Quando un nome resta legato a un’idea forte, la notizia della morte non è mai solo un necrologio.
Nel caso di Piero Delpanno, per molti legato al marchio Floky e al mondo della calzetteria sportiva tecnica, la scomparsa annunciata a inizio marzo 2026 dalle onoranze funebri di Travagliato ha fatto subito il giro delle chat e dei contatti del settore.
Online, il suo volto e il suo curriculum parlano di un imprenditore bresciano che negli ultimi anni aveva deciso di spingere sull’innovazione: calze biomeccaniche per lo sport, brevetti, una società costruita insieme al socio Marco Coffinardi, con sede a Bagnolo Mella.
Poi c’è l’altra parte, quella che non passa dai comunicati ma dalla sezione “necrologi” di una piccola impresa di onoranze funebri: i messaggi alla compagna, alla madre, alla figlia, gli amici che parlano di “classe 1971” e di un pezzo di generazione che se ne va.
La causa della morte, al momento, non è stata resa pubblica da nessuna fonte ufficiale. Di certo c’è solo che Piero Delpanno è morto nel 2026 e che la sua comunità – familiare, professionale, sportiva – lo sta salutando tenendo insieme azienda e vita privata, innovazione e affetti.
Chi era Piero Delpanno
Chi ha incrociato il suo nome in questi anni lo ha quasi sempre trovato affiancato alla parola Floky.
Sul profilo ufficiale dell’azienda, Floky viene descritta come una realtà nata nel 2018 a Bagnolo Mella, in provincia di Brescia, specializzata in calze biomeccaniche per lo sport, con un team di 11–50 dipendenti e una base in via Padre Giovanni Piamarta.
Dietro a quel marchio ci sono due persone: Marco Coffinardi e Piero Delpanno. Articoli di settore e interviste raccontano la storia in modo abbastanza coincidente: Coffinardi porta in dote oltre trent’anni di esperienza nella serigrafia, Delpanno arriva dal mondo della calzetteria sportiva, con anni passati nella produzione conto terzi. A un certo punto capiscono che insieme possono creare qualcosa che sul mercato non c’è ancora.
Nel 2018 nasce Floky. L’idea è chiara: calze tecniche che non siano solo comode, ma che seguano davvero la biomeccanica del piede e della gamba, senza fili interni né cuciture, con grip particolari e inserti studiati per ridurre l’usura del corpo, aumentare la performance e migliorare il recupero. A raccontarlo, qualche anno fa, sono stati proprio Coffinardi e Delpanno, in un’intervista che li presentava come “gli inventori della calza biomeccanica per lo sport del futuro”.
Nelle schede professionali online Piero Delpanno compare come Founder | CEO – Floky “Change Your Step”, con base in provincia di Brescia e un network di contatti che unisce runner, aziende sportive, consulenti e partner tecnici.
Dalle calze tradizionali all’innovazione Floky
Per capire cosa ha rappresentato il suo lavoro, bisogna tornare a un’industria storica italiana: quella della calzetteria.
Lombardia e Brescia, su questo, hanno un passato lungo: calzifici familiari, aziende che producono per marchi esteri, distretti specializzati. Nelle pagine economiche e negli archivi online compare anche il nome “Calzificio F.lli Troncana & Delpanno s.n.c.”, con sede a Travagliato, stessa area geografica del necrologio di Piero Delpanno e delle onoranze funebri che hanno annunciato la sua morte.
Floky nasce come evoluzione di questo mondo: non più solo calza come prodotto tessile, ma come dispositivo tecnico, con brevetti, studio dei materiali, collaborazione con esperti di biomeccanica come Mauro Testa. Gli articoli che raccontano l’azienda parlano di calze anti-odore, anti-strappo, anti-scivolo, con suole antiscivolo adatte anche a pavimenti bagnati e inserti a base di polveri di rame per stimolare la pianta del piede.
Nel 2020 Floky lancia anche una campagna di equity crowdfunding per crescere ulteriormente: è un passaggio tipico delle startup, ma per un marchio di calze nato da un calzificio artigianale è un salto simbolico importante. Significa passare dal laboratorio e dai telai alle piattaforme di investimento online, cercando soci che credano nella stessa idea.
In questo percorso, il nome di Piero Delpanno è sempre lì: accanto al marchio, ai brevetti, alle presentazioni, alle foto di prodotto. Anche sul suo profilo Instagram personale, tra le immagini compaiono scatti legati al brand, con il claim “Floky cresce sempre più… Change your step”, segno di un coinvolgimento che va oltre il semplice ruolo formale.
L’imprenditore, l’artigiano, il musicista
Non c’è solo l’azienda.
In rete, cercando il suo nome, si trova anche un’altra parte della sua vita: quella musicale. Su portali dedicati alle band e agli eventi, Piero Delpanno viene indicato come chitarrista e voce del gruppo “The Last Train Acoustic”, formazione bresciana di cover pop-rock anni ’70–’80. Un dettaglio che racconta un profilo diverso dal solo imprenditore tecnico: c’è anche la scena, il palco, gli strumenti, la passione per la musica condivisa con amici e pubblico.
È il classico doppio binario di tanti piccoli imprenditori italiani: il lavoro in azienda, tra produzione, clienti, fiere di settore, e poi la sera o nel weekend la dimensione più creativa, fatta di concerti e prove in sala.
In questo incastro tra artigianato, innovazione e musica c’è una parte della sua identità pubblica: quella di un uomo che ha passato decenni dentro il mondo delle calze, ma che non ha mai smesso di cercare una forma espressiva personale.
La famiglia e il cordoglio di Travagliato
Se la parte lavorativa è raccontata da interviste e profili business, quella umana emerge in modo potente da un’altra pagina: il necrologio pubblicato dalle Onoranze Funebri Franzoni Tamburi di Travagliato, nel Bresciano.
Lì, tra i commenti lasciati online, si trova il pezzo che di solito resta fuori dai comunicati:
- chi parla di “classe 1971” e scrive che “una parte di quella generazione se ne va”, lasciando intendere l’età e il contesto in cui Piero è cresciuto;
- chi si rivolge direttamente a Manuela, con parole di vicinanza, facendola emergere come compagna al centro del lutto;
- chi rivolge un pensiero speciale alla “piccola Sofia”, chiedendo che possa sentire sempre la presenza del suo papà;
- chi nomina la madre Peppina, in frasi che parlano apertamente di una mamma che perde un figlio.
Non ci sono dettagli sulla dinamica della morte, né sulla malattia o su eventuali incidenti. Nessuna testata, al momento, ha pubblicato un articolo di cronaca su di lui. L’unico dato concreto è l’elenco dei necrologi recenti sul sito dell’impresa funebre: il suo nome in cima, accanto a quelli di altri defunti della zona.
Questa assenza di cronaca è significativa. Racconta una morte che, almeno finora, è rimasta in un perimetro più privato, affidata al passaparola, ai messaggi, alle cerimonie in chiesa. E conferma quanto sia importante, dal punto di vista giornalistico, fermarsi esattamente dove finiscono i fatti verificabili.
Il ricordo di chi lo ha conosciuto
Il necrologio, in casi come questo, diventa un mosaico.
C’è chi scrive a Manuela di “immenso dolore”, chi ringrazia Piero per la gentilezza e la collaborazione sul lavoro, chi si limita a un “ti siamo vicini” che, in questi contesti, ha il peso delle parole dette con la voce rotta.
In un altro necrologio pubblicato sempre da Franzoni, quello di Gemma Bertozzi nel 2025, compare una firma collettiva che suona quasi come la fotografia di un nucleo familiare: “Un abbraccio… Peppina, Manuela, Piero Delpanno”.
È un frammento di vita quotidiana che oggi torna a galla al contrario: dodici mesi fa erano loro a consolare qualcun altro, oggi sono gli altri a stringersi attorno a loro.
Nel frattempo, sul fronte professionale, i canali ufficiali di Floky continuano a raccontare l’azienda, le partnership con squadre sportive, i nuovi modelli di calze biomeccaniche. Il marchio va avanti, come succede spesso quando un’impresa è diventata più grande del singolo fondatore.
Quel che resta legato al suo nome, però, è l’idea iniziale: prendere un prodotto “povero” e tradizionale come una calza e trasformarlo in un oggetto tecnologico, in grado – almeno nelle intenzioni – di ridurre infortuni, migliorare performance, aiutare il corpo a sopportare sforzi e chilometri.
Perché la sua storia parla anche al presente
La vita e la morte di Piero Delpanno si inseriscono in una traiettoria tipicamente italiana: piccole imprese, distretti tessili, innovazione nata dal basso, crowdfunding, collaborazione con esperti e atleti, marchi che cercano spazio in un mercato globale affollato.
La sua scomparsa lascia un vuoto prima di tutto nella sua famiglia, poi nel tessuto imprenditoriale bresciano e nel mondo di Floky. Ma lascia anche una traccia utile da raccontare: quella di un artigiano-imprenditore che non si è limitato a fare “calze come tutte le altre”, ma ha provato a ripensarle, a spingerle un po’ più in là.
In un tempo in cui la cronaca parla spesso degli imprenditori solo quando falliscono o finiscono in tribunale, raccontare vite come la sua – con i limiti di ciò che è pubblico, senza scavalcare il confine del privato – significa ricordare che una parte dell’economia reale italiana è fatta esattamente da persone così: un laboratorio, un’idea, una famiglia, un quartiere che conosce il tuo nome.
Il resto, d’ora in poi, lo faranno i prodotti che ha contribuito a creare e il ricordo di chi, in questi giorni, gli sta dicendo addio.
“Head Staff”, giornalista pubblicista laureata in letteratura, amo scrivere e apprendere costantemente cose nuove. Trovo che il mestiere del giornalista sia uno dei più affascinanti che esistano. Ti consente di apprendere, di conoscere il mondo, farti conoscere e di entrare in simbiosi con il lettore






