Rosanna “Ida” Colia, 58 anni, appassionata di moto e di Sardegna, è la donna morta nell’incidente in cui era coinvolto Michele Bravi nel 2018. Chi era davvero, cosa è successo quella sera, come si è chiuso il processo e cosa ha detto la famiglia

Daniela Devecchi

Rosanna “Ida” Colia, 58 anni, appassionata di moto e di Sardegna, è la donna morta nell’incidente in cui era coinvolto Michele Bravi nel 2018. Chi era davvero, cosa è successo quella sera, come si è chiuso il processo e cosa ha detto la famiglia

Per anni il suo nome è rimasto nascosto dietro una formula fredda: “la donna di 58 anni morta nell’incidente con Michele Bravi”.
Ma quella donna aveva un volto, una storia, delle passioni. Si chiamava Rosanna Colia, per tutti Ida, e prima di finire nelle cronache giudiziarie era una persona piena di vita, affetti, progetti.

Raccontarla significa rimettere al centro lei, non solo l’incidente.

Rosanna “Ida” Colia: vita, lavoro, passioni

Rosanna Colia aveva 58 anni ed era una milanese doc. Viveva in zona Washington, in un condominio di via Volterra, dove in tanti la conoscevano di vista e di nome.

Lavorava in una concessionaria di moto gestita dalla sua famiglia, a poca distanza da dove avrebbe poi perso la vita. Le moto non erano solo un lavoro:

  • guidava una Kawasaki verde,
  • amava seguire il mondo delle due ruote,
  • stravedeva per Valentino Rossi.

Accanto alle moto, c’erano i viaggi. Il suo grande amore era la Sardegna, che chiamava quasi come fosse casa sua: mare, strade da percorrere, piccoli riti che si ripetevano ogni anno.

In casa, raccontano i familiari, era una presenza forte e dolce insieme: sorella, zia, amica, sempre pronta a organizzare, cucinare, ascoltare.
Aveva una vera cultura musicale, con una passione speciale per David Bowie: una frase di Bowie – quella sul non voler essere “al sicuro” a tutti i costi, sul rischio come parte della vita – per i suoi cari è quasi un ritratto di Ida.

Di lei dicono questo: “appassionata della vita in ogni sua sfumatura”. Il tipo di persona con cui è impossibile annoiarsi, che trasforma anche una cena in famiglia in un piccolo viaggio.

L’incidente del 22 novembre 2018

La sera di giovedì 22 novembre 2018, poco prima delle 20, Rosanna è in sella alla sua Kawasaki.
Sta rientrando verso casa, nella zona ovest di Milano.

Il teatro dell’incidente è via Chinotto, non lontano dal suo lavoro e dall’area di San Siro.
Lì, sulla stessa strada, arriva anche una BMW di car sharing, guidata dal cantante Michele Bravi, allora 24enne.

Cosa succede in quei secondi è stato ricostruito a lungo dai tecnici:

  • l’auto di Bravi esegue una manovra di svolta – nelle prime cronache si parla di inversione di marcia vietata, la difesa parlerà invece di svolta a sinistra per entrare in un passo carraio;
  • mentre la vettura attraversa la corsia opposta, sopraggiunge la moto di Ida;
  • la Kawasaki impatta contro la fiancata della BMW, all’altezza delle portiere, e lei viene sbalzata sull’asfalto.

I soccorsi arrivano subito. Bravi si ferma, chiama aiuto.
Sul posto intervengono 118 e automedica: tentano di rianimarla sul luogo, poi durante il trasporto al San Carlo.
Non basta. Rosanna Colia muore in ospedale circa un’ora dopo l’incidente.

Dagl accertamenti risulta che il conducente dell’auto non aveva assunto alcol o droghe. La dinamica, però, resta grave: la Procura apre un fascicolo per omicidio stradale.

Il processo a Michele Bravi e il patteggiamento

Dopo l’incidente si apre un’indagine lunga, tecnica, fatta di rilievi, misurazioni, perizie sulla dinamica:

  • si studiano posizione dell’auto, velocità, punto esatto dell’urto sulla carrozzeria,
  • si analizzano i margini di visibilità, il comportamento dei due veicoli.

Nel 2019 viene chiesto il rinvio a giudizio per Michele Bravi con l’accusa di omicidio stradale.
All’udienza preliminare, nel gennaio 2020, il cantante chiede di patteggiare.

A luglio 2020 il giudice accoglie la richiesta:

  • pena: 1 anno e 6 mesi di reclusione per omicidio stradale,
  • pena sospesa,
  • non menzione nel casellario giudiziale.

Con questo patteggiamento si chiude il capitolo penale.
Nei resoconti d’aula emerge che Bravi, mesi dopo l’incidente, ha scritto una lettera alla famiglia di Ida per esprimere dolore e vicinanza. Un gesto che non cancella nulla, ma che rimane agli atti.

Sul fronte civile, eventuali accordi risarcitori non vengono raccontati in dettaglio dalle cronache: per rispetto e correttezza, è bene non aggiungere elementi non verificati.

Il dolore della famiglia di Ida

Tra le poche voci che decidono di parlare pubblicamente c’è quella del fratello di Rosanna, Enzo Colia.

Le sue parole, rilasciate nei mesi successivi all’incidente, danno la misura di quello che è successo dentro casa loro:

  • racconta di una famiglia molto unita, spaccata in due da una sera di novembre;
  • dice che quell’incidente ha “distrutto ben più di una famiglia”;
  • spiega che non è interessato alla quantità di anni di carcere, ma al fatto che niente potrà restituire Ida.

In una frase riassume tutto: non chiedono vendetta, ma il dolore resta.
Il rancore, dice, non serve; quello che pesa è il vuoto lasciato da una donna presente, energica, che teneva insieme fratelli, nipoti, amici.

Dopo le prime interviste, la famiglia sceglie il silenzio: niente comparse tv, niente sovraesposizione.
Restano le loro parole di allora, le foto di Ida sulla moto, i ricordi condivisi nei giorni del funerale.

Rosanna Colia oltre il caso giudiziario

Raccontare questa storia solo come “il caso Bravi” sarebbe riduttivo.
La verità è che, per chi l’ha conosciuta, Ida non è un caso di cronaca, ma un’assenza quotidiana.

È:

  • la moto parcheggiata davanti alla concessionaria che non c’è più,
  • la voce che manca in famiglia quando si organizza una vacanza,
  • la tavola apparecchiata con un posto in meno,
  • quel modo di ridere, discutere, raccontare, che nessun processo può restituire.

In ogni incidente stradale c’è un numero, una dinamica, un capo d’imputazione.
Ma ci sono anche persone. In questo caso, una donna di 58 anni che amava la libertà delle due ruote, la musica di Bowie, la Sardegna, la sua famiglia.

Domande frequenti su Rosanna Colia e l’incidente con Michele Bravi

Chi era Rosanna Colia?
Era una donna di 58 anni, milanese, che lavorava in una concessionaria di moto di famiglia. Appassionata di moto, viaggi (soprattutto in Sardegna) e musica, molto legata ai suoi cari.

Quando è avvenuto l’incidente in cui è morta?
L’incidente è avvenuto la sera del 22 novembre 2018, in via Chinotto a Milano, poco prima delle 20.

Che cosa è successo quella sera?
Rosanna era in moto quando una BMW di car sharing, guidata da Michele Bravi, ha effettuato una manovra di svolta. La moto ha urtato la fiancata dell’auto, lei è stata sbalzata a terra ed è morta poco dopo in ospedale.

Perché Michele Bravi è stato processato?
È stato indagato per omicidio stradale. Il procedimento si è chiuso nel 2020 con un patteggiamento a 1 anno e 6 mesi, con pena sospesa e non menzione nel casellario.

Che cosa ha detto la famiglia di Rosanna Colia?
La famiglia ha parlato di una famiglia molto unita, spezzata da quell’incidente. Ha detto di non cercare vendetta, ma di vivere un dolore enorme e permanente per la perdita di Ida.