Beatrice Fumagalli, la prof “quasi di ruolo” star di TikTok: età, Il Collegio, libro e vita privata

Daniela Devecchi

Beatrice Fumagalli, la prof “quasi di ruolo” star di TikTok: età, Il Collegio, libro e vita privata

Una trentenne brianzola, una cattedra che cambia ogni anno, centinaia di migliaia di ragazzi che la seguono sul telefono. Beatrice Fumagalli è una di quelle figure che tengono insieme due mondi che spesso si guardano storto: la scuola e i social.

Età, origini e formazione

La carta d’identità dice 30 maggio 1994. Nel 2026 Beatrice ha 31 anni e si avvicina ai 32. È abbastanza grande da ricordare un liceo senza TikTok, ma abbastanza vicina ai suoi studenti da capirne linguaggi, meme e tempi.

Viene dall’area meratese e vive a Lomagna, in Brianza. I giornali locali l’hanno raccontata come “la prof meratese in cattedra in tv”: la classica ragazza che rimane legata al territorio e prova a muovere qualcosa da lì.

Sul piano degli studi, la sua è una vera maratona accademica:

  • Laurea triennale in Lettere moderne
  • Magistrale in Editoria, culture della comunicazione e della moda
  • Un ulteriore percorso in Filologia moderna, di cui lei stessa parla nelle bio e nelle presentazioni

Nei racconti sulla sua vita professionale torna spesso la sequenza che tanti insegnanti conoscono bene: lauree, CFU, concorsi, graduatorie, supplenze. L’idea è chiara: per arrivare davanti a una classe oggi non basta “avere la vocazione”, serve una resistenza quasi atletica.

Dal precariato alla tv: l’esperienza a Il Collegio

Prima di diventare un volto noto, Beatrice è una prof di lettere supplente, con contratti a tempo e scuole che cambiano. Il precariato non è un capitolo, è la cornice dentro cui si muove tutto il resto.

Il salto fuori dalla sola bolla social arriva con la televisione: Beatrice entra nel cast di Il Collegio, il docu-reality ambientato in un collegio “d’epoca” dove studenti e professori tornano alle regole di un’altra generazione. Viene scelta come docente di storia e geografia nella settima edizione, appare nelle prime puntate e torna come ospite più avanti.

In aula tv mantiene lo stesso registro che mostra online: niente urla gratuite, niente caricature della prof cattiva. Fermissima su regole e rispetto, ironica su tutto il resto. È quel misto che la fa riconoscere subito ai ragazzi che già la seguivano sullo schermo piccolo del telefono.

La prof che racconta scuola e precariato sui social

La vera base della sua notorietà resta comunque il mondo digitale. Su TikTok apre il profilo quando ancora molti docenti guardano la piattaforma con sospetto. Parte con POV, scenette sulla vita da prof, dialoghi immaginari con studenti e colleghi, piccoli sfoghi sul precariato. Alcuni video diventano virali e il profilo inizia a crescere stabilmente.

Nel tempo, i temi si strutturano:

  • Scuola che “fa acqua”, ma con insegnanti che provano comunque a tenerla insieme
  • Concorsi, graduatorie, percorsi abilitanti spiegati dal punto di vista di chi li sta vivendo sulla propria pelle
  • Rapporto con la Generazione Z, con i loro codici, le loro fragilità, la loro ironia

Su Instagram costruisce un racconto più quotidiano: foto da aula e treno, pile di compiti, backstage delle presentazioni, momenti di vita privata. Nella bio sintetizza tutto così: “Prof (quasi) di ruolo. Dott.ssa in Filologia moderna ed Editoria, comunicazione e moda. In elenco AGCOM”. Un modo diretto per dire che la parte “influencer” è dichiarata e regolata, non improvvisata.

Il numero preciso dei follower cambia nel tempo, ma le varie interviste e schede parlano di oltre mezzo milione di persone su TikTok e decine di migliaia su Instagram: cifre che la collocano fra i prof-creator più seguiti in Italia.

Il libro “Sopravvivere a(lla) scuola”

Nel 2022 arriva il primo libro, dal titolo già programmatico: “Sopravvivere a(lla) scuola. Manuale d’uso per giovani studenti e aspiranti insegnanti”, pubblicato da New Book Edizioni.

È un testo a metà strada tra memoir e manuale:

  • racconta il suo percorso per diventare insegnante, tra esami, CFU, graduatorie, scuole cambiate al volo;
  • prova a dare strumenti a chi sta pensando di insegnare, ma non sa bene cosa lo aspetta;
  • parla agli studenti, mostrando anche il lato umano di chi sta dall’altra parte della cattedra.

Nel libro compaiono anche altri prof-influencer, con interviste e contributi che mostrano come la scuola non si esaurisca più solo tra i banchi. La cattedra si allarga allo schermo, alle dirette, ai commenti, a una relazione con i ragazzi che continua anche fuori dall’orario scolastico.

Il volume viene presentato in biblioteche, librerie e spazi culturali, dalla Brianza a città come Bologna, dove Beatrice incontra studenti, docenti e famiglie in dialoghi che assomigliano più a una chiacchierata collettiva che a una classica presentazione frontale.

Collaborazioni, format e associazione Hopes

Accanto alla cattedra e ai social, ci sono altri capitoli importanti.

Collaborazioni didattiche e format:
Beatrice partecipa a progetti video dedicati al mondo della scuola, parla di soft skill, Gen Z, uso consapevole del digitale, orientamento. In diversi format viene invitata proprio come ponte tra la prospettiva degli insegnanti e quella degli studenti.

Impegno con Hopes:
Un altro tassello chiave è Hopes, associazione che ha sede a Trezzo sull’Adda e che si occupa di benessere femminile, percorsi per ragazze, sportelli di ascolto e progetti culturali. Beatrice viene indicata tra le fondatrici e si occupa in particolare di comunicazione e contenuti legati al digitale.

Qui i temi che affronta online – corpi, autostima, relazioni, pressione sociale – trovano una traduzione in laboratori, incontri, percorsi seguiti di persona. La figura della prof-creator si intreccia con quella dell’educatrice sul territorio.

Vita privata e curiosità

Beatrice sceglie di condividere solo una parte della sua vita privata, mantenendo un discreto margine di riservatezza.

  • È fidanzata con Mattia, che appare in qualche foto o video, senza trasformare la coppia in un contenuto fisso.
  • È legatissima al suo gatto persiano, Gattuso, protagonista di un profilo social dedicato e di molte storie. Nella sua auto-ironia, il gatto è quasi un alter ego: pigro, esigente, spesso messo al centro di sketch che parlano in realtà di stanchezza da correzioni, serate in casa, tisane e serie tv.

Non ci sono informazioni pubbliche su matrimonio o figli, e lei stessa non ne fa argomento di racconto. La scelta sembra quella di mostrare abbastanza da risultare autentica, senza spalancare ogni porta di casa.

Perché è diventata un riferimento

In un periodo in cui gli insegnanti finiscono spesso al centro delle cronache solo quando qualcosa va storto, la figura di Beatrice funziona perché mette insieme diversi piani:

  • Racconta il precariato in modo diretto, senza vittimismo ma senza edulcorare nulla.
  • Tratta i ragazzi da interlocutori reali, non da pubblico da blandire o da “nemici” da disciplinare.
  • Critica il sistema scuola, ma continua a starci dentro, cercando spiragli di cambiamento concreto.

Per molti studenti è la prova che “dall’altra parte della cattedra” può esserci qualcuno che capisce davvero le loro giornate. Per molti docenti, è la collega che dice ad alta voce quello che troppi tengono per sé.

Domande frequenti su Beatrice Fumagalli

Quanti anni ha Beatrice Fumagalli?
Beatrice è nata il 30 maggio 1994. Nel 2026 ha 31 anni e si avvicina ai 32.

Che cosa insegna?
Insegna lettere nella scuola secondaria. Ha lavorato a lungo come supplente, cambiando scuole e classi, e oggi si definisce “prof (quasi) di ruolo”, segno di un percorso verso la stabilità ormai molto avanzato.

In quale edizione de Il Collegio è comparsa?
È stata professoressa di storia e geografia nella settima edizione di Il Collegio, in onda su Rai 2, con presenza nelle prime puntate e un ritorno come ospite.

Come si chiama il suo libro e di cosa parla?
Il libro si intitola “Sopravvivere a(lla) scuola. Manuale d’uso per giovani studenti e aspiranti insegnanti”. Racconta il percorso per diventare docente oggi e offre consigli a chi sogna di insegnare o sta vivendo la scuola da studente.

Di cosa si occupa l’associazione Hopes con cui collabora?
Hopes è un’associazione di promozione sociale che lavora su benessere femminile, percorsi per ragazze, progetti di educazione e ascolto. Beatrice è coinvolta soprattutto nella parte comunicazione e nei progetti che intrecciano adolescenti, donne e uso del digitale.