappasso, qualcosa”. Quante volte lo hai sentito dire per strade simili, in giro per l’Italia?
L’incidente in cui è morto El Kandoudi Hassan rimette al centro proprio questo nodo: si può ancora parlare di “disattenzione del pedone” o “della singola auto” quando la struttura stessa della strada non è pensata per la convivenza tra traffico intenso e presenza costante di pedoni?
Non è una domanda che riguarda solo la Calabria. È il tema, più grande, di tutte quelle tratte dove l’urbanizzazione è cresciuta attorno a vecchie arterie statali, senza che la progettazione stradale sia stata ripensata davvero a misura delle persone che le attraversano.
Indagini in corso e attesa di risposte
Sul piano giudiziario, la situazione è ancora in evoluzione.
Le forze dell’ordine hanno svolto i rilievi sul luogo dell’incidente: posizione del corpo, segni sull’asfalto, condizioni del veicolo, eventuali tracce di frenata. L’obiettivo è ricostruire con precisione l’attimo dell’impatto, e capire se ci siano responsabilità specifiche da parte del conducente o se si tratti di una dinamica complessa, dove entrano in gioco più fattori.
Come avviene di solito in questi casi, l’autorità giudiziaria dovrà anche decidere sul destino della salma: eventuali esami medico–legali, restituzione ai familiari, tempi e modalità dei funerali.
Nel frattempo, resta il vuoto per la vita di El Kandoudi Hassan. L’uomo risiedeva ad Avellino dove viveva con la propria famiglia. Di professione autotrasportatore, si spostava frequentemente per motivi di lavoro. Il signor Hassan lascia due figlie, alle quali era profondamente legato, e i familiari tutti sono attualmente sconvolti per il grave lutto che li ha colpiti.
Le domande aperte sulla Statale 111 (e non solo)
L’incidente riapre inevitabilmente il dibattito sulla sicurezza di quel tratto.
Quante altre volte, in passato, si sono verificati incidenti simili sulla stessa statale? Quante segnalazioni sono arrivate, magari dai sindaci della zona, dai comitati, dalle associazioni? E, soprattutto, quante di queste si sono poi trasformate in interventi concreti: attraversamenti protetti, illuminazione migliore, rallentatori, controlli più serrati sui limiti di velocità?
La morte di El Kandoudi Hassan rischia di diventare “una delle tante” se tutto si esaurirà nella cronaca di questi giorni. Se, invece, sarà l’occasione per guardare davvero quella strada e chiedersi se sia ancora accettabile che un pedone debba rischiare la vita per percorrere pochi metri, la sua storia, pur nella tragedia, avrà almeno acceso una luce dove, finora, c’era troppa ombra.
FAQ – Le domande che i lettori si stanno facendo
Chi è la vittima dell’incidente sulla Statale 111 tra Gioia Tauro e Taurianova?
Secondo quanto riportato da una testata locale, la vittima si chiama El Kandoudi Hassan, ha 55 anni ed è di origine marocchina. Era a piedi quando è stato investito da un’auto sulla SS 111, nei pressi del centro commerciale Porto degli Ulivi.
Dov’è avvenuto esattamente l’incidente?
Sulla Strada Statale 111 nel tratto che collega Gioia Tauro e Taurianova, nella Piana, in prossimità del centro commerciale Porto degli Ulivi.
L’automobilista è fuggito?
No. Dalle prime ricostruzioni emerge che il conducente si è fermato subito dopo l’impatto e ha allertato i soccorsi. Non si parla dunque di pirata della strada, ma di un incidente in cui l’automobilista è rimasto sul posto.
Com’è morto El Kandoudi Hassan?
L’uomo è stato travolto dall’auto mentre era a piedi in carreggiata o nell’atto di attraversare. I sanitari del 118 sono intervenuti rapidamente, ma per lui non c’è stato nulla da fare: il decesso è stato constatato sul luogo dell’incidente.
Sono note le cause precise e le eventuali responsabilità?
Al momento sono in corso rilievi e indagini da parte delle forze dell’ordine per stabilire con esattezza la dinamica dell’incidente e verificare eventuali responsabilità. Non sono ancora state diffuse informazioni ufficiali su velocità del veicolo, condizioni del conducente o altri dettagli tecnici.
Perché si parla tanto di sicurezza sulla Statale 111?
La Statale 111 è una strada molto frequentata, con traffico intenso e presenza di centri commerciali e attività lungo la carreggiata. Questo comporta una forte promiscuità tra veicoli e pedoni. L’incidente che ha coinvolto El Kandoudi Hassan riaccende le preoccupazioni su limiti di velocità, attraversamenti pedonali e, più in generale, sulla progettazione di quel tratto di strada rispetto ai bisogni reali di chi lo percorre ogni giorno.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






