C’è una foto che racconta bene la sua storia recente: lui che entra in studio in piedi, appoggiandosi ma senza carrozzina, il pubblico che si alza in piedi e gli occhi lucidi un po’ di tutti. Quel ragazzo è Daniele Scardina, per tutti King Toretto, uno che prima ha imparato a incassare sul ring e poi, suo malgrado, nella vita.
Per anni il suo nome è stato sinonimo di pugilato italiano: cinture internazionali, notti a Milano, trasferte a Miami, il personaggio tatuato e sorridente che entrava sul ring sulle note rap. Poi, il 28 febbraio 2023, il colpo che nessuno si aspettava: un malore in allenamento, un’operazione d’urgenza alla testa, il coma, la paura di non farcela.
Oggi, al 2 marzo 2026, la storia è diversa: la boxe agonistica è alle spalle, ma la lotta più importante è quella per tenersi stretta la sua seconda vita.
Età, origini e soprannome King Toretto
Daniele Marco Scardina è nato il 2 aprile 1992 a Rozzano, cintura sud di Milano. Il papà è di origini siciliane, la mamma pugliese: un mix di Sud trapiantato nella periferia milanese, con tutte le sfumature del caso.
Da ragazzino non arriva subito alla boxe: ci entra grazie a uno zio che lo porta in palestra. Da lì in poi è un crescendo di allenamenti, guantoni consumati e sogni sempre più grossi.
Il soprannome “King Toretto” nasce in palestra e poi viene adottato da tutti: “King” per l’ambizione, “Toretto” per il fisico compatto, la passione per i motori e un certo immaginario un po’ alla Fast & Furious che lo accompagna fin dagli inizi. Con quel nome si presenterà al mondo, sul ring e in TV.
Carriera sul ring: dai primi guantoni ai titoli internazionali
Prima di diventare professionista, Scardina fa la trafila dilettantistica: parte dalla palestra di quartiere, arriva ai tornei nazionali, vince il Guanto d’Oro, entra nel giro della nazionale e assaggia le World Series of Boxing. Sono anni di valigie sempre pronte e pochi riflettori, ma di esperienza ne accumula tanta.
La svolta arriva con il trasferimento a Miami: si allena alla storica 5th Street Gym, tempio della boxe mondiale. Qui trova un ambiente durissimo ma perfetto per fare il salto: sparring con pugili di livello internazionale, ritmi folli, una disciplina che ti spezza o ti forgia.
Nel 2015 debutta tra i professionisti. Da lì mette in fila vittorie su vittorie, fino ad arrivare a un record di 20 successi e una sola sconfitta. In mezzo ci sono:
- una cintura WBA Fedecaribe dei supermedi,
- il titolo IBF International dei pesi supermedi,
- il titolo dell’Unione Europea (EBU),
- e il titolo WBO Intercontinental.
Per gli appassionati di boxe, a un certo punto, Scardina non è più solo “il fidanzato di” o il ragazzo tatuato in TV: è uno che si è costruito da zero un curriculum vero, da contender europeo.
La prima grande botta sportiva arriva nel maggio 2022, quando perde per KO tecnico contro Giovanni De Carolis. Un campione può capitolare, succede. Nella testa di molti, e anche nella sua, è l’inizio di un nuovo capitolo: si parla di rivincita, di cambio categoria, di una nuova versione di King Toretto.
Invece di un nuovo match, però, arriva qualcosa di molto più serio.
Il malore del 2023 e la lotta per tornare in piedi
Il 28 febbraio 2023 Scardina si sta allenando in vista di un rientro sul ring in una categoria di peso superiore. L’allenamento non è dei più duri, nulla fa pensare a un pericolo imminente. All’improvviso, però, si sente male: dolore, crollo a terra, sirene dell’ambulanza.
Arriva all’ospedale Humanitas di Rozzano in codice rosso. I medici parlano di emorragia cerebrale, lo portano subito in sala operatoria, lo sottopongono a un intervento alla testa. Le prime ore sono un’incognita totale. Viene sedato, entra in coma farmacologico, il quadro è delicatissimo.
Per settimane resta tra rianimazione e terapia intensiva. La famiglia parla pochissimo, filtra solo l’essenziale: è vivo, è stabile, la strada è lunga. Quando finalmente esce dal coma, non è “semplicemente” sveglio: deve reimparare tutto.
Respirare senza macchinari, deglutire, mangiare, sostenere il busto, sedersi, stare in piedi, muovere i primi passi: per chi guarda da fuori sono gesti automatici, per lui diventano una nuova scalata.
Passano mesi in ospedale, poi una lunga permanenza in una clinica di riabilitazione neurologica. Quasi dieci mesi tra letti d’ospedale e corridoi di centri specializzati, fino al 20 dicembre 2023, quando finalmente può tornare a casa.
Come sta oggi: seconda vita e nuovi progetti
Oggi, a inizio 2026, Scardina racconta la sua storia come una seconda nascita. Non è più il pugile che pensa a classifiche e titoli: è un uomo che ha imparato a essere felice del fatto di poter camminare, parlare, abbracciare i suoi cari.
Cammina ancora con fatica, l’andatura non è quella di prima, ma il fatto stesso di vederlo entrare in uno studio televisivo sulle sue gambe è già qualcosa che pochi, nel 2023, si sarebbero sentiti di dare per scontato.
Ha trasformato il suo percorso in un racconto pubblico: interviste, ospitate, un libro autobiografico in cui mette nero su bianco non solo le vittorie sul ring, ma anche i KO della vita e la risalita.
Al centro c’è sempre Rozzano. La città lo ha visto crescere, lo ha celebrato da campione e lo ha abbracciato dopo il malore. Lui restituisce con progetti concreti: una serata di pugilato in piazza per festeggiare il suo ritorno, e l’idea di una palestra aperta anche a persone con disabilità, dove la boxe diventa uno strumento di inclusione e riabilitazione, non solo di spettacolo.
Per quanto riguarda il futuro agonistico, la linea è prudente: c’è stato un ritorno simbolico sul ring, un evento nella sua città, ma nessuno parla davvero di un rientro stabile nel grande circuito. L’etichetta che lo descrive meglio, oggi, è quella di ex pugile e testimone di resilienza, più che di atleta in attività.
Vita privata, TV, fede e tatuaggi
Fuori dal ring, Scardina è finito spesso sulle pagine di gossip. La relazione con Diletta Leotta, tra il 2019 e il 2020, lo ha portato a un pubblico che normalmente non segue la boxe: foto di coppia, prime pagine, interviste di costume. Dopo quella storia, la sua vita sentimentale è rimasta molto più coperta: qualche voce su nuove frequentazioni, ma niente di davvero esibito.
In TV molti lo ricordano per la partecipazione a Ballando con le stelle, dove ha mostrato un lato più leggero, autoironico, lontano dalla faccia dura del pugile. L’esperienza nel dance show gli ha dato visibilità anche come personaggio televisivo, prima ancora del malore.
Un altro tratto importante è la fede. Durante gli anni americani si avvicina a una chiesa evangelica, e ancora oggi racconta di sentirsi sostenuto da qualcosa di più grande di lui. Nei momenti più duri della riabilitazione, la spiritualità è una delle ancore a cui si aggrappa.
Impossibile non parlare dei tatuaggi: il volto di Mike Tyson sul fianco, la scritta “My Lord” sulla nuca, “Scardina Team” sull’addome, simboli, frasi e volti che raccontano la sua storia come un album di famiglia. Il corpo, per lui, è una sorta di diario disegnato: ogni tatuaggio è un capitolo.
Domande frequenti su Daniele Scardina
Quanti anni ha Daniele Scardina?
Daniele Scardina è nato il 2 aprile 1992 a Rozzano, in provincia di Milano. Nel 2026 ha quindi 34 anni.
Perché lo chiamano King Toretto?
Il soprannome “King Toretto” nasce tra palestra e amici: “King” richiama la voglia di arrivare in alto, “Toretto” rimanda al fisico compatto e a un immaginario da film d’azione che lui ha sempre amato. È diventato il suo marchio sul ring.
Che cosa è successo a Daniele Scardina nel 2023?
Il 28 febbraio 2023, durante un allenamento, ha avuto un malore per emorragia cerebrale. È stato operato d’urgenza, è rimasto in coma farmacologico e ha iniziato una lunga riabilitazione per tornare a parlare, muoversi e poi camminare.
Come sta oggi Daniele Scardina?
Oggi Scardina cammina di nuovo, anche se con fatica, parla con lucidità e continua un percorso di riabilitazione. Non è tornato alla boxe agonistica, ma si sta costruendo una seconda vita tra testimonianze, progetti sociali e iniziative legate alla sua città.
Daniele Scardina è ancora un pugile in attività?
Dal punto di vista agonistico viene considerato ex pugile: la carriera ad alto livello si è interrotta con il malore del 2023. Ci sono stati eventi simbolici sul ring, ma il suo futuro, oggi, sembra più legato a progetti sociali e al racconto della sua esperienza che alle grandi sfide per un titolo.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






