Quando si svolgeranno i funerali di Domenico Caliendo? Data, orario e luogo della cerimonia a Nola

Serena Comito

Quando si svolgeranno i funerali di Domenico Caliendo? Data, orario e luogo della cerimonia a Nola

Per giorni la famiglia di Domenico Caliendo ha potuto solo aspettare.
Aspettare l’autopsia, aspettare le risposte, aspettare che il corpo del loro bambino tornasse a casa.

Adesso, finalmente, c’è una data e un’ora per l’ultimo saluto: i funerali si terranno mercoledì 4 marzo alle 15 nel Duomo di Nola, la Cattedrale di Santa Maria Assunta, nel cuore della città.

Nola ha già annunciato che si fermerà. Il Comune ha proclamato lutto cittadino per il giorno delle esequie. Non sarà una semplice cerimonia, ma un momento collettivo in cui un intero territorio proverà a stringersi attorno a una famiglia travolta da una vicenda che ha colpito tutto il Paese.

Quando e dove si terranno i funerali di Domenico Caliendo

Le testate che stanno seguendo passo passo il caso sono tutte concordi:

  • Mercoledì 4 marzo
  • Ore 15:00
  • Duomo di Nola (Cattedrale di Santa Maria Assunta)

A confermarlo è stato l’avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi, dopo l’autopsia eseguita al Secondo Policlinico di Napoli: con la conclusione dell’esame autoptico, il giudice ha disposto la restituzione della salma ai genitori, permettendo così di fissare ufficialmente la data delle esequie.

Al Duomo l’ultimo saluto inizierà già dalla mattina: dalle 11 sarà allestita la camera ardente, aperta a chi vorrà portare un fiore o una preghiera prima della messa.

Le esequie saranno celebrate dal vescovo di Nola, monsignor Francesco Marino, e secondo fonti locali è prevista anche la presenza del cardinale Mimmo Battaglia, arcivescovo di Napoli, lo stesso che il 21 febbraio aveva impartito l’estrema unzione al piccolo Domenico all’ospedale Monaldi.

Si parla anche dell’arrivo della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, attesa in città per partecipare al funerale e incontrare la famiglia, a sottolineare quanto questa storia abbia superato i confini locali diventando un caso nazionale.

Il caso del piccolo Domenico: cosa è successo prima dei funerali

Domenico aveva due anni e pochi mesi. Il 23 dicembre gli era stato trapiantato un cuore nuovo al Monaldi, uno degli ospedali di riferimento per la cardiochirurgia pediatrica. Dopo l’intervento il bambino non si è più risvegliato: è rimasto in coma farmacologico per circa sessanta giorni, fino alla morte, avvenuta il 21 febbraio.

La vicenda è diventata subito un caso giudiziario.
Al centro delle indagini, un sospetto terribile: quel cuore era davvero integro al momento dell’espianto? C’erano lesioni, tagli, problemi nati già nella prima fase, a Bolzano, dove l’organo era stato prelevato, oppure qualcosa è andato storto dopo, nel trasporto e nel trapianto a Napoli?

Sono sette i medici indagati per omicidio colposo, tra Bolzano e Napoli. Su di loro si è concentrato l’incidente probatorio di queste ore: una fase delicatissima, in cui i consulenti di tutte le parti – ben 25 periti – hanno partecipato all’autopsia per raccogliere elementi che verranno usati al processo.

Solo dopo questo passaggio tecnico, la magistratura ha dato il via libera: la salma poteva essere restituita ai genitori, e i funerali finalmente fissati.

L’autopsia e i primi risultati: nessuna lesione sul cuore espiantato

L’autopsia si è svolta oggi al Secondo Policlinico di Napoli. È durata circa tre ore, con il collegio dei periti riunito per esaminare attentamente il cuore trapiantato e gli altri reperti.

Dai primi riscontri, diffusi dai legali e dai media, emerge un punto chiave:

  • non sarebbero state riscontrate lesioni macroscopiche al cuore nella fase di espianto,
  • in particolare non è emersa la famosa lesione al ventricolo sinistro di cui si era parlato nei giorni scorsi.

Questo significa che, almeno sul piano macroscopico, il cuore prelevato a Bolzano non presenta i tagli che alcune testimonianze avevano ipotizzato. Non vuol dire che le responsabilità siano già chiare – il lavoro dei periti continua, con analisi microscopiche e anatomopatologiche che richiederanno mesi – ma sposta l’attenzione su ciò che è accaduto dopo l’espianto: trasporto, conservazione, trapianto, gestione del post operatorio.

Il chirurgo che ha operato Domenico al Monaldi, Guido Oppido, ha dichiarato di aver “fatto tutto quello che doveva fare, anche bene”, presentandosi come “vittima” della vicenda. Parole che hanno suscitato reazioni dure dall’avvocato della famiglia, che continua a chiedere verità su ogni fase del percorso del bambino.

Di certo, per ora, c’è solo una cosa: la relazione finale dei periti arriverà non prima di settembre, ma i funerali non potevano aspettare oltre.

Nola e il lutto cittadino per l’ultimo saluto a Domenico

A Nola, il nome di Domenico non è più solo quello di un bambino della zona finito in un ospedale del capoluogo. È diventato il simbolo di una ferita collettiva.

Per questo il Comune ha deciso di proclamare lutto cittadino per mercoledì 4 marzo: negozi con le serrande abbassate durante la funzione, bandiere a mezz’asta, scuole e uffici invitati a rispettare un momento di raccoglimento.

Il Duomo sarà il centro di tutto: in molti arriveranno non solo da Nola, ma da altri comuni dell’area nolana e vesuviana. Ci saranno i genitori, i familiari più stretti, gli amici, i compagni di lavoro del padre, i compagni di scuola della sorellina, le associazioni che in questi giorni hanno espresso solidarietà.

La presenza annunciata di autorità civili e religiose di primo piano – dal vescovo di Nola al cardinale Battaglia, fino alla possibile partecipazione della premier – renderà ancora più evidente il contrasto tra la grande scena istituzionale e la dimensione familiare e intima di un lutto che, alla fine, resta quello di due genitori che seppelliscono un figlio di due anni.

Mercoledì, alle 15, tutto si concentrerà in pochi gesti: la bara bianca portata a spalla, il silenzio fuori dal Duomo, le lacrime di chi sta dentro, le domande di chi è rimasto fuori. Le risposte giudiziarie arriveranno – forse – più avanti. Nola, intanto, farà ciò che una comunità può fare in questi casi: fermarsi e accompagnare Domenico nell’ultimo tratto del suo viaggio.

Domande frequenti sui funerali di Domenico Caliendo

Dove sarà allestita la camera ardente prima del funerale?
Il feretro sarà portato al Duomo di Nola già in tarda mattinata. Dalle ore 11 circa sarà possibile dare l’ultimo saluto al piccolo Domenico all’interno della Cattedrale, dove verrà allestita una camera ardente aperta alla comunità.

Chi celebrerà il funerale e chi parteciperà?
La messa sarà celebrata dal vescovo di Nola, Francesco Marino. È prevista la partecipazione del cardinale Mimmo Battaglia, arcivescovo di Napoli, che aveva già fatto visita al bambino al Monaldi, e sono attese diverse autorità civili. Fonti locali parlano anche della possibile presenza della presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Cosa è emerso finora dall’autopsia sul cuore trapiantato a Domenico?
Dai primi risultati dell’autopsia, eseguita al Secondo Policlinico di Napoli, non sono emerse lesioni macroscopiche al cuore espiantato, né il taglio al ventricolo sinistro di cui si era parlato. Questo esclude, almeno a una prima analisi, danni evidenti causati nella fase di espianto a Bolzano. Le indagini continuano e i periti hanno 120 giorni per depositare la relazione completa, che analizzerà anche trasporto, trapianto e gestione post operatoria.