Morto Mario Ruoso, 87 anni: patron di Telepordenone e storico titolare del Garage Venezia

Serena Comito

Morto Mario Ruoso, 87 anni: patron di Telepordenone e storico titolare del Garage Venezia

Il mondo dell’imprenditoria pordenonese e dell’informazione locale ha perso uno dei suoi volti più noti.
Nel primo pomeriggio del 4 marzo 2026 è stato trovato morto Mario Ruoso, 87 anni, figura storica del territorio, proprietario del Garage Venezia e fondatore dell’emittente televisiva Telepordenone.

Il corpo è stato rinvenuto nella sua abitazione nella zona di Porcia, nell’area pordenonese. Il ritrovamento ha fatto scattare immediatamente l’intervento della polizia di Stato e della polizia scientifica, chiamate a ricostruire cosa sia successo in quelle stanze prima dell’allarme. Al momento, le testate locali parlano soltanto di cause del decesso ancora da chiarire: non ci sono versioni ufficiali su malori, traumi o altri scenari.

Chi era Mario Ruoso, imprenditore di Pordenone

Per decenni, il nome di Mario Ruoso è stato legato a doppio filo alla crescita economica della zona di Pordenone. Nelle cronache viene ricordato come “figura storica dell’imprenditoria pordenonese”, capace di costruire un pezzo di tessuto economico locale muovendosi tra motori, auto d’epoca e informazione televisiva.

Il suo primo “biglietto da visita” è stato il Garage Venezia, attività con sede a Porcia diventata nel tempo un punto di riferimento per la vendita di automobili e la passione per i motori. Gli articoli lo descrivono anche come collezionista di auto d’epoca, uno di quegli imprenditori che non si limitano a gestire un salone, ma vivono il mondo dell’auto come parte della propria identità.

Intorno a quella concessionaria si è mosso per anni un pezzo di economia locale: clienti storici, rapporti con le aziende, relazioni costruite sul lungo periodo. Nel bene e nel male, il nome di Ruoso è stato uno di quelli che “si sapeva” in città, perché ricorreva nelle conversazioni, nelle cronache, nei racconti sulla trasformazione del territorio.

Telepordenone, la tv locale che ha raccontato un territorio

Se il Garage Venezia lo collocava nel mondo dell’auto, Telepordenone lo ha proiettato nel panorama dei media.
L’emittente nasce nel 1980 su iniziativa di Franco D’Angelo e, in seguito, viene ceduta proprio a Mario Ruoso, che ne diventa editore e figura di riferimento. Per anni la sigla TPN entra nelle abitudini di chi, tra Friuli-Venezia Giulia e Veneto orientale, accende la tv per informarsi su ciò che succede sotto casa.

Telepordenone è una classica tv locale “all’italiana”: notiziari, talk, sport, politica, vita delle città. Un palcoscenico che ha dato voce a sindaci, consiglieri, categorie economiche, associazioni. Una rete capace di affiancare alle frequenze principali altri canali tematici, diventando un piccolo gruppo editoriale territoriale in un’epoca in cui l’informazione locale passava ancora soprattutto dallo schermo del televisore.

Negli ultimi anni, però, il quadro è cambiato. La concorrenza delle piattaforme digitali, i costi di trasmissione e una lunga serie di difficoltà economiche hanno portato a un lento declino: il segnale di Telepordenone si è spento il 16 settembre 2024, chiudendo una storia durata oltre quarant’anni.

Nel 2025, dopo lo stop del segnale legato a un contenzioso con Rai Way sui canoni di trasmissione, Ruoso aveva avviato la messa in vendita degli studi di Telepordenone, segnando di fatto la fine concreta di un progetto che aveva accompagnato due generazioni.

Il legame con Porcia e la reazione della comunità

La notizia della morte di Mario Ruoso non è rimasta confinata alle pagine dei giornali: in poche ore ha iniziato a circolare tra imprenditori, ex dipendenti, giornalisti, clienti del Garage Venezia e semplici cittadini che associavano il suo nome alle insegne viste ogni giorno passando in auto.

La geografia della sua vita pubblica è tutta lì, in pochi chilometri: Fontanafredda, Porcia, Pordenone, con Garage Venezia da una parte e Telepordenone dall’altra. Un imprenditore che non ha cercato palcoscenici nazionali, ma ha scelto di giocare la sua partita sul territorio, concentrando lì investimenti, idee, scommesse.

In queste ore, la città lo ricorda soprattutto per due cose: le auto, simbolo di un’Italia che si muoveva e cambiava, e la tv locale, che per tanti anni ha portato nelle case immagini di eventi, consigli comunali, partite, feste di paese. Due mondi solo in apparenza lontani, che nella sua figura si erano intrecciati.

Indagini in corso sulle cause della morte

C’è un punto su cui tutte le testate concordano: le circostanze esatte della morte non sono ancora state rese note.
Sappiamo che:

  • il corpo è stato trovato in casa, nel territorio di Porcia, nel primo pomeriggio del 4 marzo;
  • sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia di Stato e il personale della polizia scientifica;
  • sono in corso accertamenti per chiarire cause e modalità del decesso.

Non c’è, al momento, alcun comunicato che parli di malore confermato, gesto volontario, coinvolgimento di terzi o altri scenari. Finché non arriveranno riscontri ufficiali, tutto ciò che esula da questi elementi sarebbe semplice supposizione.

Per questo, sul piano della cronaca, l’unica formula corretta resta la più asciutta: “trovato morto in casa, indagini in corso sulle cause del decesso”.

Una figura discussa, ma centrale per il territorio

Come spesso accade con gli imprenditori molto esposti, la storia di Mario Ruoso non è fatta solo di luci. Nelle cronache degli anni scorsi compaiono procedimenti e controversie legati alla sua attività nel mondo dell’auto: vicende finite nelle aule di tribunale, tra assoluzioni, multe e rinvii a giudizio.

Sono episodi che raccontano un profilo tutt’altro che neutro, un imprenditore abituato a esporsi e a difendere le proprie scelte anche quando finivano sotto la lente della magistratura. Ma in un momento come questo, la notizia che resta al centro è un’altra: la scomparsa di un protagonista della storia economica e mediatica di Pordenone, che per oltre mezzo secolo ha lasciato tracce nella città, nei capannoni, nelle concessionarie e sugli schermi delle tv locali.

Il resto – giudizi, bilanci, polemiche – è qualcosa che chi lo ha conosciuto porterà avanti, se vorrà, nel dibattito pubblico. Oggi, intanto, resta un nome in meno nel paesaggio di Pordenone.

Domande frequenti sulla morte di Mario Ruoso

Chi era Mario Ruoso?
Era un imprenditore pordenonese di 87 anni, figura storica dell’economia locale, conosciuto soprattutto come proprietario del Garage Venezia e fondatore dell’emittente televisiva Telepordenone.

Quando e dove è stato trovato morto?
È stato trovato morto nel primo pomeriggio del 4 marzo 2026, nella sua abitazione nell’area di Porcia, nel Pordenonese.

Si conoscono le cause della morte?
No. Al momento le fonti parlano solo di accertamenti in corso da parte della polizia di Stato e della polizia scientifica per chiarire cause e modalità del decesso.

Che cos’era Telepordenone?
Telepordenone era una tv locale del Friuli-Venezia Giulia, nata nel 1980 e in seguito passata sotto la proprietà di Mario Ruoso. Ha trasmesso per oltre quarant’anni, fino allo stop del segnale nel settembre 2024, diventando un punto di riferimento dell’informazione locale.

Perché il Garage Venezia è considerato “storico”?
Il Garage Venezia di Porcia è stato per anni una delle realtà più conosciute del territorio nel settore automobilistico, associata al nome di Ruoso e alla sua passione per le auto e le collezioni d’epoca. Molte testate lo indicano come uno dei pilastri dell’imprenditoria locale nel campo dei motori.