Ad Ottati, sugli Alburni, il primo pomeriggio del 4 marzo era iniziato come tanti altri. Qualche macchina che passa, il silenzio del cimitero poco fuori dal centro, gli operai che lavorano su un edificio in zona.
Poi, all’improvviso, le urla. Un uomo a terra, i colleghi che chiamano aiuto, il 118 contattato in fretta.
A cadere è stato un operaio di 47 anni, impegnato in un cantiere proprio vicino al cimitero comunale. Stava lavorando su una impalcatura quando, per motivi che nessuno ha ancora chiarito del tutto, ha perso l’appoggio ed è finito giù. Un volo di alcuni metri, abbastanza per trasformare un turno normale in un’emergenza vera.
La caduta dall’impalcatura vicino al cimitero
La scena, raccontata da chi era lì, è purtroppo sempre la stessa: ponteggio montato all’esterno dell’edificio, l’operaio che lavora in quota, poche distrazioni concesse. L’altezza viene descritta attorno ai cinque metri.
Per un attimo basta niente: un piede messo male, un asse che cede, un movimento sbagliato. L’uomo precipita e colpisce il suolo con violenza. A terra resta immobile, o quasi. I colleghi si avvicinano, provano a parlargli, si rendono conto che non si tratta del classico “scivolone” da cui ci si rialza con qualche livido.
Quando arrivano i sanitari, trovano il 47enne con traumi importanti, soprattutto alla testa e agli arti. Lo stabilizzano come possono sul posto, lo caricano in ambulanza, ma si capisce subito che il trasporto in ospedale “normale” potrebbe non bastare.
L’elicottero al campo sportivo e il volo verso Salerno
La decisione, a quel punto, è una sola: serve l’elisoccorso.
L’elicottero viene fatto atterrare al campo sportivo di Ottati, che diventa per qualche minuto il centro del paese. L’ambulanza arriva con il ferito a bordo, i sanitari lo passano rapidamente alla squadra dell’eliambulanza, lo sistemano sulle barelle e lo caricano sul velivolo.
Destinazione: ospedale “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” di Salerno, dove arrivano i casi più delicati della zona. Lì l’uomo viene affidato ai medici di pronto soccorso e ai reparti specializzati, che dovranno valutare l’entità dei danni provocati dalla caduta.
Le prime indicazioni parlano di una situazione seria, ma al momento non c’è nessuna notizia ufficiale di decesso. L’operaio è ricoverato, sottoposto agli accertamenti del caso. Il quadro clinico è delicato, ma la partita è ancora aperta e si gioca nelle prossime ore.
Carabinieri in cantiere e domande sulla sicurezza
Mentre l’uomo volava verso Salerno, a Ottati arrivavano anche le forze dell’ordine. I carabinieri hanno raggiunto il cantiere vicino al cimitero, hanno delimitato l’area, parlato con i presenti, iniziato a prendere appunti e misure.
La domanda che si fanno tutti, in casi come questo, è sempre la stessa: si poteva evitare?
Per capirlo bisognerà verificare alcune cose concrete:
- com’era montata l’impalcatura;
- se erano presenti e utilizzati i dispositivi anticaduta, come imbracature e linee vita;
- se le procedure di sicurezza erano rispettate o se, come spesso accade, qualche passaggio era stato “saltato” per fare prima.
È probabile che, oltre ai carabinieri, vengano coinvolti anche i tecnici del servizio che si occupa di sicurezza nei luoghi di lavoro, chiamati a guardare ogni dettaglio dell’allestimento e della gestione del cantiere. Non per trovare un colpevole a caso, ma per capire esattamente cosa non ha funzionato.
Lavorare in alto nei paesi dell’entroterra: rischi sottovalutati
L’incidente di Ottati racconta una realtà che chi vive in questi paesi conosce fin troppo bene. I lavori sui tetti, sulle facciate, intorno ai cimiteri o alle chiese sono all’ordine del giorno, spesso affidati a poche persone che si muovono tra un comune e l’altro portando con sé materiali, ponteggi, fretta.
Eppure, le cadute dall’alto restano una delle prime cause di incidenti gravi nei cantieri. Cinque metri possono sembrare pochi, ma per un corpo che precipita sono già un’altezza enorme. Una cintura non agganciata, un gancio dimenticato, un movimento fatto pensando ad altro: è davvero questione di attimi.
Dietro ogni caso, oltre ai verbali e alle statistiche, ci sono le stesse scene: la sirena che si sente da lontano, i vicini che si affacciano, le famiglie che aspettano notizie dall’ospedale. A Ottati, oggi, è andata esattamente così.
Un paese in attesa di notizie
In un luogo piccolo come Ottati, la notizia fa presto il giro del bar, delle case, delle chat. Qualcuno conosce l’operaio, altri conoscono la ditta, altri ancora hanno solo visto passare l’elisoccorso sopra il tetto e si sono chiesti cosa stesse succedendo.
Per il momento, le informazioni sono chiare su un punto: l’uomo è vivo, è stato portato al Ruggi, è sotto osservazione. Il resto – prognosi, eventuali interventi, tempi di recupero – lo sapranno prima i medici e la famiglia, e solo dopo, forse, finirà di nuovo sulle pagine dei giornali.
In paese, intanto, resta l’immagine di quel pomeriggio interrotto: il cimitero da una parte, il cantiere fermo dall’altra, il campo sportivo trasformato per qualche minuto in pista di atterraggio. E la speranza, semplice e concreta, che quel 47enne un giorno possa raccontare lui stesso come è andata.
Domande frequenti sull’incidente di Ottati
Dove è successo l’incidente?
L’incidente è avvenuto a Ottati, sugli Alburni, in provincia di Salerno, in un cantiere vicino al cimitero comunale.
Chi è la persona rimasta ferita?
Si tratta di un operaio di 47 anni, impegnato in lavori in quota su una impalcatura esterna.
Da che altezza è caduto?
Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo stava lavorando su una struttura alta circa cinque metri quando ha perso l’equilibrio ed è caduto a terra.
Dove è stato portato dopo i soccorsi?
Dopo il primo intervento del 118 e il trasferimento al campo sportivo di Ottati, l’operaio è stato caricato su un’eliambulanza e portato all’ospedale “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” di Salerno.
È morto?
No. Al momento non risulta alcun decesso collegato a questo incidente. L’operaio è stato trasferito in ospedale in condizioni serie ed è affidato alle cure dei medici. Parlare di “morto a Ottati” in riferimento a questo episodio non sarebbe corretto.

“Head Staff”, giornalista pubblicista laureata in letteratura, amo scrivere e apprendere costantemente cose nuove. Trovo che il mestiere del giornalista sia uno dei più affascinanti che esistano. Ti consente di apprendere, di conoscere il mondo, farti conoscere e di entrare in simbiosi con il lettore






