Poncarale in lutto: è morto a 14 anni Andrea Ferrari, il paese e la scuola di Montirone lo salutano così

Serena Comito

Poncarale in lutto: è morto a 14 anni Andrea Ferrari, il paese e la scuola di Montirone lo salutano così

Sul cancello che dà sul cortile, al posto dei disegni dei bambini, qualcuno ha appeso un cartello con una frase semplice: “Ciao Andrea, continua a sorriderci”. Poi silenzio. Insegnanti, bambini, genitori: tutti sapevano perché quel foglio era lì e nessuno aveva davvero voglia di parlare.

Andrea Ferrari, 14 anni, si è spento dopo una lunga malattia. Viveva a Poncarale, nella Bassa bresciana, e proprio a Montirone aveva frequentato la scuola elementare. Due paesi vicini che, nel giro di poche ore, si sono ritrovati uniti dallo stesso lutto e dalla stessa domanda: come si fa a salutare un ragazzo così giovane?

Il silenzio davanti alla scuola di Montirone

La scena davanti alla primaria racconta meglio di qualunque comunicato cosa stia succedendo. Niente dichiarazioni ufficiali, nessuna frase di circostanza: solo una scuola che si ferma.

All’ingresso, il cartello con il saluto ad Andrea è diventato il punto in cui si concentrano sguardi e pensieri. I bambini entrano in classe più piano del solito, qualcuno stringe la mano della mamma più forte, altri cercano le maestre con gli occhi.

Dentro le aule le domande sono sempre le stesse, quelle che arrivano ogni volta che la morte entra nella vita di un bambino: “Perché?”, “Perché proprio lui?”, “È ancora malato?”. Gli adulti provano a rispondere con delicatezza, a spiegare che Andrea ha lottato a lungo e che ora non soffre più. Ma la verità è che, davanti a un banco vuoto, anche per loro non è facile trovare le parole.

Quella scritta sul cancello, «continua a sorriderci», dice tutto: Andrea non è solo un nome sul registro, è un volto che ha lasciato un segno.


Chi era Andrea Ferrari

Andrea era un ragazzo di Poncarale, uno di quelli che incontri al campetto, all’oratorio, in bicicletta per le vie del paese. La sua infanzia l’ha divisa tra casa e scuola, tra Poncarale e Montirone, dove aveva frequentato le elementari costruendosi amicizie che lo hanno accompagnato anche dopo.

Attorno a lui c’è una famiglia grande e molto unita. Lo piangono mamma Giovanna e papà Enrico, i nonni Rosa con Angelo e Rita con Ermanno, le zie Marina, Francesca con Marco, Sabrina con Marco, e i cugini Michele, Francesco e Alessandro. A questi si aggiungono gli amici, i compagni di scuola, i vicini di casa, i tanti che lo hanno incontrato negli anni di malattia.

Di lui tutti ricordano la stessa cosa: il sorriso. Nonostante visite, ricoveri, terapie, Andrea è rimasto “quel ragazzo che ti guardava e sorrideva sempre”, come raccontano in molti. Il tipo di presenza che riesce a tenere su di morale anche chi, in teoria, dovrebbe consolare lui.

La lunga malattia e l’abbraccio degli ospedali

Le cronache parlano di una “lunga malattia”. Nessun dettaglio in più, ed è giusto così: la diagnosi precisa resta un fatto privato, custodito dalla famiglia e dai medici che lo hanno seguito.

Quello che si può dire è che il nome di Andrea, negli ultimi anni, è stato legato a un reparto in particolare: l’oncologia pediatrica degli Spedali Civili di Brescia. Qui ha trovato medici, infermieri e volontari abituati a gestire non solo cartelle cliniche, ma anche paure, attese, speranze di bambini e genitori.

Accanto alla famiglia c’è stata anche ABE, l’Associazione Bambino Emopatico, che a Brescia da decenni affianca i piccoli pazienti con patologie ematologiche e oncologiche, offrendo sostegno concreto ai reparti e alle famiglie. Proprio ad ABE i genitori di Andrea hanno chiesto di destinare eventuali offerte: niente fiori, ma donazioni per chi ogni giorno combatte la stessa battaglia vissuta da loro.

Negli ultimi giorni, quando le cure non bastavano più, Andrea è stato seguito all’Hospice “Il Gabbiano” di Pontevico, struttura che accompagna bambini e ragazzi nelle fasi finali della malattia cercando di rendere quel tratto di strada il più umano possibile. Lì hanno continuato a stargli vicino i genitori, i nonni, i parenti, senza lasciarlo mai solo.

Il funerale a Poncarale

L’ultimo saluto ad Andrea è fissato per martedì 3 marzo, alle 15, nella parrocchia di Borgo Poncarale. Il corteo parte da casa, in via Michele Capra 15, e attraverserà le vie del paese prima di arrivare in chiesa.

A stringersi intorno alla famiglia ci saranno Poncarale, Montirone e tutta la Bassa bresciana: i compagni di classe di oggi e di ieri, gli insegnanti che lo hanno visto crescere, i genitori degli altri bambini, gli amici conosciuti nei corridoi degli ospedali e all’hospice, chi lo ha incrociato solo per un periodo ma non lo ha più dimenticato.

Dopo la cerimonia, il feretro proseguirà verso il Tempio crematorio. Anche lì la richiesta della famiglia resta la stessa: al posto dei fiori, un contributo ad ABE. È un modo per fare in modo che la storia di Andrea non finisca con un funerale, ma continui in qualcosa di concreto, destinato ad altri bambini che stanno vivendo la stessa lotta.

Un dolore che prova a diventare aiuto

La morte di un ragazzo di quattordici anni è qualcosa che non si riesce mai a razionalizzare. Colpisce nel profondo, manda in crisi le certezze, fa sembrare inutili le frasi pronte. Eppure, in mezzo a questo dolore, la comunità di Poncarale e Montirone sta provando a fare l’unica cosa possibile: trasformare almeno una parte di questa sofferenza in aiuto per qualcun altro.

La scelta di sostenere ABE nasce proprio da qui. Ogni donazione, piccola o grande che sia, servirà a migliorare le condizioni di chi oggi si trova in quelle stanze, negli stessi corridoi, tra gli stessi macchinari che Andrea ha conosciuto. È una forma di continuità silenziosa: lui non c’è più, ma qualcosa di buono può ancora accadere nel suo nome.

E quel cartello appeso al cancello della scuola di Montirone, «continua a sorriderci», in fondo significa anche questo: il sorriso di Andrea può continuare a riflettersi sui volti di altri bambini, se chi lo ha amato sceglie di agire, non solo di ricordare.

Domande frequenti sul caso di Andrea Ferrari

Chi era Andrea Ferrari?
Andrea Ferrari era un ragazzo di 14 anni residente a Poncarale, in provincia di Brescia. Aveva frequentato la scuola primaria di Montirone ed era molto legato sia al suo paese sia agli insegnanti e ai compagni conosciuti alle elementari. Chi lo ha incontrato lo ricorda come un ragazzo solare, gentile, con un sorriso capace di farsi notare anche nei momenti più difficili.

Di cosa è morto Andrea Ferrari?
Secondo quanto riferito da famiglia e fonti locali, Andrea è morto dopo una lunga malattia seguita in oncologia pediatrica agli Spedali Civili di Brescia. Non è stata resa pubblica la diagnosi precisa: per rispetto della privacy, i familiari hanno parlato solo di un percorso lungo e impegnativo, accompagnato da medici, infermieri e dall’associazione ABE che sostiene i bambini con patologie ematoncologiche.

Dove si svolgono i funerali di Andrea?
Il funerale di Andrea è fissato nella parrocchia di Borgo Poncarale. Il corteo parte dall’abitazione di famiglia, in via Michele Capra 15, per poi raggiungere la chiesa dove parenti, amici, vicini di casa, insegnanti e compagni di scuola possono salutarlo per l’ultima volta prima della cremazione al Tempio crematorio.

Perché la famiglia chiede donazioni ad ABE invece dei fiori?
Nel necrologio i genitori e i nonni di Andrea hanno chiesto espressamente “non fiori ma donazioni ad ABE”, l’Associazione Bambino Emopatico di Brescia. È il modo scelto per ringraziare chi è stato accanto ad Andrea durante la malattia e per trasformare il dolore di oggi in un aiuto concreto ad altri bambini e ragazzi seguiti in oncologia pediatrica, mantenendo vivo il suo ricordo attraverso un gesto di solidarietà.