«Un giorno i miei figli diranno: mamma non si è mai arresa… mamma ha lottato per lei e per noi».
Il ricordo di Francesca Galasso comincia da qui, da una frase scelta dalla famiglia e messa in cima all’annuncio funebre. Poche righe, ma abbastanza per far capire che dietro quel nome c’era una donna che non ha mollato fino all’ultimo, e due figli che oggi si ritrovano senza il suo punto fermo.
Francesca è morta a 53 anni, a Garbagnate Milanese. La sua scomparsa è stata annunciata dai figli Simone e Daniele, insieme alla mamma, al papà, al fratello Mimmo, agli amici e ai parenti che in questi giorni si stanno stringendo attorno alla famiglia.
Chi era Francesca Galasso
Di Francesca non esistono profili pubblici, interviste o articoli che ne raccontino il lavoro, il percorso, le passioni. C’è però una traccia chiara: quella di una donna di mezza età, madre di due figli, con entrambi i genitori ancora in vita e un fratello che la nomina per primo nel saluto.
In un annuncio funebre, scegliere parole come «non si è mai arresa» e «ha lottato per lei e per noi» non è mai casuale. Sono frasi che lasciano intravedere un percorso fatto di fatica, resistenza, cure, giornate in salita. Non dicono perché se ne sia andata, e nessuno è tenuto a saperlo, ma raccontano il modo in cui ha affrontato l’ultima parte del viaggio: a testa alta, tenendo lo sguardo sui figli.
A Garbagnate, un nome come il suo non è quello di un personaggio famoso. È quello di una donna che incroci al supermercato, a scuola, in parrocchia, in coda alla posta. Una di quelle presenze che ti accorgi di dare per scontate finché non arriva la notizia che non ci sono più.
Il saluto della famiglia
Nell’annuncio compaiono tutti, uno accanto all’altro: Simone e Daniele, la mamma, il papà, il fratello Mimmo, gli amici e i parenti. È la fotografia di una famiglia che si ritrova a fare i conti con una perdita che spezza la generazione di mezzo: una figlia che se ne va prima dei genitori, una madre che lascia due ragazzi nel momento in cui la sua presenza serve ancora, e tanto.
Il riferimento ai figli è centrale, messo in apertura, quasi a dire che il metro con cui verrà ricordata Francesca sarà proprio questo: come mamma, come donna che ha «lottato per lei e per noi». Non ci sono curriculum, incarichi, ruoli pubblici. C’è il legame più semplice e allo stesso tempo più profondo: quello tra una madre e i suoi figli.
In questi casi, il linguaggio dei necrologi è sempre sobrio. Ma chi ha esperienza di lutti sa leggere tra le righe: quando si ringraziano «tutti coloro che interverranno alla cerimonia funebre» non è una formula fatta, è un invito a esserci, a farsi vedere, a lasciare una stretta di mano, uno sguardo, una parola che aiuti almeno a non sentirsi soli.
Il funerale a Garbagnate Milanese
Le esequie di Francesca Galasso sono state fissate a martedì 3 marzo, alle 9.30, nella chiesa di San Giuseppe Artigiano a Garbagnate Milanese. Quindici minuti prima della messa, alle 9.15 circa, verrà recitato il rosario, come da tradizione per chi vuole fermarsi un momento in più, in silenzio, prima della funzione.
La salma è composta nella casa funeraria di Garbagnate, in viale Carlo Forlanini, dove amici, colleghi e conoscenti possono passare per un ultimo saluto. Al termine della celebrazione religiosa è previsto un servizio di cremazione, scelta sempre più frequente anche nelle comunità dell’hinterland milanese.
Per molti sarà una mattina qualunque: scuole aperte, uffici che lavorano, traffico in tangenziale. Per chi conosceva Francesca, invece, il 3 marzo resterà il giorno in cui la chiesa di San Giuseppe Artigiano si riempie di volti, abbracci e ricordi sussurrati a bassa voce.
Una comunità che si stringe attorno a Simone e Daniele
Quando muore una persona di 53 anni, la prima reazione è spesso l’incredulità. È un’età in cui si fanno progetti, non bilanci. È un momento in cui ci si divide tra il pensiero dei propri genitori anziani e il futuro dei figli.
È qui che entra in gioco la comunità. A Garbagnate, come in tanti altri paesi e città, la rete di relazioni quotidiane – i vicini di casa, le mamme e i papà incontrati anni fa all’uscita da scuola, i colleghi, chi ha condiviso pezzi di strada con lei – ha un ruolo fondamentale: stringersi attorno a Simone e Daniele, ma anche ai nonni e allo zio Mimmo, perché il vuoto lasciato da Francesca non resti muto.
Ci saranno frasi ripetute, inevitabili: «era troppo giovane», «non è giusto», «non ci sono parole». E in effetti, spesso, parole giuste non ce ne sono. Quello che resta sono i gesti: la presenza al funerale, un messaggio, una visita in casa, la disponibilità pratica che nei mesi successivi fa la differenza.
Francesca, per come la racconta la frase scelta nell’annuncio, sarà ricordata come una donna che «non si è mai arresa» e che ha lottato «per lei e per noi». Adesso il compito si sposta sugli altri: fare in modo che quella lotta non sia stata vana, accompagnando i suoi figli in un pezzo di strada che lei avrebbe voluto percorrere con loro.
Domande frequenti sulla morte di Francesca Galasso
Quanti anni aveva Francesca Galasso quando è morta?
Francesca Galasso è morta a 53 anni.
Dove viveva Francesca Galasso?
L’annuncio funebre indica come riferimento Garbagnate Milanese, comune dell’hinterland di Milano.
Chi piange la sua scomparsa?
Nel necrologio vengono citati i figli Simone e Daniele, la mamma, il papà, il fratello Mimmo, oltre ad amici e parenti tutti.
È nota la causa della morte?
No, la causa della morte non è indicata nell’annuncio funebre e non esistono al momento articoli o comunicazioni ufficiali che ne parlino. L’unico elemento pubblico è la frase scelta dalla famiglia, che sottolinea come Francesca «non si è mai arresa» e «ha lottato per lei e per noi», senza però entrare nei dettagli.
“Head Staff”, giornalista pubblicista laureata in letteratura, amo scrivere e apprendere costantemente cose nuove. Trovo che il mestiere del giornalista sia uno dei più affascinanti che esistano. Ti consente di apprendere, di conoscere il mondo, farti conoscere e di entrare in simbiosi con il lettore






