La professoressa Anna Maria Buccetti, 69 anni, è morta all’ospedale di Torrette ad Ancona, chi era? Ginnastica artistica, malattia, il ricordo di studenti, atleti e della città di Osimo

Daniela Devecchi

Per generazioni di ragazzi di Osimo è stata semplicemente “la prof Buccetti”. Quella che ti guardava negli occhi in palestra, che ti correggeva un appoggio, che ti spingeva a provarci ancora.
Il 27 febbraio 2026 Anna Maria Buccetti se n’è andata a 69 anni, all’ospedale regionale di Torrette ad Ancona, lasciando un vuoto grande nella scuola, nelle società sportive e nelle famiglie che le avevano affidato i propri figli.

Dietro quel nome, per la città, c’era molto più di un ruolo: c’era una vita intera dedicata al movimento, ai ragazzi, alla ginnastica artistica.

Le radici a Osimo e la famiglia Buccetti

Osimo, per Anna Maria Buccetti, non è mai stata solo l’indirizzo di casa.
Ci è nata, ci è cresciuta, ci ha lavorato, ci ha costruito relazioni che sono durate decenni.

Figlia del “maestro Buccetti”, figura storica dell’ambiente educativo osimano, ha respirato fin da piccola un’idea precisa di scuola e di sport: rigore, entusiasmo, disciplina e umanità. Una linea che lei ha portato avanti a modo suo, tra palestre, attrezzi, saggi e campionati.

Accanto alla dimensione pubblica, c’è quella privata: il marito Adriano, i figli Alice e Giacomo, i nipoti che spesso nei racconti di chi la conosceva diventano il suo orgoglio più grande. Una famiglia che l’ha accompagnata in tutti i passaggi della vita, fino agli ultimi giorni a Torrette.

Dall’ISEF alla cattedra: la prof che ha fatto amare lo sport

Prima di diventare per tutti “la prof”, Anna Maria Buccetti è stata una studentessa che ha scelto la strada dell’educazione fisica quando non era ancora così scontato farlo.

Si diploma all’ISEF di Urbino, uno dei riferimenti storici per chi voleva insegnare ginnastica nelle scuole. Lì costruisce le basi teoriche di quello che poi, in palestra, tradurrà in esercizi, percorsi, metodi.

Arriva al liceo scientifico Corridoni-Campana di Osimo come professoressa di Scienze motorie e in poco tempo diventa un punto fermo:

  • segue le classi nello sport di base,
  • organizza giornate dedicate al movimento in sicurezza,
  • partecipa a progetti che riportano i ragazzi in palestra dopo gli anni difficili della pandemia, facendo riscoprire l’importanza del corpo e del gioco di squadra.

Chi l’ha avuta in classe ricorda la combinazione rara di severità e sorriso:
esigeva impegno, ma sapeva anche fermarsi a parlare, ascoltare, spiegare perché quello che si faceva in palestra non era “un’ora persa”, ma un pezzo importante della crescita.

L’anima della ginnastica artistica osimana

Se la scuola era una casa, le palestre di ginnastica artistica erano l’altra.
Per anni Anna Maria Buccetti è stata indicata come “l’anima della ginnastica artistica osimana”.

Ha lavorato in più società sportive della zona, seguendo:

  • gruppi di bambini alle prime capriole,
  • ragazze e ragazzi che puntavano alle gare,
  • squadre che preparavano i grandi saggi di fine anno diventati appuntamenti fissi per la città.

Al PalaBaldinelli e nelle palestre di Osimo sono passate coreografie, musiche, temi e spettacoli che portavano la sua firma: dall’idea al dettaglio del gesto, tutto pensato per mettere al centro i ragazzi, non l’ego dell’allenatore.

In pedana, per lei, contava:

  • la precisione del movimento,
  • ma anche la sicurezza di chi stava lavorando sugli attrezzi,
  • e soprattutto la crescita personale: imparare a fidarsi dell’allenatore, del compagno che ti fa sicura, di te stessa.

Molte ex ginnaste oggi adulte raccontano che, grazie a lei, hanno imparato a gestire la paura, a rispettare il proprio corpo, a tenersi dritte anche fuori dalla palestra.

Non solo artistica: una vita nello sport cittadino

La sua storia si intreccia anche con altre discipline. In passato il suo nome è comparso accanto a quello del tennis osimano, segno di un percorso sportivo vissuto a 360 gradi: prima da praticante, poi da tecnica, sempre con la stessa passione.

Quello che emerge dai ricordi di colleghi e atleti è l’immagine di una donna che:

  • viveva lo sport come cultura, non solo come risultato,
  • difendeva l’idea di uno sport accessibile a tutti,
  • cercava di tenere insieme agonismo e dimensione educativa.

Per questo, quando si parla di “sport osimano”, il suo nome spunta spesso accanto a quello di altre figure storiche: allenatori, dirigenti, insegnanti che hanno costruito un tessuto vivo, fatto di società, tornei, manifestazioni e – soprattutto – persone.

La malattia, la morte a Torrette e l’ultimo saluto

Negli ultimi tempi le condizioni di Anna Maria Buccetti si erano aggravate.
È stata ricoverata all’ospedale regionale di Torrette ad Ancona, dove nella mattina del 27 febbraio 2026 è arrivata la notizia della sua morte.

La camera ardente è stata allestita nella casa funeraria Re a Padiglione, frazione di Osimo, dove amici, ex studenti, allenatori e compagni di società hanno potuto salutarla con calma.

Nel pomeriggio, il funerale nella chiesa di San Marco Evangelista, in centro storico, è diventato un abbraccio collettivo: banchi pieni, tanta commozione, molte facce che si erano incrociate in palestra a vari livelli.

Non solo colleghi e familiari, ma anche:

  • ex alunne arrivate con i vecchi body e le foto di squadra,
  • genitori che l’avevano conosciuta come punto di riferimento per i figli,
  • figure storiche dello sport osimano che hanno voluto esserci di persona.

Il ricordo di studenti e atleti

Se si scorrono i messaggi di queste ore, colpisce una cosa: la parola “prof” compare quasi ovunque, accanto a “maestra”, “allenatrice”, “guida”.

Molti la ricordano così:

  • esigente, ma sempre pronta a spiegare il perché di una correzione;
  • diretta, a volte senza troppi giri di parole, ma mai umiliante;
  • appassionata, capace di emozionarsi agli esercizi riusciti e ai piccoli progressi.

C’è chi racconta di aver iniziato ginnastica “per caso” e di averla poi portata avanti anni proprio grazie a lei. C’è chi l’ha ritrovata da adulto, in città, e si è sentito salutare con lo stesso sorriso della scuola.

Il filo comune è la sensazione che Anna Maria Buccetti abbia lasciato qualcosa di concreto:

  • un modo di stare in palestra,
  • una certa idea di rispetto e disciplina,
  • un pezzo di identità sportiva di Osimo che adesso molti si sentono chiamati a portare avanti.

Domande frequenti su Anna Maria Buccetti

Quanti anni aveva Anna Maria Buccetti quando è morta?
Anna Maria Buccetti aveva 69 anni al momento della morte, avvenuta il 27 febbraio 2026.

Dove è morta Anna Maria Buccetti?
È morta all’ospedale regionale di Torrette ad Ancona, dove era ricoverata per l’aggravarsi delle sue condizioni di salute.

Che lavoro faceva?
Era professoressa di Scienze motorie al liceo Corridoni-Campana di Osimo ed è stata per anni una figura centrale della ginnastica artistica osimana.

Perché viene definita “anima della ginnastica artistica osimana”?
Perché ha formato intere generazioni di ginnaste e ginnasti, ha curato saggi, allenamenti e attività nelle società sportive della città, diventando un punto di riferimento stabile per lo sport di base.

Quando si sono svolti i funerali?
I funerali di Anna Maria Buccetti si sono svolti il 27 febbraio 2026 alle ore 16 nella chiesa di San Marco Evangelista a Osimo, dopo l’apertura della camera ardente presso la casa funeraria Re a Padiglione.

La professoressa Anna Maria Buccetti, 69 anni, è morta all’ospedale di Torrette ad Ancona, chi era? Anima della ginnastica artistica osimana, il ricordo di studenti, atleti e della città di Osimo