Rocco Costantino, 61 anni, padre di quattro figli, è morto dopo una caduta da un solaio a Cava de’ Tirreni. La sua storia e la ricostruzione dell’incidente

Daniela Devecchi

Rocco Costantino, 61 anni, padre di quattro figli, è morto dopo una caduta da un solaio a Cava de’ Tirreni. La sua storia e la ricostruzione dell’incidente

Un pomeriggio di lavoro in un cantiere, in una via di Cava de’ Tirreni, si è chiuso nel modo più violento possibile.
Rocco Costantino, 61 anni, muratore, è morto dopo una caduta da un solaio mentre stava lavorando alla demolizione di una struttura interna in via XXV Luglio, all’interno di un esercizio commerciale chiuso al pubblico.

La sua è una di quelle storie che di solito non finiscono in prima pagina: una vita di lavoro, una famiglia alle spalle, i soliti cantieri che scandiscono le giornate. Questa volta, però, qualcosa è andato storto in modo irreparabile.

Chi era Rocco Costantino

Di Rocco non esiste una biografia ufficiale, ma il suo profilo è chiaro:
operaio edile, residente a Siano, nel Salernitano, padre di quattro figli. Una vita costruita attorno al lavoro manuale, ai cantieri, ai turni che spesso non hanno orari comodi.

In paese lo conoscevano come uno abituato a rimboccarsi le maniche. Non un personaggio pubblico, ma uno di quei lavoratori che vedi passare con la tuta sporca di polvere, il casco sotto il braccio, la stanchezza addosso e la preoccupazione di portare a casa lo stipendio.

Dalle ricostruzioni emerge anche una vita privata non semplice: un matrimonio finito, rapporti da gestire con i figli, ma un legame che restava forte con la comunità di Siano, dove il suo nome era noto e la notizia della morte ha colpito tutti come un pugno.

Il pomeriggio della tragedia a Cava de’ Tirreni

Il giorno dell’incidente, Rocco sta lavorando in un locale commerciale chiuso in via XXV Luglio, a Cava de’ Tirreni.
In quell’immobile sono in corso lavori di demolizione e rifacimento di un solaio. Un cantiere come tanti: polvere, rumore, pezzi di cemento che vengono giù, attrezzi, improvvisazioni per arrivare nei punti più alti.

A un certo punto, durante le operazioni sulla struttura, Rocco precipita nel vuoto. La caduta viene stimata intorno ai cinque metri. Un volo che non lascia molte possibilità: l’impatto al suolo è devastante, soprattutto alla testa, con traumi gravissimi.

Non c’è ambulanza sul posto. A caricarlo in auto è un collega, più o meno della stessa età, che lo porta di corsa al pronto soccorso dell’ospedale “Santa Maria dell’Olmo” di Cava de’ Tirreni.
Rocco arriva in condizioni disperate. I medici fanno il possibile, ma le lesioni sono troppo serie. Muore poche ore dopo il ricovero, tra la sera e la notte.

Il giallo della prima versione: “caduta dall’auto”

Un dettaglio colpisce subito chi ricostruisce la vicenda: la prima versione fornita al pronto soccorso non parla di un incidente sul lavoro.

Il collega che accompagna Rocco, infatti, riferisce inizialmente di una generica caduta, in alcune ricostruzioni si parla addirittura di una “caduta dall’auto”. Una spiegazione che però non convince i sanitari.

Le ferite che vedono sul corpo di Costantino non somigliano a quelle di uno scivolone vicino a una macchina. I traumi sono compatibili con un volo dall’alto, con un impatto violento su una superficie dura.
A quel punto scatta l’allarme: l’ospedale segnala il caso ai carabinieri, che vengono coinvolti nella notte.

Da qui parte una seconda storia, parallela al dramma umano: quella fatta di verbali, sopralluoghi, accertamenti tecnici e verifiche su cosa stesse succedendo davvero in quel locale di via XXV Luglio.

Indagini, sequestri e nodi ancora aperti

Ricevuta la segnalazione, i carabinieri del Reparto territoriale di Nocera Inferiore si mettono al lavoro. Al comando c’è il tenente colonnello Gianfranco Albanese.
Auricolari, lampeggianti, porte che si aprono: il cantiere di via XXV Luglio viene individuato e raggiunto.

Il locale dove Rocco stava lavorando viene messo sotto sequestro.
Anche la salma viene sequestrata: serve l’autopsia per chiarire in modo definitivo le cause della morte e la compatibilità delle lesioni con la dinamica della caduta.

Gli investigatori stanno lavorando su più fronti:

  • Regolarità del cantiere:
    se i lavori di demolizione del solaio erano regolarmente autorizzati, se esisteva un progetto, se erano stati previsti e rispettati i dispositivi di sicurezza.
  • Posizione lavorativa di Rocco:
    se fosse dipendente di una ditta o se stesse lavorando in forma più “informale”, magari insieme al collega che lo ha accompagnato in ospedale.
  • Responsabilità di chi era presente:
    la prima versione falsa o incompleta (la caduta non collegata al cantiere) pesa. Bisogna capire perché si è tentato, almeno inizialmente, di non parlare di un incidente sul lavoro. Paura di conseguenze? Mancanza di consapevolezza? Pressioni? Sono domande che, per ora, restano senza risposta certa.

Al momento non è ancora emerso in modo ufficiale se ci siano indagati formali né quali siano, eventualmente, i reati ipotizzati. Il fascicolo della Procura è in evoluzione, e molto dipenderà anche dall’esito degli accertamenti tecnici.

Due morti sul lavoro nel giro di pochissimo

La morte di Rocco Costantino non è un caso isolato.
Nelle stesse ore, il territorio è stato scosso da un’altra tragedia: quella di Carmine Albero, 24 anni, meccanico originario di Sarno, morto in un’azienda di trasporti a Nocera Inferiore, schiacciato tra mezzi pesanti nel piazzale di manovra.

Due nomi, due generazioni diverse, lo stesso esito: una vita spezzata durante il lavoro. In tanti hanno parlato di “tragica sequenza di morti sul lavoro nel Salernitano”, con un ritmo che non lascia tempo neppure al lutto.

È il quadro di un territorio in cui l’edilizia e la logistica pesante restano settori delicatissimi, dove basta una distrazione, una misura di sicurezza saltata, un’improvvisazione, perché la giornata finisca in cronaca nera.

Le parole del sindaco e dei sindacati

Da Siano, il paese di Rocco, arrivano parole di dolore.
Il sindaco Giorgio Marchese ha parlato di “tragica e prematura scomparsa”, esprimendo il cordoglio dell’amministrazione e di tutta la comunità.
Ha ricordato come Costantino, pur avendo cambiato abitudini dopo la separazione, sia sempre stato percepito come parte della comunità, uno dei “suoi” cittadini.

Sul fronte del lavoro si è fatto sentire il sindacato dell’edilizia, in particolare la Filca-Cisl Salerno, con il segretario Giuseppe Marchesano.
Nelle sue parole, oltre al dolore, c’è la denuncia: ogni anno nel settore edile muoiono troppi lavoratori, spesso in cantieri piccoli, interni, dove i controlli sono più difficili e i margini di sicurezza vengono tirati al limite.

Si chiede più formazione, più controlli, più cultura della sicurezza, ma anche un cambio di mentalità: l’idea che il casco, l’imbracatura, la protezione non siano un intralcio, ma l’unico modo per tornare a casa la sera.

Una storia che parla di tutti

La vicenda di Rocco Costantino resta, prima di tutto, la storia di un padre di famiglia che non farà più ritorno a casa. Quattro figli da sostenere nel lutto, un paese che si stringe, colleghi che devono convivere con il peso di quanto accaduto.

Ma è anche il simbolo di qualcosa di più grande: la vulnerabilità di chi lavora in quota, in cantiere, spesso senza le garanzie che la legge pure prevede.
Ogni dettaglio che emergerà dalle indagini – la regolarità del cantiere, le responsabilità, le omissioni – non restituirà la vita a Rocco, ma potrà almeno dire una cosa chiara: se ciò che è successo non è stato solo “sfortuna”, va chiamato col suo nome e va evitato in futuro.

Domande frequenti su Rocco Costantino

Chi era Rocco Costantino?
Era un operaio edile di 61 anni, residente a Siano (Salerno), con una lunga esperienza nei cantieri e padre di quattro figli.

Come è morto Rocco Costantino?
È caduto da un solaio mentre lavorava alla demolizione di una struttura interna in un locale commerciale chiuso, in via XXV Luglio a Cava de’ Tirreni. È stato portato in ospedale dal collega, ma è morto poche ore dopo per i gravi traumi riportati.

Dove stava lavorando al momento dell’incidente?
In un cantiere interno a un esercizio commerciale chiuso al pubblico, in via XXV Luglio, a Cava de’ Tirreni, dove erano in corso lavori di demolizione e rifacimento di un solaio.

Sono in corso indagini sulla sua morte?
Sì. Il cantiere è stato sequestrato, così come la salma, ed è stata disposta l’autopsia. Le indagini mirano a chiarire dinamica, regolarità del cantiere, posizione lavorativa di Rocco e possibili responsabilità.

La storia di Rocco è legata ad altri incidenti sul lavoro recenti?
Sì, la sua morte si inserisce in una sequenza di incidenti sul lavoro nel Salernitano, tra cui quella del giovane Carmine Albero, 24 anni, morto in un’azienda di trasporti a Nocera Inferiore a pochissima distanza di tempo dalla tragedia di Cava de’ Tirreni.