A Conegliano, il nome di Marco Seffino non era uno qualunque: per molti era semplicemente “Marco della Locale”, quello che arrivava con Rey, il cane dell’unità cinofila, e svuotava panchine e angoli sospetti con la stessa fermezza con cui, la sera, insegnava a salutare il tatami ai bambini.
Ora Marco non c’è più. Aveva 57 anni e un malore improvviso lo ha strappato alla sua famiglia e alla sua città mentre si allenava in casa.
Il malore improvviso nella taverna di casa
Secondo quanto ricostruito, la tragedia si è consumata nella serata di venerdì, all’interno dell’abitazione di Marco Seffino a Conegliano. Poche ore prima aveva portato a termine una seduta di addestramento professionale con Rey, il cane dell’unità cinofila che da anni lo affiancava nei controlli sul territorio. Un lavoro di squadra rodato, fatto di comandi secchi, sguardi d’intesa e tanti chilometri percorsi in silenzio lungo strade, parchi, scuole.
Rientrato a casa, come faceva spesso, Seffino è sceso nella taverna per svolgere alcuni esercizi a corpo libero. Un modo per tenersi in forma dopo la giornata di servizio, prima della cena e della routine di famiglia. È lì, in quello spazio che conosceva a memoria, che il suo cuore ha ceduto all’improvviso.
A lanciare l’allarme è stata la moglie. Anche lei lavora in divisa, agente di polizia locale a Vittorio Veneto. Non vedendolo risalire, è scesa di sotto e se l’è trovato davanti, a terra, privo di sensi. Ha iniziato subito il massaggio cardiaco, supportata dai vicini accorsi in casa, mentre veniva attivato il 118. L’arrivo dei sanitari è stato rapidissimo, ma tutti i tentativi di rianimazione si sono rivelati inutili. Per Marco non c’è stato niente da fare.
Un arresto cardiaco fulminante, arrivato al termine di una giornata che per lui era stata “normale”: lavoro, addestramento, allenamento.
Chi era Marco Seffino: divisa, judo e territorio
Dietro la divisa c’era molto più di un vigile urbano. C’era un uomo che aveva costruito buona parte della sua vita intorno al servizio alla comunità e allo sport.
Per anni Marco Seffino ha prestato servizio anche a Vittorio Veneto, dal 2005 al 2019, diventando un volto familiare in diversi comuni della provincia di Treviso. Poi l’approdo a Conegliano, dove negli ultimi anni era diventato uno dei punti di riferimento della Polizia locale, soprattutto per il lavoro con l’unità cinofila.
Al suo fianco, nelle operazioni antidroga e nei controlli di sicurezza, c’era Rey, il cane che molti hanno imparato a riconoscere nelle vie del centro, fuori dalle scuole, nei parchi. Le cronache locali hanno più volte ricordato come, grazie a quell’accoppiata, fossero aumentati i sequestri di sostanze stupefacenti e i controlli mirati nelle zone più delicate della città.
Ma la storia di Seffino non si esauriva tra sirene e lampeggianti. Sul tatami, con il judogi allacciato in vita, era un istruttore rispettato. Da anni lavorava con i ragazzi del territorio, soprattutto nel Quartier del Piave, insegnando judo e arti marziali con il rigore di chi crede nella disciplina ma senza perdere mai il contatto umano.
In passato era stato tesserato per il Judo Kodokan di Vittorio Veneto e aveva conquistato il terzo dan, traguardo importante per chi vive il judo non solo come sport ma come percorso di crescita. Più di recente veniva indicato come vicepresidente di una associazione sportiva dedicata al judo, dove dava una mano in palestra ogni volta che serviva, tra corsi per bambini, preagonisti e ragazzi più grandi.
Per molti genitori, Marco era l’istruttore “che sapeva farsi rispettare ma non alzava mai la voce inutilmente”. Uno di quelli che spiegava ai piccoli come cadere senza farsi male, ma soprattutto come rialzarsi con dignità.
Il lavoro con Rey e la lotta allo spaccio
Il nome di Marco Seffino è legato in modo indissolubile a quello di Rey, il cane dell’unità cinofila. Non era un rapporto di facciata: dietro ai controlli nei parchi e lungo le vie del centro, c’erano ore di addestramento, comandi ripetuti all’infinito, fiducia reciproca.
In servizi televisivi e post pubblici sui social dedicati all’attività cinofila, Marco viene citato come poliziotto del comando di Conegliano e conduttore di Rey, un pastore olandese addestrato per l’antidroga. Il lavoro svolto dalla coppia, spiegano i resoconti, aveva portato negli anni a un incremento dei sequestri e a controlli più mirati nelle zone sensibili, in particolare contro lo spaccio.
Era il volto che i cittadini vedevano durante le operazioni nei giardini, lungo i viali e fuori dai locali, quando la presenza di un cane antidroga non è solo deterrente ma anche segnale visibile di attenzione sul territorio.
Una figura di riferimento anche fuori servizio
Al di là dei compiti istituzionali, la figura di Marco Seffino aveva finito per intrecciarsi con la vita quotidiana di Conegliano e dei comuni vicini. C’era chi lo conosceva come agente della Municipale, chi come maestro di judo, chi come “quello del cane Rey”, incontrato magari a una dimostrazione nelle scuole o in una lezione aperta.
Nel mondo del judo veneto viene descritto come un collaboratore prezioso, capace di farsi trovare dove serviva: sul tatami con i bambini che muovevano i primi passi, con i ragazzi che affrontavano le prime gare, o dietro le quinte a sostenere i colleghi più esposti. Una presenza costante, più che appariscente.
Il suo modo di stare in mezzo alle persone era concreto, asciutto, senza grandi proclami. Il tipo di collega che, raccontano i resoconti, veniva definito “sempre pronto e disponibile”, uno su cui si poteva contare.
Il vuoto lasciato a Conegliano e Vittorio Veneto
La notizia della sua morte ha attraversato in poche ore non solo Conegliano, ma anche Vittorio Veneto, dove Seffino aveva lavorato a lungo e dove in molti continuavano a ricordarlo. Il lutto non ha colpito solo il comando della Polizia locale, ma anche il mondo associativo e sportivo.
In queste ore, messaggi di cordoglio e ricordi personali si stanno moltiplicando, soprattutto da parte di colleghi, allievi ed ex allievi del judo, genitori che gli avevano affidato i propri figli in palestra, persone che lo avevano incrociato durante controlli e iniziative sul territorio.
Resta l’immagine di un uomo che ha scelto di dedicare la propria vita alla sicurezza della comunità e all’educazione sportiva dei più giovani. Un percorso che si è interrotto bruscamente, nel luogo più quotidiano e privato, quella taverna di casa dove stava semplicemente facendo esercizio in attesa di sedersi a tavola.
In città, oggi, il vuoto è doppio: in comando e sul tatami. E non sarà facile colmarlo.
Faq
Quanti anni aveva Marco Seffino al momento della morte?
Marco Seffino aveva 57 anni quando è stato colpito dal malore che gli è stato fatale.
Dove è avvenuto il malore che ha ucciso Marco Seffino?
Il malore è avvenuto nella taverna della sua abitazione a Conegliano, mentre stava svolgendo esercizi ginnici a corpo libero.
Chi ha trovato Marco Seffino dopo il malore?
A trovarlo è stata la moglie, agente di polizia locale a Vittorio Veneto, che non vedendolo risalire è scesa in taverna e ha iniziato subito le manovre di rianimazione in attesa del 118.
Qual era il ruolo di Marco Seffino nella Polizia locale di Conegliano?
Era agente scelto della Polizia locale e conduttore dell’unità cinofila, insieme al cane antidroga Rey, con cui partecipava a controlli e operazioni di sicurezza sul territorio.
In quali ambiti sportivi era impegnato Marco Seffino?
Era istruttore di judo e arti marziali, legato a realtà come il Judo Kodokan Vittorio Veneto e a un’associazione judoistica del territorio, dove seguiva corsi per bambini e ragazzi ed era considerato un riferimento nel Quartier del Piave.

“Head Staff”, giornalista pubblicista laureata in letteratura, amo scrivere e apprendere costantemente cose nuove. Trovo che il mestiere del giornalista sia uno dei più affascinanti che esistano. Ti consente di apprendere, di conoscere il mondo, farti conoscere e di entrare in simbiosi con il lettore






