Come tutti sapete ormai, Manuel , conosciuto in rete con lo pseudonimo “Lince93”, è morto a 33 anni dopo essersi tolto la vita alle porte di Torino. Un gesto estremo che ha scosso non solo il quartiere in cui viveva, ma anche molti utenti che negli anni avevano seguito il percorso creativo.
Cos’è successo a Lince93?
Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo sarebbe precipitato dal balcone della propria abitazione nella serata di martedì. Sul posto sono intervenuti i sanitari e i carabinieri, ma per il trentatreenne non c’è stato nulla da fare. I soccorritori hanno potuto soltanto constatarne il decesso. Gli accertamenti effettuati dagli investigatori avrebbero escluso il coinvolgimento di terze persone, parlando fin da subito dell’ipotesi del gesto volontario.
La tragedia ha immediatamente riaperto il racconto di una vita segnata da momenti complessi. Il nome di Brancato era infatti già emerso nella cronaca locale quando era rimasto coinvolto in un grave episodio avvenuto sempre a Grugliasco. In quell’occasione, durante una colluttazione con il proprietario di casa, era partito un colpo di pistola che lo aveva colpito all’occhio, provocandogli la perdita della vista da un lato. Un episodio drammatico da cui era riuscito a sopravvivere, ma che aveva lasciato segni profondi.
L’impatto della tragica notizia sui social
La sua morte ha colpito in modo particolare chi lo conosceva nel mondo digitale. Dietro il nickname “Lince93”, Manuel aveva costruito negli anni una presenza riconoscibile tra piattaforme e community online. I suoi contenuti, spesso diretti e personali, erano seguiti da una piccola ma affezionata cerchia di utenti. In rete raccontava frammenti della propria quotidianità , riflessioni, momenti di sfogo e talvolta esperienze difficili.
Il soprannome che aveva scelto – una “lince”, animale simbolo di intuito e osservazione – rifletteva il modo in cui si presentava online: uno sguardo attento sul mondo e sulla vita, spesso filtrato attraverso un linguaggio spontaneo e senza troppi artifici. Non si trattava di un creator nel senso più patinato del termine, ma piuttosto di una figura autentica della rete, appartenente a quella generazione di utenti che hanno trasformato i social in un diario pubblico e in un luogo di confronto.
Chi lo seguiva racconta di un ragazzo capace di alternare ironia e riflessione, con contenuti che mescolavano esperienze personali e commenti sull’attualità del web. Proprio questa dimensione diretta, quasi confidenziale, aveva creato un legame particolare con una parte del suo pubblico.
Cosa c’è dietro un creator?
Dietro la figura del creator c’era però prima di tutto una vita privata complessa. Brancato era padre di un bambino e, secondo alcune testimonianze raccolte nelle ore successive alla tragedia, negli ultimi mesi avrebbe attraversato un periodo difficile. Alcuni conoscenti lo descrivono come una persona sensibile, talvolta tormentata, ma allo stesso tempo generosa e disponibile con chi gli stava accanto.
La notizia della sua morte ha rapidamente fatto il giro dei social, dove molti utenti hanno condiviso messaggi di cordoglio e ricordi. Nei commenti si alternano incredulitĂ e tristezza: per molti, Lince93 era diventato negli anni una presenza familiare, una voce riconoscibile tra le tante che popolano il mondo digitale.
La vicenda riporta inevitabilmente l’attenzione anche sul lato più fragile della notorietà online. Dietro profili, nickname e contenuti condivisi ogni giorno, spesso si nascondono storie personali complesse, difficoltà che raramente emergono con chiarezza nello spazio pubblico della rete.
A Grugliasco, intanto, resta il silenzio di una tragedia che ha lasciato sgomenti vicini e conoscenti. Una vita spezzata troppo presto e una comunità – reale e virtuale – che oggi si ritrova a ricordare Manuel Brancato, il ragazzo che su internet tutti conoscevano come Lince93.

Tedesco Giorgia, classe ’95.
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