Notte tragica in A1 vicino a Castelfranco Emilia: muore un uomo di 72 anni in un tamponamento a catena

Serena Comito

Notte tragica in A1 vicino a Castelfranco Emilia: muore un uomo di 72 anni in un tamponamento a catena

Nel cuore della notte l’autostrada sembra un posto a parte, con poche auto, luci lontane e silenzi lunghi. Stanotte, invece, la A1 tra Modena e Bologna si è riempita di sirene. Poco prima delle quattro, nel tratto all’altezza di Castelfranco Emilia, un tamponamento a catena ha coinvolto quattro macchine. Alla fine il bilancio è pesantissimo: un uomo di 72 anni è morto, altre tre persone sono finite in ospedale.

Il punto esatto è il chilometro 179 della carreggiata Sud della Milano–Napoli, territorio di Castelfranco Emilia. Un tratto dove di solito si passa senza nemmeno guardare il cartello dei chilometri, e che questa volta è diventato il centro di una notte che nessuno dei presenti si dimenticherà facilmente.

Lo schianto alle 3.50 e le auto una dietro l’altra

L’allarme è partito intorno alle 3.50. In quel momento quattro vetture che viaggiavano in direzione Sud si sono trovate coinvolte nella stessa carambola. Un urto dietro l’altro, con i mezzi che si sono accartocciati in sequenza. La dinamica precisa la stanno mettendo insieme gli agenti della Polizia Stradale, ma il quadro che emerge dalle prime informazioni è quello di un tamponamento multiplo che ha devastato almeno una delle auto.

Dentro quella macchina c’era il 72enne che non ce l’ha fatta. Il suo veicolo è rimasto schiacciato in mezzo alle altre, con la carrozzeria deformata a tal punto che i Vigili del Fuoco sono stati costretti a usare cesoie, divaricatori e attrezzature idrauliche per raggiungerlo. Hanno lavorato a lungo, centimetro per centimetro. Quando i sanitari del 118 sono riusciti ad avere il corpo a disposizione, non c’era più nulla da fare: l’uomo era già morto.

Sugli altri tre veicoli viaggiavano altre persone. Sono rimaste tutte ferite, in modo diverso. Una è apparsa subito in condizioni serie, mentre le altre due hanno riportato traumi più contenuti ma comunque tali da richiedere il trasporto in pronto soccorso.

Fari accesi in corsia: soccorsi in piena notte

Nel giro di pochi minuti la corsia Sud dell’A1 è diventata un punto fisso di luci blu. I primi ad arrivare sono stati i Vigili del Fuoco, che hanno messo in sicurezza le auto incidentate e iniziato a lavorare sulle lamiere. Subito dopo è entrato in scena il 118, con ambulanze e automedica, e poco dopo è atterrata anche l’eliambulanza in mezzo all’autostrada, per portare via il ferito più grave.

Il paziente in condizioni critiche è stato stabilizzato lì, sull’asfalto, e poi caricato sull’elicottero diretto all’Ospedale Maggiore di Bologna, che è il riferimento per i casi più complessi della zona. Un altro ferito è stato accompagnato al nuovo ospedale di Baggiovara, dove i medici hanno avviato gli accertamenti del caso. Il terzo è stato affidato a un’altra ambulanza e portato anch’esso in ospedale per controlli e cure.

In mezzo a questo movimento continuo, le pattuglie della Polizia Stradale si sono occupate dei rilievi e della gestione del traffico, mentre il personale di Autostrade per l’Italia ha predisposto segnalazioni, coni, deviazioni e tutto quello che serve per far passare le poche auto rimaste in coda senza aggiungere altri rischi.

Le generalità del 72enne, per ora, non sono state rese note. Prima bisogna chiudere le procedure ufficiali e avvisare i familiari. Dietro quella definizione asciutta – “un uomo di 72 anni” – c’è qualcuno che a un certo punto stava semplicemente viaggiando e non è mai arrivato a destinazione.

Corsie chiuse, traffico a singhiozzo e viaggi bloccati

Anche se tutto è successo di notte, chi si è trovato a passare da lì non lo dimenticherà facilmente. In pochi minuti il tratto verso Sud è stato ridotto a pochissime corsie disponibili, con file improvvise e auto quasi ferme.

Chi rientrava dal lavoro, da un viaggio o da una consegna si è trovato davanti una scena che in autostrada speri di vedere solo al telegiornale: veicoli fermi con le quattro frecce accese, persone scese in carreggiata, lampeggianti che si riflettono sulle barriere, l’elisoccorso a pochi metri di distanza.

Le operazioni non sono state rapide. Prima bisognava salvare chi poteva essere salvato, poi liberare la strada. Le auto coinvolte nel tamponamento sono state spostate una ad una, la carreggiata ripulita da vetri, pezzi di paraurti, liquidi e tutto quello che lo schianto ha sparso sull’asfalto. Solo dopo si è potuto iniziare a riaprire le corsie e far scorrere di nuovo il traffico, con gradualità.

Cosa resta da chiarire: le domande degli inquirenti

Sulle cause dell’incidente al momento c’è ancora un grande punto interrogativo. Gli agenti della Stradale stanno cercando di capire che cosa sia successo nei secondi che hanno preceduto il primo urto.

Serve capire se ci sia stato un rallentamento improvviso, se qualcuno abbia frenato all’ultimo, se a giocare un ruolo sia stato un attimo di distrazione o magari un colpo di sonno, visto l’orario. A quell’ora la stanchezza pesa e gli errori di valutazione diventano più facili.

Gli accertamenti passano da più cose: la posizione dei mezzi dopo lo schianto, i segni sull’asfalto, le condizioni dell’asfalto stesso, le testimonianze di chi è rimasto coinvolto e di chi è arrivato pochi istanti dopo, le eventuali immagini delle telecamere presenti sul tratto di A1.

Fino a quando questo lavoro non sarà concluso, la formula rimane quella di rito: cause in corso di accertamento. Dietro le parole fredde dei verbali, però, c’è già un dato che non cambia più: una persona morta e tre feriti che oggi si svegliano in ospedale invece che nel loro letto.

Un’altra notte difficile sulle strade del Modenese

Il nome di Castelfranco Emilia non è purtroppo nuovo quando si parla di incidenti gravi, sia lungo l’autostrada sia sulla viabilità ordinaria. La zona è attraversata da arterie pesanti, con flussi continui di auto, camion, pendolari, mezzi commerciali.

Ogni volta che succede qualcosa di così serio, la sensazione è la stessa: bastano pochi secondi perché un viaggio del tutto normale cambi faccia. E quando in mezzo c’è un tratto autostradale come la A1, dove a certi orari il traffico rallenta ma non si ferma mai davvero, gli errori si pagano carissimo.

Per il momento non ci sono numeri, proposte o polemiche. Ci sono un’indagine aperta, una famiglia che dovrà ricevere una telefonata che nessuno vorrebbe ricevere e tre feriti che devono pensare a rimettersi. Il resto, le discussioni su limiti, controlli e manutenzione, verrà dopo.

Domande frequenti sull’incidente in A1 vicino a Castelfranco Emilia

Dove è avvenuto l’incidente mortale?
Lo schianto è avvenuto sulla autostrada A1 Milano–Napoli, in direzione Sud, all’altezza del chilometro 179, nel tratto che ricade nel territorio di Castelfranco Emilia, in provincia di Modena.

Quante auto sono state coinvolte nel tamponamento?
Nel tamponamento a catena sono state coinvolte quattro autovetture, che si sono urtate una dopo l’altra, creando un fronte di lamiere che ha occupato la carreggiata Sud.

Qual è il bilancio di morti e feriti?
Il bilancio attuale parla di un morto, un uomo di 72 anni, e di tre persone ferite. Uno dei feriti è stato giudicato in condizioni gravi ed è stato trasferito con l’elicottero del 118 all’Ospedale Maggiore di Bologna. Almeno un altro è stato portato al nuovo ospedale di Baggiovara, mentre il terzo è stato accompagnato in ospedale con l’ambulanza per controlli e cure.

Si sa già perché è successo l’incidente?
No. Le cause esatte sono ancora oggetto di indagine da parte della Polizia Stradale. Gli agenti stanno raccogliendo tutti gli elementi possibili per capire che cosa abbia innescato la catena di tamponamenti: non ci sono ancora spiegazioni ufficiali.

Com’è stata gestita la circolazione dopo lo schianto?
Dopo l’incidente, la carreggiata in direzione Sud è stata pesantemente condizionata: corsie chiuse, forti rallentamenti, code e passaggi su tratti ridotti. Solo a operazioni concluse – rimozione dei mezzi incidentati e pulizia dell’asfalto – la circolazione è stata riportata gradualmente alla normalità.