Gino Cardia, ingegnere e storico amministratore di Quartu, è morto a 84 anni. Dal PCI alle giunte Puddu e Corrias, ecco cosa ha fatto per scuole, strade e servizi della città

Daniela Devecchi

Gino Cardia, ingegnere e storico amministratore di Quartu, è morto a 84 anni. Dal PCI alle giunte Puddu e Corrias, ecco cosa ha fatto per scuole, strade e servizi della città

A Quartu ci sono nomi che tornano ogni volta che si parla di come la città è diventata quella di oggi.
Uno di questi nomi è Gino Cardia.

La notizia della sua morte, diffusa oggi 26 febbraio 2026, ha scosso un pezzo importante della comunità quartese: non solo la politica, ma anche chi ricorda gli anni in cui la città cresceva a vista d’occhio e servivano persone capaci di mettere ordine, progettare, decidere.

Cardia aveva 84 anni. Era uno di quei volti che hanno attraversato mezzo secolo di storia locale: ingegnere, amministratore, militante di sinistra, uomo abituato più ai cantieri che ai riflettori.

Le origini: da Teduccio alla Sardegna

Gino Cardia nasce il 29 settembre 1941 a Teduccio, quartiere popolare di Napoli. Un’infanzia in un contesto operaio, dove politica e vita quotidiana sono intrecciate fin da subito: fabbriche, case popolari, sezioni di partito, oratori, associazioni.

Da giovane, insieme alla famiglia, lascia la Campania e arriva in Sardegna. È uno dei tanti percorsi di quegli anni: il lavoro chiama, ci si sposta, ci si ricostruisce una vita altrove.

Si laurea in ingegneria e sceglie di mettere radici a Quartu Sant’Elena. Qui apre il suo studio tecnico e inizia a lavorare su progetti legati all’edilizia e alle infrastrutture. Non è solo un “professionista”, però. In lui convivono da subito due anime:

  • quella del tecnico, preciso, fissato con i numeri, le tavole, le planimetrie;
  • quella dell’uomo politico, cresciuto nell’ambiente del Partito Comunista Italiano, attento alle ricadute sociali delle scelte urbanistiche.

L’ingegnere prestato alla politica

Il passo verso l’impegno diretto è quasi naturale.
Cardia entra nel PCI e comincia un percorso che lo porterà a diventare una figura di riferimento nella città.

Non è il classico politico da slogan. Il suo profilo è quello del tecnico prestato all’amministrazione: uno che sa leggere una planimetria, ma anche una delibera; uno che conosce i vincoli di bilancio, ma non perde di vista i bisogni dei quartieri.

In quegli anni Quartu cambia in fretta: arrivano nuove famiglie, nascono interi rioni, si costruisce molto e spesso troppo. Il rischio è quello di avere case senza servizi, strade senza marciapiedi, scuole insufficienti.

È in questo contesto che la figura di Cardia comincia a diventare centrale.

Vent’anni in Consiglio comunale

La sua storia in Comune è lunga e compatta:

  • entra per la prima volta in Consiglio comunale nel 1973;
  • viene rieletto per quattro consiliature consecutive, restando in aula fino al 1993;
  • in tutto, circa vent’anni di presenza continuativa.

Sono anni intensi, segnati da battaglie politiche ma anche da scelte molto concrete: piani regolatori, servizi, quartieri nuovi da mettere in rete con il resto della città.

Cardia si costruisce la reputazione di consigliere preparato, a tratti duro, sempre molto attento ai dossier tecnici. Non è il tipo da fuochi d’artificio in aula: preferisce i numeri, gli schemi, le carte. Ma molti colleghi ricordano come arrivasse alle sedute con i fascicoli sottolineati e le osservazioni pronte.

Con il tempo, la sua esperienza viene considerata troppo preziosa per restare confinata ai banchi del Consiglio. E infatti, a un certo punto, arriva la chiamata in Giunta.

Assessore all’Urbanistica e ai Lavori pubblici

Dal 1983 Gino Cardia entra nell’esecutivo cittadino. Prima come assessore all’Urbanistica nella Giunta guidata dal sindaco Piero Puddu, poi come assessore ai Lavori pubblici sotto la guida del sindaco Gianni Corrias.

Sono deleghe pesanti, soprattutto in una città che, uscita dagli anni del boom edilizio, deve:

  • recuperare ritardi sulle infrastrutture;
  • rimettere mano a strade, fogne, illuminazione;
  • garantire scuole all’altezza di una popolazione scolastica in crescita.

Chi ha lavorato con lui in quegli anni racconta un Cardia ostinato, molto esigente, non facile da accontentare quando si trattava di cantieri e cronoprogrammi. La sua bussola era semplice:

prima si porta a casa l’opera, poi si parla.

Strade, luci, scuole: cos’ ha lasciato a Quartu

Se si dovesse riassumere l’eredità amministrativa di Gino Cardia in poche immagini, ne basterebbero tre:

  • una strada asfaltata dove prima c’era solo polvere e buche;
  • un lampione nuovo in una via che fino a poco tempo prima restava al buio;
  • un edificio scolastico con l’ingresso pieno di bambini, al mattino, tutti insieme.

Da assessore ai Lavori pubblici e all’Urbanistica viene indicato come uno dei protagonisti di:

  • un ampio piano di riqualificazione della rete stradale cittadina;
  • l’estensione e il potenziamento dell’illuminazione pubblica in vari quartieri;
  • la costruzione di circa venti nuovi plessi scolastici sul territorio comunale.

Quest’ultimo dato è quello che colpisce di più.
Grazie a quella stagione di investimenti sulle scuole, Quartu riesce a tornare al turno unico: niente più doppi turni massicci mattina/pomeriggio, niente orari spezzati che complicano la vita delle famiglie.

Per chi a Quartu ha fatto le elementari o le medie in quegli anni, il nome di Cardia si intreccia con una cosa molto concreta: l’orario scolastico “normale” riconquistato dopo anni di sacrifici.

Il rapporto con la città e il ricordo di oggi

Col passare del tempo, Cardia lascia la prima linea delle istituzioni, ma il suo nome continua a girare ogni volta che si parla di come Quartu è cambiata.

Molti ricordano il suo modo di fare politica:
pochi fronzoli, un linguaggio diretto, un’idea di amministrazione come lavoro quotidiano, fatto di pratiche, sopralluoghi, incontri con tecnici e dirigenti.

Alla notizia della sua scomparsa, il sindaco Graziano Milia ha parlato apertamente di un amico e di un maestro politico. Lo ha ringraziato per la concretezza e per la dedizione alla città, sottolineando come in quegli anni Quartu sia riuscita a recuperare molto del terreno perso dal punto di vista delle infrastrutture.

Il cordoglio non arriva solo dalle istituzioni.
In queste ore si moltiplicano i messaggi di ex colleghi, funzionari, semplici cittadini che lo hanno conosciuto come:

  • professionista serio e scrupoloso;
  • amministratore disponibile al confronto;
  • uomo legato profondamente alla città che lo aveva accolto da ragazzo.

Un’eredità che si vede ancora camminando per strada

Quando muore una figura pubblica che ha lavorato sulle opere, spesso il modo più semplice per capirne il segno è uscire di casa e guardarsi intorno.

L’eredità di Gino Cardia non è fatta di frasi celebri o grandi discorsi, ma di:

  • strade che collegano quartieri una volta isolati;
  • impianti di illuminazione che hanno reso più vivibili e sicure intere zone;
  • scuole di quartiere che hanno permesso ai bambini di crescere vicino a casa, senza spostamenti complicati.

Quartu, oggi, è una città con tutti i problemi che una realtà in crescita porta con sé, ma è anche una città che ha già attraversato una fase di trasformazione strutturale importante. In quel pezzo di storia, il nome di Gino Cardia resta inciso in modo netto.

Per molti, resterà soprattutto l’immagine dell’ingegnere che ha messo mano alle fondamenta, non solo in senso letterale, ma anche politico: perché decidere dove fare una scuola, dove piazzare un lampione, come disegnare una strada, significa scegliere che città saremo tra dieci, vent’anni.

Domande frequenti su Gino Cardia

Quanti anni aveva Gino Cardia quando è morto?
Aveva 84 anni. Era nato il 29 settembre 1941 e la sua scomparsa è stata resa nota il 26 febbraio 2026.

Dove è nato e dove ha vissuto?
Era nato a Teduccio, quartiere di Napoli. Da giovane si è trasferito in Sardegna con la famiglia e ha scelto di vivere e lavorare a Quartu Sant’Elena, dove ha messo radici come ingegnere e amministratore.

Che lavoro faceva oltre alla politica?
Era ingegnere. Ha svolto la professione a Quartu, seguendo progetti legati all’edilizia e alle infrastrutture. Questo bagaglio tecnico lo ha accompagnato anche nella sua attività in Comune.

Quali incarichi ha ricoperto nel Comune di Quartu?
È stato consigliere comunale per circa vent’anni, dal 1973 al 1993, e poi assessore: all’Urbanistica nella giunta Puddu e ai Lavori pubblici nella giunta Corrias.

Qual è il principale lascito di Gino Cardia alla città?
Gli vengono attribuiti in particolare:

  • un forte impulso alla riqualificazione di strade e illuminazione pubblica;
  • la costruzione di numerosi plessi scolastici;
  • il ritorno al turno unico nelle scuole, con benefici concreti per migliaia di famiglie quartesi.