Chi è Massimo Caputi, giornalista sportivo: età, carriera, moglie Roberta, figlio Lorenzo e il grande lutto

Daniela Devecchi

Chi è Massimo Caputi, giornalista sportivo: età, carriera, moglie Roberta, figlio Lorenzo e il grande lutto

Per chi ama il calcio in tv, Massimo Caputi è una di quelle voci che ti riportano subito indietro nel tempo. Telecronache con tono pacato, competenza, niente urla inutili. Una presenza rassicurante tra partite, studi televisivi, collegamenti dal bordo campo. Oggi però il suo nome è legato anche a un dolore enorme: la morte improvvisa della moglie Roberta, compagna di una vita, e il lutto che ha condiviso pubblicamente.

Vediamo chi è, quanti anni ha, cosa ha fatto in carriera, e com’è la sua storia familiare con Roberta e il figlio Lorenzo.

Età, origine e primi passi

Massimo Caputi è nato a Roma il 5 dicembre 1961. Questo significa che oggi ha 64 anni. Romano nel modo di parlare, nel modo di vivere il calcio, ma con uno stile sempre molto misurato.

Fin da giovane sceglie la strada del giornalismo sportivo. Prima le esperienze nelle emittenti locali romane, con quelle tv che sembravano piccole ma erano il laboratorio di un’intera generazione: studi spartani, microfoni che giravano ovunque, collegamenti improvvisati. Lì comincia a raccontare partite, storie di campo, personaggi minori e grandi campioni.

Passo dopo passo si ritaglia uno spazio, fino alla chiamata che gli cambia la vita professionale.

Gli anni di Telemontecarlo e la voce delle grandi notti

La vera ascesa arriva con Telemontecarlo, negli anni in cui quella rete diventa una casa per chi ama lo sport. Caputi entra in redazione, cresce, si fa strada tra servizi, collegamenti, studi domenicali.

Diventa uno dei volti e delle voci storiche del calcio in tv:

  • segue Mondiali, Europei, grandi competizioni internazionali;
  • commenta partite con uno stile riconoscibile: tono controllato, spiegazioni chiare, pochi slogan e molta sostanza;
  • lavora in coppia con altri nomi storici del giornalismo sportivo, firmando alcune delle telecronache rimaste nella memoria di chi guardava il calcio in chiaro.

Per tanti telespettatori, Caputi è stato anche la voce di calcio e sport nei videogiochi, portando lo stesso stile dai campi reali allo schermo di casa.

Il passaggio in Rai e la popolarità nazionale

Dopo gli anni di Telemontecarlo arriva la grande vetrina della Rai. Caputi entra nel giro delle trasmissioni più popolari:

  • diventa volto e commentatore di programmi calcistici della domenica, in particolare la fascia legata alle partite di Serie A;
  • guida o affianca la conduzione di approfondimenti sportivi storici, entrando di fatto nelle abitudini di milioni di italiani;
  • si sposta con naturalezza dal racconto della partita all’intervista, dal collegamento con lo stadio al commento tattico.

Con il tempo, all’attività televisiva affianca quella di giornalista di carta e di responsabile editoriale. Lavora per grandi quotidiani, cura progetti legati al calcio e allo sport in generale, diventa un riferimento per chi si occupa di comunicazione sportiva.

Negli ultimi anni allarga ancora di più il raggio d’azione: sport business, nuovi media, formazione delle nuove generazioni di giornalisti, progetti legati all’innovazione applicata allo sport. Sempre, però, con quell’etichetta addosso: “Caputi, quello delle partite”.

La vita privata: il matrimonio con Roberta e il figlio Lorenzo

Dietro il professionista che vediamo in tv c’è un uomo che ha sempre difeso molto la sua vita privata. Nessuna esposizione da copertina, niente coppia da rotocalchi, pochissime interviste intime.

Di sicuro, però, si sa che:

  • Massimo Caputi è stato a lungo sposato con Roberta Sciubba,
  • dalla loro unione è nato il figlio Lorenzo,
  • la famiglia ha come fulcro Roma, ma un pezzo importante del loro cuore è legato all’Isola del Giglio, dove Roberta era considerata “gigliese d’adozione”.

Di Roberta si parla sempre con parole piene di affetto e rispetto: donna riservata, lontana dai riflettori, ma punto centrale della vita di Massimo. Molti la descrivono come la persona che lo teneva con i piedi per terra, la figura che teneva insieme lavoro, casa, affetti.

Chi era Roberta, la “stella polare” di Massimo Caputi

Roberta Sciubba aveva 64 anni. Non era un personaggio pubblico, e forse proprio per questo il suo nome non era noto al grande pubblico fino a quando la sua scomparsa non è diventata una notizia.

Di lei resta l’immagine di:

  • moglie e madre, presente ma discreta;
  • donna molto legata all’Isola del Giglio, dove era cresciuta e dove tornava spesso;
  • figura di riferimento affettivo per Massimo e Lorenzo.

Nel racconto del marito viene fuori un tratto fortissimo: il coraggio. Non solo quello legato alla malattia o al momento finale (di cui poco si sa e poco lui ha voluto dire), ma un coraggio quotidiano, nello stare accanto, nel tenere insieme la famiglia, nell’affrontare le difficoltà.

Il lutto: le parole di Massimo Caputi per la moglie Roberta

La morte di Roberta arriva all’improvviso, all’inizio di marzo 2026. Caputi decide di condividere il suo dolore con un post sui social, qualcosa che per uno come lui – da sempre riservato – non è affatto scontato.

In quel messaggio, che viene subito ripreso ovunque, ci sono alcune espressioni che raccontano meglio di mille biografie chi fosse Roberta per lui:

  • parla di “vuoto incolmabile”,
  • la definisce il suo “punto fermo”,
  • la chiama la sua “stella polare”,
  • dice che il suo cuore è a pezzi,
  • e aggiunge che sarà proprio il coraggio di Roberta a dargli la forza per andare avanti e non deluderla.

Sono parole semplici, ma arrivano dritte. Improvvisamente il volto del telecronista, da sempre misurato e “di servizio”, si umanizza ancora di più: non è più solo il giornalista, è un uomo che ha perso l’amore della sua vita.

Il sostegno del mondo dello sport e della tv

Alla notizia della morte di Roberta, il mondo dello sport e della televisione si stringe attorno a Caputi:

  • colleghi giornalisti, conduttori, ex compagni di redazione gli mandano messaggi pubblici e privati;
  • tanti ricordano quanto sia stato importante lavorare con lui, ma soprattutto sostengono lui e il figlio Lorenzo in questo momento;
  • moltissimi telespettatori, cresciuti con le sue telecronache, riempiono i commenti di ricordi legati a partite, programmi, frasi entrate nel loro immaginario.

In poche ore diventa chiaro che la storia non riguarda solo un “personaggio famoso”: è il lutto di una famiglia che, in qualche modo, fa parte delle abitudini di chi ha passato anni a guardare il calcio in tv.

Un professionista che continua, con un’assenza in più

Oggi Massimo Caputi continua a essere un giornalista e comunicatore a tutto tondo: tv, progetti editoriali, iniziative sullo sport, interventi come opinionista, lavoro dietro le quinte su idee nuove legate al mondo sportivo.

L’assenza di Roberta però pesa, e lui stesso lo ha detto chiaramente: il suo cuore è stato “fatto a pezzi” da questa perdita.

È molto probabile che, da qui in avanti, ogni volta che lo vedremo o lo ascolteremo ci sarà, in filigrana, anche la presenza di lei: Roberta, la donna che lui ha chiamato “stella polare”, e il figlio Lorenzo, al centro di un nuovo equilibrio tutto da costruire.

Domande frequenti su Massimo Caputi e il lutto per la moglie Roberta

Quanti anni ha Massimo Caputi?
È nato il 5 dicembre 1961 a Roma, quindi ha 64 anni.

Chi era la moglie di Massimo Caputi?
La moglie di Massimo Caputi era Roberta Sciubba, 64 anni, figura molto riservata e lontana dai riflettori. Era legatissima all’Isola del Giglio, dove era considerata “gigliese d’adozione”.

Massimo Caputi ha figli?
Sì, ha un figlio, Lorenzo, nato dal matrimonio con Roberta.

Di che cosa è morta la moglie di Massimo Caputi?
È stata resa pubblica solo la notizia della morte improvvisa di Roberta, non sono stati diffusi dettagli sulle cause. Lo stesso Caputi ha parlato del suo dolore e del vuoto lasciato dalla moglie, senza entrare in particolari medici.

Perché la morte di Roberta ha colpito così tanto l’opinione pubblica?
Perché Massimo Caputi è un volto molto conosciuto del giornalismo sportivo, legato ai ricordi calcistici di tanti italiani, e perché il suo messaggio di addio – in cui definisce Roberta il suo punto fermo e la sua stella polare – ha mostrato un lato profondamente umano e fragile di una persona abituata a stare davanti alle telecamere con grande professionalità.