La notizia è arrivata durante il Consiglio comunale: è morto, a 78 anni, il professor Ennio Triggiani. Il sindaco ha interrotto i lavori, ha dato comunicazione del decesso e l’aula si è zittita. Non era un annuncio qualsiasi: in molti, lì dentro, lo conoscevano di persona, ci avevano lavorato, ci avevano discusso.
Per chi è passato dall’Università di Bari negli ultimi decenni, “Triggiani” era quasi un’istituzione a sé. Il professore che parlava di Europa quando la parola sembrava lontanissima dalla vita di tutti i giorni, che smontava i Trattati pezzo per pezzo e li riportava dentro i problemi concreti: diritti, vincoli, scelte politiche. Molti lo ricordano così, come il primo a spiegare davvero cosa significa vivere dentro l’Unione europea.
Chi era Ennio Triggiani
Classe 1947, Ennio Triggiani ha legato praticamente tutta la sua carriera all’Università di Bari “Aldo Moro”. Qui ha insegnato diritto dell’Unione europea nel Dipartimento di Scienze politiche e, prima ancora, ha guidato il Dipartimento di Diritto internazionale della facoltà di Giurisprudenza. Per generazioni di studenti è stato il docente che trovavi in aula con il codice sul tavolo e quella capacità , non comune, di tenere insieme rigore tecnico e chiarezza.
Con il tempo, l’ateneo lo ha riconosciuto come professore emerito di Diritto dell’Unione europea. Dietro quella qualifica ci sono anni di lavoro: manuali, saggi, partecipazioni a volumi collettanei, interventi su Stato di diritto, riforma dei Trattati, codificazione europea, rapporti tra diritto dell’UE e ordinamenti nazionali. Il suo nome compare negli atti di convegni in Italia e all’estero, in collane scientifiche e riviste specializzate di diritto internazionale ed europeo.
Ma al di lĂ dei curricula, chi lo ha avuto davanti lo descrive soprattutto come uno che non si nascondeva dietro il burocratese. Parlava di vincoli economici, diritti sociali, allargamenti, crisi istituzionali; e ogni volta cercava di riportare quelle pagine giuridiche nella vita reale: cosa cambia per chi lavora, per chi studia, per chi vota, per chi si trova a subire una decisione presa a Bruxelles.
La carriera all’Università di Bari e nell’Accademia di Belle Arti
Nell’Università di Bari, Triggiani non è mai stato un professore “di passaggio”. Ha partecipato in modo pieno alla vita del Dipartimento di Scienze politiche, ha organizzato seminari, cicli di incontri, corsi specialistici, spesso in dialogo con colleghi di altre università . Le sue lezioni sui rapporti tra diritti sociali e vincoli economici sono diventate appuntamenti fissi, citati poi in tesi e lavori di ricerca.
Accanto all’ateneo c’è un’altra pagina importante della sua biografia: la Accademia di Belle Arti di Bari. Qui ha ricoperto il ruolo di presidente, firmando convenzioni con l’Università e con il Teatro Pubblico Pugliese, e spingendo per progetti in cui l’Europa non restasse solo un tema da convegno, ma diventasse anche racconto, immagine, linguaggio visivo.
Da questa impostazione sono nati percorsi in cui i diritti europei vengono spiegati attraverso graphic novel, storie illustrate, laboratori per studenti delle scuole e dell’università . L’idea di fondo è semplice: se vuoi parlare alle nuove generazioni, devi usare strumenti che loro sentono vicini, senza abbassare il livello dei contenuti. L’Europa, in questo modo, esce dalle aule di giurisprudenza e entra in contesti diversi, senza perdere profondità .
L’impegno politico a Bari e in Puglia
La storia di Ennio Triggiani non si esaurisce nelle aule universitarie. Negli anni Novanta sceglie di entrare direttamente nelle istituzioni. Dal 1995 al 1999 siede in Consiglio comunale a Bari, poi, tra il 1999 e il 2004, diventa vicepresidente della Provincia di Bari e assessore alla cultura e alla tutela dei beni culturali.
Sono anni in cui la Puglia prova a ridefinire il proprio rapporto con l’Europa, con i fondi comunitari, con le politiche culturali. Triggiani porta in politica lo stesso stile che aveva a lezione: attenzione alle regole, allo Stato di diritto, ma anche alla funzione sociale dei luoghi della cultura. Per lui, università , accademie, teatri, musei e biblioteche sono tasselli di un’unica rete pubblica che deve essere messa nelle condizioni di funzionare.
Parallelamente, si consolida il suo ruolo nel Movimento Federalista Europeo. In Puglia diventa un riferimento stabile, fino a ricoprire la presidenza regionale. Presiede incontri e assemblee sulla Conferenza sul futuro dell’Europa, modera tavole rotonde sulla riforma dei Trattati, discute di democrazia sovranazionale e di Stati Uniti d’Europa. Spinge perché il dibattito sull’Unione non resti confinato tra pochi tecnici, ma diventi materia di discussione politica e civile anche a livello locale.
Il convegno in suo onore e il riconoscimento delle istituzioni
Un momento simbolico, che oggi viene ricordato da molti, è il convegno organizzato nel 2024 dall’Università di Bari in suo onore, dal titolo “L’Unione europea come comunità di valori”. L’appuntamento si tiene nell’Aula Magna “Aldo Moro” e richiama, tra gli altri, il rettore, il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, il sindaco di Bari Vito Leccese, il presidente dell’AISDUE, studiosi italiani ed europei.
Nei comunicati che raccontano quella giornata, Ennio Triggiani viene definito “un faro per il diritto e le nuove generazioni”. Non è una formula casuale. Dentro c’è l’idea di un docente che non si è limitato a spiegare norme, ma ha seguito tesi, dottorati, progetti di giovani ricercatori, spingendo chi si affacciava al diritto europeo a non scoraggiarsi ai primi ostacoli.
Anche le riviste specialistiche che si occupano di Europa e Stato di diritto, negli ultimi anni, hanno ripreso il suo nome mettendo in fila i diversi ruoli svolti: l’attività scientifica, le esperienze politiche e amministrative, la presidenza dell’Accademia di Belle Arti di Bari, la guida del Movimento Federalista Europeo in Puglia. In più di un profilo viene sottolineata la sua “fede europeista”, non come slogan, ma come convinzione da argomentare, discutere, difendere.
Il cordoglio del mondo accademico e politico
La notizia della sua morte si è diffusa in poche ore tra aula consiliare, ambienti universitari e mondo federalista. In Consiglio comunale, a Bari, il sindaco ha fermato i lavori per annunciare il decesso, legando subito il nome di Triggiani alla storia recente della città e delle sue istituzioni.
All’Università di Bari, colleghi e studenti ricordano uno dei volti più riconoscibili del diritto europeo. Alla Accademia di Belle Arti di Bari, il lutto riguarda anche il presidente che aveva spinto verso progetti di respiro più ampio, aperti a collaborazioni con Europe Direct Puglia e con reti culturali nazionali e internazionali.
Nel circuito del federalismo europeo, il suo nome era legato a campagne per la riforma dei Trattati, iniziative di partecipazione al voto europeo, discussioni sulla necessità di un’Europa più integrata e più democratica. La sua scomparsa arriva in una fase in cui l’Unione è di nuovo al centro del dibattito pubblico, tra guerra ai confini, allargamenti, scelte economiche e sociali di lungo periodo. Non è un caso se, in queste ore, molti sono tornati a rileggere interventi e articoli in cui lui stesso aveva anticipato tanti dei nodi che oggi vengono al pettine.
Un maestro dell’Europa che resta nei suoi allievi
Ci sono docenti che, dopo l’esame, si confondono tra i ricordi e altri che restano impressi. Ennio Triggiani appartiene chiaramente alla seconda categoria. Non solo per il ruolo ricoperto, ma per il modo in cui ha insegnato a guardare l’Europa: non come un’entità lontana, ma come una comunità di valori e di regole che incide sulla vita quotidiana.
Molti dei suoi ex studenti oggi lavorano in istituzioni, studi legali, organizzazioni, scuole, associazioni. Quando devono leggere una decisione europea, interpretare una riforma o spiegare un passaggio complesso, finiscono spesso per usare gli stessi schemi che avevano imparato in aula da lui, anche senza rendersene conto.
In questo senso, la morte del professor Triggiani chiude una stagione ma non cancella la traccia che ha lasciato. Restano i libri, i materiali di studio, i convegni che portano il suo nome. E restano, soprattutto, le persone che, dopo averlo ascoltato almeno una volta, hanno iniziato a prendere sul serio l’idea di un’Europa basata su diritti, regole e responsabilità condivise.
Domande frequenti su Ennio Triggiani
Quanti anni aveva Ennio Triggiani quando è morto?
Ennio Triggiani è morto a 78 anni. Le testate locali hanno parlato di un lutto che riguarda sia il mondo universitario sia quello politico pugliese.
Di cosa si occupava il professor Ennio Triggiani?
Era professore di diritto dell’Unione europea all’Università di Bari. Nel corso della sua carriera ha diretto il Dipartimento di Diritto internazionale, è diventato professore emerito e ha scritto contributi su Stato di diritto, riforma dei Trattati, codificazione europea e rapporti tra diritto dell’UE e ordinamenti nazionali.

“Head Staff”, giornalista pubblicista laureata in letteratura, amo scrivere e apprendere costantemente cose nuove. Trovo che il mestiere del giornalista sia uno dei più affascinanti che esistano. Ti consente di apprendere, di conoscere il mondo, farti conoscere e di entrare in simbiosi con il lettore






