Per qualcuno è “solo” la pattinatrice bionda che sorride in camera con il mascara perfetto.
In realtà Jutta Leerdam è molto di più: campionessa olimpica, volto pop dello sport olandese, protagonista di una delle aste più chiacchierate di questo inverno.
La sua tuta arancione dei Giochi di Milano-Cortina 2026, quella con cui ha vinto l’oro nei 1000 metri, è stata messa all’asta e sta raggiungendo cifre da record.
Ma chi è davvero questa ragazza che parte da un club di provincia e arriva a trasformare una tuta da gara in un oggetto del desiderio internazionale?
Età, origini e primi passi sul ghiaccio
Jutta Monica Leerdam nasce il 30 dicembre 1998 a ’s-Gravenzande, nel sud dell’Olanda.
Al 27 febbraio 2026 ha quindi 27 anni.
Cresce in una famiglia sportiva, con un padre appassionato di windsurf che, secondo quanto lei stessa ha raccontato, aveva già in testa il suo nome molto prima che nascesse. È alta circa 1,81 m, fisico potente da sprinter, e sul ghiaccio ci arriva “tardi” rispetto a tante colleghe: comincia a pattinare a 11 anni, età in cui molti campioni hanno già alle spalle parecchie stagioni.
Da subito però si capisce che ha qualcosa in più: esplosività, tecnica pulita, una testa che regge la pressione.
Mentre cresce come atleta, porta avanti anche gli studi: frequenta la Johan Cruyff Academy, dove si laurea in economia commerciale, il classico percorso pensato per chi vive di sport ma vuole anche una base solida per il futuro.
Dalla promessa junior alla regina dei 1000 metri
La prima volta che il suo nome comincia a circolare fuori dall’Olanda è nel 2017.
Ai Mondiali junior di pattinaggio di velocità conquista il titolo allround e quello sui 1500 metri: in pratica domina. Da lì parte una scalata rapidissima.
Tra il 2017 e il 2018 vince a ripetizione in coppa del mondo junior, poi passa tra i senior e firma il primo contratto importante. Negli anni successivi arrivano:
- il titolo europeo sui 1000 metri
- i titoli mondiali sulla stessa distanza
- i successi nel team sprint, dove contribuisce a rendere quasi imbattibile la squadra olandese
La distanza che la rappresenta più di tutte è il 1000 metri: un giro e mezzo di pista, poco margine di errore, velocità altissima dall’inizio alla fine.
È lì che costruisce la sua fama di regina dello sprint.
Olimpiadi: dall’argento di Pechino all’oro di Milano-Cortina
Il grande pubblico internazionale la scopre ai Giochi di Pechino 2022: sui 1000 metri conquista la medaglia d’argento, dietro alla giapponese Miho Takagi. Per lei è un misto tra soddisfazione e bruciore: sente di poter arrivare ancora più in alto.
Quattro anni dopo, a Milano-Cortina 2026, quella sensazione diventa realtà.
Nei 1000 metri firma una gara praticamente perfetta: pattinata potente, linee pulite, nessuna esitazione.
Risultato: medaglia d’oro e record olimpico sulla distanza. È uno dei momenti simbolo dei Giochi.
Non basta. Nella gara dei 500 metri aggiunge anche un’argento, confermando di essere una delle velociste più complete al mondo.
Per i risultati e per l’impatto mediatico, nei mesi successivi viene insignita del titolo di Cavaliere dell’Ordine di Orange-Nassau, uno dei riconoscimenti più importanti che l’Olanda possa dare a un’atleta.
La tuta olimpica all’asta: cosa sta succedendo
Ed eccoci al punto che sta facendo discutere mezzo mondo sportivo: l’asta della tuta di Jutta Leerdam.
Si tratta della tuta arancione con cui ha vinto l’oro nei 1000 metri a Milano-Cortina. Non una replica, non un gadget: proprio quella indossata in gara, diventata immediatamente un pezzo di storia dello sport olandese.
La tuta è stata messa all’asta su una piattaforma specializzata in cimeli sportivi, all’interno di un progetto che coinvolge diversi atleti della spedizione olandese. Insieme alla tuta sono finiti all’asta anche altri pezzi del suo guardaroba olimpico, come un cappotto e perfino una fascia per capelli.
I numeri danno la misura del fenomeno:
- le offerte hanno superato quota 7.000 euro,
- la sua tuta è quella più contesa di tutta l’asta,
- i capi di altri campioni, pur fortissimi, restano sotto quella cifra.
Di fatto è diventata un oggetto da collezione paragonato, per valore simbolico, alle maglie indossate da grandi calciatori in finali storiche.
Dove finiscono i soldi della tuta
Non è un capriccio da star, e questo è un dettaglio fondamentale per capire la storia fino in fondo.
Il ricavato dell’asta della tuta di Jutta Leerdam viene infatti destinato ai club di base in cui lei è cresciuta. Tra questi c’è il De IJsvereniging di Pijnacker, la società dilettantistica olandese dove ha mosso i primi passi sul ghiaccio.
In pratica, la tuta che rappresenta il punto più alto della sua carriera torna simbolicamente al punto di partenza, trasformandosi in fondi per i ragazzi che oggi pattinano sulle stesse piste dove lei ha iniziato.
È anche per questo che la vicenda ha colpito tanti tifosi: c’è la star, c’è il glamour, ma c’è anche l’idea molto concreta di restituire qualcosa allo sport di base.
La celebrazione virale e il “caso” Nike
A rendere la tuta ancora più famosa è stato il modo in cui Jutta ha festeggiato l’oro olimpico.
Appena tagliato il traguardo dei 1000 metri, ha abbassato la zip della tuta, lasciando intravedere il reggiseno sportivo con il grande logo dello sponsor. Le immagini hanno fatto il giro del mondo in pochi minuti.
Da lì è nato un doppio movimento:
- da una parte i tifosi l’hanno esaltata come simbolo di potenza e sicurezza,
- dall’altra si è aperto un dibattito su regole di marketing, esposizione dei marchi e possibili sanzioni, visto che i Giochi hanno norme rigide sugli sponsor.
Per il marchio protagonista della scena è stato un colpo pubblicitario gigantesco. Per Jutta, l’ennesima conferma di essere al centro di un racconto che va ben oltre il cronometro.
Jutta Leerdam e Jake Paul: la coppia sport-spettacolo
Accanto al lato sportivo, c’è la vita privata, che nel suo caso è impossibile tenere separata da tutto il resto.
Jutta è infatti fidanzata con Jake Paul, youtuber e pugile statunitense, uno dei personaggi più discussi del mondo della boxe e del web.
La loro storia nasce da un messaggio su Instagram, diventa pubblica nel 2023 e prosegue tra viaggi, condivisioni social e apparizioni reciproche agli eventi sportivi. Nel 2025 arriva anche il fidanzamento ufficiale.
A Milano-Cortina lui è in tribuna durante le sue gare, la filma, la sostiene, pubblica contenuti che fanno milioni di visualizzazioni. C’è anche una foto che ha fatto il giro dei social, in cui lui la porta in braccio verso un jet privato dopo i successi olimpici.
Questa dimensione da power couple divide: c’è chi li adora, e c’è chi trova tutto “troppo”, specie in un Paese come l’Olanda abituato a campioni molto più discreti. Jutta però sembra a suo agio in questa esposizione, e la usa a suo favore.
Trucco, critiche e consapevolezza
Uno dei temi ricorrenti quando si parla di lei sono il trucco e il look.
Sul ghiaccio Jutta si presenta spesso con eyeliner marcato, mascara, capelli curati. Negli anni ha raccontato più volte di essersi sentita giudicata per questo: c’era chi sosteneva che una vera atleta dovesse “pensare meno al make-up e più agli allenamenti”.
Lei ha sempre risposto nello stesso modo:
il trucco non è una distrazione, è parte della sua sicurezza, un modo per sentirsi se stessa anche in un contesto iper competitivo. E i risultati sportivi, guardando il palmarès, sembrano darle ragione.
Le critiche non si fermano lì: qualcuno l’ha definita “diva” per l’uso del jet privato, per alcune dichiarazioni sui media, per la scelta di non partecipare a certi momenti protocollari.
Lei ribatte che spesso si parla più della sua immagine che delle sue prestazioni sul ghiaccio, e che questo squilibrio la infastidisce.
Cosa rappresenta oggi Jutta Leerdam
Nel 2026 Jutta Leerdam è una delle pattinatrici di velocità più forti al mondo, ma anche un personaggio mediatico completo:
- è campionessa olimpica e pluricampionessa mondiale,
- è un volto riconoscibilissimo sui social,
- è al centro di una storia d’amore da copertina,
- è protagonista di un’asta record che trasforma una tuta di gara in denaro per i piccoli club.
La sua figura divide, ma difficilmente lascia indifferenti.
E forse è anche questo, oltre alle medaglie, a spiegare perché quella tuta arancione, oggi, vale così tanto.
Domande frequenti su Jutta Leerdam
Quanti anni ha Jutta Leerdam?
Ha 27 anni.
Che medaglie ha vinto alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026?
Ai Giochi di Milano-Cortina 2026 ha vinto l’oro nei 1000 metri con record olimpico e l’argento nei 500 metri.
Perché la sua tuta olimpica è all’asta?
La tuta con cui ha vinto l’oro nei 1000 metri è stata messa all’asta per raccogliere fondi da destinare ai club dilettantistici in cui è cresciuta, in particolare al suo club di origine in Olanda.
Quanto vale la tuta di Jutta Leerdam?
Le offerte hanno superato i 7.000 euro, rendendola uno dei cimeli sportivi più contesi legati ai Giochi invernali di Milano-Cortina.
Chi è il fidanzato di Jutta Leerdam?
Il suo fidanzato è Jake Paul, creatore di contenuti e pugile statunitense, con cui ha una relazione resa pubblica nel 2023 e un fidanzamento annunciato nel 2025.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






