Cos’è la Strade Bianche (e perché la nominano tutti)
La Strade Bianche è una corsa ciclistica di un giorno che si corre sulle colline intorno a Siena, in gran parte su strade sterrate: le famose “strade bianche” toscane.
È giovane rispetto ai grandi Monumenti, ma ormai è percepita come una classica vera, una specie di Mondiale in miniatura: si decide tutto in poche ore, su salite brevi ma cattive, con ghiaia, curve cieche, discese nervose e zero margine per distrarsi.
Il cuore è sempre lo stesso: partenza e arrivo a Siena, traguardo in Piazza del Campo dopo lo strappo micidiale di via Santa Caterina, quel muro finale in centro storico dove le bici sembrano faticare quanto i volti.
Nel 2026 la corsa festeggia le 20 edizioni: uomini e donne, professionisti allo stato puro, un week-end intero in cui Siena diventa capitale del ciclismo.
Data e orari della Strade Bianche 2026
La Strade Bianche 2026 si corre sabato 7 marzo 2026.
La giornata, indicativamente, è scandita così:
- in tarda mattinata parte la gara femminile, che arriva nel primo pomeriggio;
- poco dopo mezzogiorno parte la gara maschile, con arrivo previsto verso metà pomeriggio, intorno alle 16.30–17.00 a seconda del ritmo.
Gli orari esatti possono oscillare un po’ in base alla velocità del gruppo, al vento, alle condizioni del terreno. Una cosa però è costante: gli ultimi 40–50 minuti della corsa maschile e l’ultimo tratto della gara femminile sono il momento in cui ti conviene davvero fermarti e guardare. Di solito è lì che succede tutto.
Dove vederla in TV e in streaming
La Strade Bianche è una corsa di prima fascia, quindi:
- viene trasmessa in diretta in chiaro su un canale sportivo nazionale che segue abitualmente il ciclismo;
- è visibile in streaming sulle principali piattaforme dedicate allo sport e, spesso, anche sulle app dei canali che la mandano in onda;
- all’estero è coperta dai canali che di solito seguono il ciclismo internazionale (classiche, grandi giri, Mondiali).
In pratica: se hai un abbonamento a una piattaforma sportiva o segui già Giro, Tour & co., la Strade Bianche la trovi nello stesso “pacchetto”. In Italia, il pomeriggio del 7 marzo ti basta fare zapping sui canali dedicati al ciclismo: troverai prima le donne, poi gli uomini, spesso con lunghe sintesi e repliche in serata.
Percorso uomini: chilometri, sterrato e dislivello
La corsa maschile 2026 misura circa 201 km.
Non è “solo” la distanza a rendere dura la Strade Bianche, ma il modo in cui quei chilometri sono disposti: continui saliscendi, pochissimo respiro, curve, cambi di ritmo.
Gli organizzatori hanno ridotto i chilometri di sterrato rispetto all’edizione lunghissima dell’anno scorso, ma i tratti chiave restano tutti. In totale si parla di oltre 60 chilometri di strade bianche, spezzati in una quindicina di settori.
Il dislivello complessivo supera tranquillamente i 3.000 metri: non è una tappa di alta montagna, ma mettendo insieme tutte le rampe, le colline e gli strappi, le gambe dei corridori arrivano a Siena con lo stesso tipo di fatica.
I punti simbolo del percorso sono:
- i settori lunghi nel cuore delle Crete Senesi, dove iniziano le prime selezioni;
- il tratto infinito di Monte Sante Marie, che è un po’ la “Cima Coppi” della corsa, anche se non è una cima;
- il finale con Colle Pinzuto e Le Tolfe, due strappi spezzati dallo sterrato che sfilacciano il gruppo prima dell’ingresso in città;
- lo strappo di via Santa Caterina, che sembra breve ma è un muro, con un tratto in pavé e una pendenza che, a quel punto della corsa, fa malissimo.
Qui o hai fatto i conti con la fatica prima, oppure esplodi proprio nel punto in cui le telecamere ti inquadrano meglio.
Percorso donne: chilometri e dislivello, stessa cattiveria
La Strade Bianche Donne 2026 è la versione “compatta” della gara maschile: circa 131 km totali, con poco più di 30 km di sterrato.
Meno chilometri, sì, ma fondamentalmente lo stesso spirito: le donne affrontano gli stessi nomi che fanno tremare il gruppo maschile – San Martino in Grania, Colle Pinzuto, Le Tolfe – e chiudono anche loro con lo strappo di via Santa Caterina e l’arrivo in Piazza del Campo.
Il dislivello è intorno ai 2.000 metri, distribuiti su rampe brevi e ripetute. Risultato: una corsa che si decide per eliminazione, con selezioni a gruppetti e attacchi da lontano. Non è raro vedere vittorie in solitaria o arrivi di piccolissimi gruppi, proprio perché il percorso non concede mai un tratto davvero “piano” in cui riorganizzarsi.
I professionisti al via: chi corre la Strade Bianche
La Strade Bianche è una corsa WorldTour: al via ci sono tutte le grandi squadre del ciclismo mondiale, sia tra gli uomini che tra le donne.
Questo significa che in un solo giorno vedi:
- i campioni dei grandi giri, che usano Siena per testare la condizione;
- i cacciatori di classiche, quelli che adorano muri, sterrato e percorsi tecnici;
- i giovani esplosivi che vengono dal ciclocross o dalla mountain bike, perfetti per gestire bici e nervi sulla ghiaia;
- gli specialisti delle gare di un giorno del Nord, che qui trovano una “Fiandre in salsa toscana”.
In gruppo ci sono maglie iridate, vincitori di Monumenti, vecchie volpi con anni di esperienza e talenti che stanno facendo il salto dall’under 23 al grande ciclismo. È una vetrina pazzesca: se fai il numero qui, il tuo nome entra istantaneamente nella conversazione della stagione.
Favoriti uomini: il regno di Pogačar e gli altri
Negli ultimi anni la Strade Bianche è diventata quasi sinonimo di un nome: Tadej Pogačar. Tre vittorie, attacchi a chilometri dalla fine, arrivi in solitaria che sembravano allenamenti più che gare. Nel 2026 torna da campione del mondo, con addosso tutti i riflettori e persino un tratto di sterrato – Colle Pinzuto – dedicato al suo nome.
È lui l’uomo da battere: sa leggere la corsa, non ha paura di attaccare lontanissimo dal traguardo, è a suo agio sia sulle salite brevi sia sullo sterrato.
Ma non corre da solo. Ai nastri di partenza ci sono anche:
- ex vincitori della Strade Bianche, che conoscono a memoria ogni buca e ogni strappo;
- puncheur già saliti sul podio negli anni scorsi;
- giovani pronti a usare Siena come trampolino per il resto della stagione;
- diversi italiani che puntano a un risultato pesante su strada di casa.
La sensazione è che il percorso leggermente più corto e con meno sterrato possa rendere la corsa più imprevedibile: se Pogačar azzecca la giornata buona, può fare il numero. Se invece sbaglia tempi o sente la gamba meno brillante, il gruppo dietro ha più possibilità di rientrare e giocarsela.
Favoriti donne: Vollering, Kopecky, Longo Borghini e il club delle fuoriclasse
Tra le donne, la Strade Bianche 2026 si annuncia come la solita sfida ad altissimo livello.
I nomi più gettonati sono Demi Vollering e Lotte Kopecky: due campionesse capaci di vincere ovunque, e in particolare sulle strade bianche toscane. Vollering ama far esplodere la corsa sui settori più duri, Kopecky è fortissima sia in salita che in volata ristretta: se arriva con un gruppetto, in pochi hanno voglia di affrontarla allo sprint.
Accanto a loro, una rosa di fuoriclasse:
- Elisa Longo Borghini, che in Toscana ha già vinto e che su sterrato e strappi corti va a nozze;
- altre ex vincitrici o habitué del podio, che conoscono il percorso come una seconda casa ciclistica;
- le giovani provenienti dal ciclocross e dalla MTB, abituate a terreni tecnici e cambi di ritmo improvvisi.
La gara femminile, negli ultimi anni, è spesso stata un manifesto di come il ciclismo donne sia cresciuto: tattica, durezza, solitudine, colpi da finisseur. E la Strade Bianche è il palcoscenico perfetto per mostrarlo.
Perché segnarsi in agenda la Strade Bianche 2026
Se ami il ciclismo, Strade Bianche 2026 è uno di quei giorni da cerchiare.
Se non lo ami ancora, è una delle corse migliori per innamorartene.
Hai un contesto unico – Siena e le sue colline –, una corsa corta ma cattiva, uomini e donne professionisti che si giocano tutto in poche ore, un finale che sembra disegnato apposta per farti trattenere il respiro.
E poi c’è quella immagine che ritorna ogni anno: una bici che sbuca in cima a via Santa Caterina, un corridore piegato dalla fatica, la piazza che si apre davanti. Un attimo dopo, il nome del vincitore entra in una lista ancora breve ma già pesantissima. E tu, dal divano o dal bordo strada, hai la sensazione di aver visto nascere – ancora una volta – un pezzo di storia del ciclismo moderno.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






