Perth, 13enne muore investito da due auto appena sceso dallo scuolabus per andare a scuola. Cos’è successo?

Daniela Devecchi

Perth, 13enne muore investito da due auto appena sceso dallo scuolabus per andare a scuola. Cos'è successo?

Una mattina qualunque, lo zaino in spalla, il tragitto di ogni giorno.
Solo che questa volta il viaggio verso scuola, a Warnbro, sobborgo nel sud di Perth, è finito sull’asfalto di una grande strada a scorrimento veloce.

Un ragazzo di 13 anni è morto il 27 febbraio 2026 dopo essere stato investito da due auto subito dopo essere sceso dallo scuolabus, mentre attraversava la Warnbro Sound Avenue per andare a scuola. Una tragedia che in poche ore ha scosso famiglie, insegnanti e residenti, riaccendendo le paure su quella strada e, più in generale, sulla sicurezza dei ragazzi che vanno a scuola a piedi o in bus.

La tragedia sulla Warnbro Sound Avenue

Sono da poco passate le otto del mattino. Traffico da ora di punta, file di auto che scorrono lungo la Warnbro Sound Avenue, una delle principali arterie che collegano l’area di Rockingham ai sobborghi più a sud.

Lo scuolabus si ferma in prossimità di una fermata utilizzata ogni giorno dagli studenti. Il tredicenne scende, come fa di solito. Deve solo attraversare la strada per raggiungere la zona delle scuole.

È in quel momento che tutto si spezza.

Secondo la ricostruzione della polizia, il ragazzo viene prima “sfiorato” (clipped) da una prima auto in transito. L’urto lo sbilancia sulla carreggiata, dove arriva una seconda vettura che lo centra in pieno. Entrambi i veicoli viaggiano nella stessa direzione, verso sud.

Gli automobilisti si fermano subito. Alcuni presenti corrono verso il corpo del ragazzo, provano a praticare il massaggio cardiaco in attesa dei soccorsi. Le ambulanze di St John arrivano rapidamente, ma per il tredicenne non c’è più nulla da fare: viene dichiarato morto sul posto.

I due conducenti coinvolti non riportano ferite fisiche. Lo shock però, per loro e per chi ha assistito alla scena, è enorme.

Una strada veloce in mezzo alle scuole

Chi vive a Warnbro non è rimasto sorpreso dal fatto che il dramma sia avvenuto proprio lì.

La Warnbro Sound Avenue è una strada a doppia carreggiata, corsie larghe, traffico intenso. In quel tratto il limite di velocità viene descritto dai residenti come troppo alto per una zona dove, nel raggio di poche centinaia di metri, si trovano più scuole e un grande centro sportivo molto frequentato da famiglie.

Intorno al punto dell’incidente ci sono:

  • la Warnbro Community High School,
  • altre scuole secondarie e primarie della zona,
  • l’Aqua Jetty Aquatic Centre, struttura con piscine e campi, piena di ragazzi in orario pomeridiano.

Non è raro vedere gruppi di studenti che scendono dagli autobus e attraversano la strada per raggiungere gli edifici scolastici. Molti lo fanno ogni giorno, spesso con zaini pesanti, magari distratti da una chiacchiera o dal telefono. E non sempre la strada intorno a loro sembra costruita pensando prima di tutto a loro.

Alcuni abitanti intervistati dalle tv australiane raccontano che da tempo chiedono interventi: limiti più bassi, attraversamenti protetti, semafori. “È difficile perfino uscire dall’incrocio di casa per quanto le auto arrivano veloci”, ha spiegato un residente. Un’altra donna ha detto di sentirsi “da sempre in ansia” per il figlio piccolo che cresce vicino a quella strada.

Il silenzio carico fuori dalla scuola

Nei minuti successivi all’incidente, la zona si riempie di sirene e nastro giallo. Più tardi, quando le pattuglie cominciano a liberare la carreggiata, davanti alla Warnbro Community High School cala un silenzio strano.

Gli studenti arrivano a scuola e trovano una notizia che nessuno vorrebbe mai sentire: un compagno di età simile, uno “di loro”, non c’è più.

La dirigente dell’istituto invia un messaggio ai genitori, confermando che l’incidente ha coinvolto uno studente e annunciando:

  • supporto psicologico per chi ne avrà bisogno,
  • spazi di ascolto per studenti e personale,
  • l’invito a rispettare la privacy della famiglia.

Non vengono diffusi né il nome né altri dettagli sul ragazzo. È un minore, e la priorità delle autorità è quella di proteggere i genitori in un momento in cui stanno vivendo la notizia più devastante che possa esistere.

L’indagine della Major Crash Unit

Sul caso sta lavorando la Major Crash Unit, il reparto specializzato della polizia del Western Australia che si occupa dei sinistri mortali.

Gli investigatori devono rispondere a una serie di domande cruciali:

  • distanze e velocità delle due auto coinvolte,
  • posizione esatta del ragazzo nel momento in cui è stato “sfiorato” dalla prima vettura,
  • presenza eventuale di telecamere o dashcam sui veicoli di passaggio,
  • condizioni metereologiche e di visibilità al momento dell’incidente.

La polizia ha lanciato un appello a chiunque si trovasse sulla Warnbro Sound Avenue quella mattina, invitando i testimoni a contattare Crime Stoppers e consegnare eventuali filmati.

Al momento non risultano già annunciate accuse formali contro i due conducenti. Per capire se ci saranno imputazioni – per esempio per guida pericolosa o eccesso di velocità – bisognerà attendere l’esito delle perizie tecniche e delle valutazioni della procura.

L’onda lunga sulla comunità: rabbia, paura e domande

Dietro ogni incidente stradale ci sono numeri, statistiche, grafici. Ma quando la vittima è un ragazzo che stava andando a scuola, quei numeri si trasformano in qualcosa di molto concreto.

A Warnbro, nelle ore successive, si mescolano cordoglio e rabbia:

  • il dolore per una vita spezzata a 13 anni,
  • la paura di tanti genitori che ogni mattina affidano i figli agli autobus e agli attraversamenti su strade trafficate,
  • la domanda che rimbalza ovunque: “Si poteva evitare?”

C’è chi chiede limiti di velocità più bassi nelle aree scolastiche, chi vorrebbe segnaletica più chiara, chi insiste sulla necessità di insegnare ai ragazzi a non attraversare mai davanti o dietro al bus se la visuale non è libera.

È il cortocircuito tipico delle strade moderne: mezzi pensati per far scorrere il traffico il più possibile, inseriti però in contesti dove le persone – e in questo caso i bambini – hanno bisogno del contrario, cioè di tempo e protezione.

Un fatto locale che parla a tutti

La notizia viene da un sobborgo dall’altra parte del mondo, ma il copione è tristemente familiare anche in tanti altri Paesi: un adolescente, un tragitto casa–scuola, un attraversamento, un’auto che arriva troppo forte o troppo vicina.

In Italia come in Australia, il tema della sicurezza stradale attorno alle scuole è una discussione che torna ciclicamente, spesso proprio dopo tragedie come questa.

Le domande, alla fine, sono sempre le stesse:

  • Le nostre strade sono progettate pensando prima alle auto o alle persone?
  • Davvero accettiamo che un ragazzo possa morire nel tragitto più normale del mondo, quello verso le lezioni di matematica?
  • Cosa siamo disposti a cambiare – limiti, controlli, abitudini – perché questo accada sempre meno?

A Warnbro, il 27 febbraio 2026, una famiglia ha ricevuto la telefonata che nessuno vuole ricevere.
Il minimo che si possa fare, da lì in poi, è non relegare questa storia a una riga di cronaca. Ma trasformarla in un motivo in più per ripensare, sul serio, come i nostri ragazzi si muovono ogni giorno tra casa e scuola.

Domande frequenti sul caso di Perth

Dove è avvenuto l’incidente?
L’incidente è avvenuto sulla Warnbro Sound Avenue, a Warnbro, sobborgo nel sud di Perth, in Australia Occidentale, vicino all’incrocio con Holcombe Road.

Quanti anni aveva il ragazzo investito?
La vittima è un ragazzo di 13 anni, studente delle scuole superiori.

Cosa stava facendo quando è stato investito?
Era appena sceso dallo scuolabus e stava attraversando la strada per andare a scuola quando è stato prima urtato da una vettura e subito dopo travolto da una seconda.

Chi sta indagando sull’incidente?
Le indagini sono affidate alla Major Crash Unit della polizia del Western Australia, che sta raccogliendo testimonianze e filmati, inclusi quelli delle dashcam.

Sono già stati formulati capi d’accusa?
Al momento non risultano accuse formali rese pubbliche contro i conducenti coinvolti. La polizia sta ancora lavorando sulla ricostruzione completa della dinamica.