A Cagliari in questi giorni c’è un silenzio diverso dal solito. Non c’entra il vento di maestrale, non c’entra il traffico più o meno caotico del centro. C’entra il nome di Alberto Zuddas, 65 anni, imprenditore turistico, e una storia che si è trasformata in una doppia ferita nel giro di poche ore.
Alberto si è spento dopo una lunga malattia, in un hospice dove era seguito dai medici e circondato dall’affetto dei suoi cari. Poco dopo che la famiglia ha trovato la forza di dirlo alla madre, Licia Frau, 91 anni, è successo l’impensabile: anche lei si è sentita male e se n’è andata. Una di quelle storie che tutti riassumono con una parola sola: crepacuore.
Chi era Alberto Zuddas
Per tanti cagliaritani, Alberto Zuddas non era solo un nome. Era il volto di un certo modo di vivere il lavoro nel turismo: con passione, entusiasmo, contatti costruiti negli anni, legami creati più sulle strette di mano che sulle formalità.
A 65 anni, Alberto era considerato un imprenditore turistico stimato, uno che aveva fatto della sua città un punto di partenza per il lavoro e per i rapporti umani. Chi lo conosceva lo descrive come un uomo solare, generoso, sempre pronto alla battuta, con quella leggerezza buona che non è superficialità, ma capacità di tenere alto l’umore anche quando le giornate si mettono di traverso.
C’è poi un pezzo di vita che tanti ricordano con il sorriso: il calcio amatoriale. Per anni Alberto ha calcato i campi del calcio a 7 cittadino, in particolare il torneo Carioca, che da inizio anni Novanta è una piccola istituzione per chi ama il pallone senza fronzoli. In quel mondo era “uno di famiglia”: compagno di squadra, avversario rispettato, amico di spogliatoio. Uno di quelli che arrivano in campo con la borsa, ma portano anche la battuta, il caffè al bar prima della partita, il saluto a tutti.
La lunga malattia e l’addio in hospice
Da tempo, però, la sua vita aveva dovuto fare i conti con una malattia grave. Non una cosa lampo, ma un percorso lungo, faticoso, fatto di cure, controlli, giorni buoni e giorni meno buoni. Chi gli stava vicino racconta che non ha mai perso il sorriso, neanche quando il fisico ha iniziato a cedere e le forze non erano più quelle di una volta.
Negli ultimi giorni è stato ricoverato in un hospice, struttura dove si accompagnano i pazienti nelle fasi più delicate della malattia. Lì, assistito dai sanitari e dalla famiglia, la malattia ha avuto il sopravvento.
La notizia della sua morte, arrivata tra venerdì e il fine settimana, è rimbalzata subito tra amici, colleghi, compagni di squadra, persone incontrate nel lavoro e nella vita. Messaggi, ricordi, foto di partite, frasi che iniziano tutte più o meno allo stesso modo: “Non posso crederci”, “Sempre col sorriso”, “Un amico vero”.
Licia, 91 anni: una madre che non regge il dolore
Il colpo più duro, però, doveva ancora arrivare.
A casa c’era Licia Frau, la mamma di Alberto. Novantuno anni, una vita lunga e, come tutte le vite lunghe, piena di gioie, fatiche, paure. A lei, prima o poi, bisognava dirlo. La famiglia si è fatta coraggio, ha trovato le parole per comunicarle che il figlio non c’era più.
Poco dopo, il corpo della signora Licia ha detto basta. Un malore improvviso, il cuore che non regge la notizia. Nel giro di poche ore, Cagliari perde un figlio e una madre, e una famiglia si trova a dover organizzare due funerali invece di uno.
Molti parlano esplicitamente di “morte per crepacuore”. Non nel senso tecnico, medico, ma in quello umano: un dolore troppo grande per una madre che, a 91 anni, si è vista portare via il figlio.
Il doppio funerale a Bonaria
Per dare l’ultimo saluto ad Alberto Zuddas e a Licia Frau, la famiglia ha scelto un luogo che per i cagliaritani ha un significato speciale: la Basilica di Nostra Signora di Bonaria.
I funerali si terranno martedì 10 marzo, nel pomeriggio, con una messa congiunta per madre e figlio. Sarà un momento forte, non solo per chi li ha amati da vicino, ma per tutta quella rete di amici, colleghi, compagni di squadra e conoscenti che negli anni hanno incrociato la loro strada.
Ci sarà chi arriverà dal mondo del turismo, chi dal calcio amatoriale, chi semplicemente dal quartiere. Ognuno porterà un pezzo di ricordo: una vacanza organizzata insieme, una partita sotto la pioggia, una chiacchierata davanti a un caffè, un gesto di gentilezza ricevuto in un momento qualsiasi.
Una città in lutto: cosa lascia Alberto Zuddas
In situazioni come questa, ci si accorge di quanto una persona abbia inciso nella vita degli altri non dai titoli, ma dai racconti. Di Alberto Zuddas in tanti dicono le stesse cose: “era uno che ti faceva stare bene”, “non ti lasciava mai da solo”, “aveva sempre una parola giusta”.
Sul lavoro, era visto come un imprenditore serio, capace di tenere insieme relazioni, qualità del servizio e rapporti umani. Nel tempo libero, come un amico leale, uno che ti chiamava per sapere come stavi, non solo quando gli serviva qualcosa.
La morte della madre, così vicina alla sua, aggiunge a questo quadro una sfumatura in più: quella di un legame fortissimo tra genitori e figli, capace di resistere a tutto tranne all’ultimo strappo.
A Cagliari, in questi giorni, il nome Zuddas non viene pronunciato solo per ricordare un imprenditore che non c’è più, ma per raccontare una storia familiare che tocca nel profondo chiunque abbia paura, anche solo per un attimo, di dover sopravvivere alle persone che ama di più.
Domande frequenti su Alberto Zuddas e la madre Licia
Chi era Alberto Zuddas?
Alberto Zuddas era un imprenditore turistico di Cagliari, aveva 65 anni ed era molto conosciuto sia per il suo lavoro nel settore delle vacanze e dell’ospitalità, sia per la lunga militanza nel mondo del calcio amatoriale cittadino, in particolare nel torneo di calcio a 7 Carioca.
Come è morto Alberto Zuddas?
Alberto è morto dopo una lunga malattia, negli ultimi giorni ricoverato in un hospice, dove era assistito dai medici e dalla famiglia. La malattia, di cui non sono stati diffusi i dettagli, lo ha provato a lungo prima di avere il sopravvento.
Chi era la madre, Licia Frau?
La madre di Alberto si chiamava Licia Frau, aveva 91 anni ed era anche lei di Cagliari. Viene descritta come una madre affettuosa e presente. Dopo aver saputo della morte del figlio, è stata colpita da un malore fatale: si parla di morte per crepacuore, a poche ore di distanza da lui.
Quando e dove si terranno i funerali?
Il doppio funerale di Alberto Zuddas e Licia Frau si terrà martedì 10 marzo, nel pomeriggio, nella Basilica di Nostra Signora di Bonaria a Cagliari, dove parenti, amici e conoscenti potranno salutarli insieme.
Perché questa storia ha colpito così tanto Cagliari?
Perché unisce due elementi molto forti: la scomparsa di un imprenditore noto e benvoluto, protagonista nel lavoro e nello sport amatoriale, e la morte quasi immediata della madre 91enne, che non ha retto al dolore. È una di quelle storie che toccano il cuore di una città intera, al di là di ogni etichetta.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






