Dietro il nome AKA 7even c’è una storia che sembra più la trama di un film che la biografia di un ragazzo di vent’anni.
Si chiama Luca Marzano, viene dalla provincia di Napoli, a 7 anni finisce in coma per 7 giorni per una grave encefalite, i medici quasi lo danno per spacciato.
Si risveglia, chiede di suonare il pianoforte e da lì non si stacca più dalla musica.
Poi arrivano i talent, le hit come “Mi manchi”, il palco di Amici, Sanremo 2022 da solista e Sanremo 2026 in coppia con LDA. In mezzo, una vita privata fatta di amori, fidanzate, canzoni che sembrano messaggi vocali mai inviati, e una voglia di riscatto che non si è spenta nemmeno nei momenti più bui.
Ma andiamo con ordine.
Le origini: l’ultimo di cinque figli tra Vico Equense e Santa Maria la Carità
Luca nasce il 23 ottobre 2000 a Vico Equense, ma cresce a Santa Maria la Carità, nel cuore del napoletano. È l’ultimo di cinque figli, il più piccolo della famiglia, quello che guarda i fratelli maggiori come piccoli miti da inseguire.
In casa non si nuota nell’oro, ma ci sono due cose che non mancano mai: il lavoro e la musica.
- Il papà fa il camionista, ma da giovane faceva il deejay nei locali.
- La mamma lavora duro con le pulizie.
La musica passa da lì: da qualche disco, da un ricordo di serate in consolle, da un ritmo che in casa non manca mai. Nessuno immagina che proprio quella musica, qualche anno dopo, diventerà quasi un filo che tiene Luca attaccato alla vita.
Il coma a 7 anni: encefalite, virus al cervelletto e una settimana fuori dal mondo
A 7 anni succede quello che divide la sua storia in un “prima” e un “dopo”.
Prima una febbre alta, che non passa. Poi le crisi epilettiche, la corsa in ospedale, i medici che parlano di encefalite, di un virus che ha attaccato il cervelletto.
Per un bambino di quell’età significa una cosa sola: reparto, monitor, paura, parole difficili sussurrate tra i corridoi.
Luca finisce in coma. Per 7 giorni resta sospeso.
La famiglia ascolta frasi pesantissime, del tipo “non c’è quasi più niente da fare”.
E invece, in quelle giornate, qualcosa si muove.
La musica in ospedale, le lacrime in coma e la “settima vita”
Mentre Luca è immobile sul letto, il fratello maggiore sceglie l’unica arma che conosce: la musica.
Gli mette le cuffie, gli canta, gli parla.
E succede un dettaglio che colpisce sempre chi sente questa storia: Luca piange mentre è ancora in coma. Le lacrime scendono, i medici non se lo spiegano, ma è chiaro che, lì dentro, qualcosa arriva.
Quando si risveglia, racconta di aver “sentito una presenza”, di aver “incontrato” i nonni materni che non aveva mai conosciuto. Al risveglio descrive addirittura come erano vestiti: a sua madre vengono i brividi.
E poi c’è quella frase che racconta tutto:
la prima cosa che chiede, appena riprende conoscenza, è suonare il pianoforte.
Da lì nasce il suo nome d’arte:
- AKA = “also known as”, alias;
- 7even = il 7 degli anni che aveva, il 7 dei giorni di coma, il 7 come simbolo delle “sette vite” che sente di essersi giocato.
Non è un vezzo grafico: è un promemoria permanente.
Dai primi provini a X Factor: il no che non lo ferma
Il coma resta alle spalle, ma quello che gli ha insegnato no. Luca capisce che la musica non è un passatempo: è l’unica cosa che lo fa sentire davvero vivo.
Comincia a scrivere, a registrare, a fare provini.
A 17 anni arriva la prima grande occasione TV: X Factor.
Si presenta ancora come Luca Marzano, arriva ai Bootcamp, poi viene eliminato.
Per qualcuno sarebbe la fine del sogno. Per uno che è tornato da un coma a 7 anni, è solo un giro a vuoto.
AKA 7even non molla, anzi. Continua a pubblicare pezzi, a cercare il proprio suono: un mix di pop, urban, melodia italiana e produzioni più internazionali.
Amici 20: l’esplosione, l’album e il boom di “Mi manchi”
La svolta vera arriva nel 2020, quando entra nella scuola di Amici di Maria De Filippi.
Qui non è più solo Luca: è ufficialmente AKA 7even.
Dentro il programma:
- conquista il pubblico puntata dopo puntata,
- arriva fino alla finale,
- porta in TV il suo modo di essere: un po’ timido, molto emotivo, ma deciso.
Da Amici nasce il suo primo grande successo, “Mi manchi”: una ballad diretta, una di quelle canzoni che sembrano un messaggio vocale di tre minuti mandato nel cuore della notte.
La cantano in tanti, ci si rivedono in molti.
Poi arriva il primo album, “AKA 7even”, che vola in classifica.
Seguono altre canzoni che girano forte:
- “Loca”, lato più leggero e ballabile,
- “Perfetta così”, già manifesto di autoaccettazione.
È il momento in cui il suo nome smette di essere solo “quello di Amici” e diventa uno dei nuovi volti di riferimento del pop italiano più giovane.
Sanremo 2022: “Perfetta così” e la rinascita sul palco dell’Ariston
Nel 2022 arriva la chiamata che cambia tutto: Sanremo.
AKA 7even sale sul palco dell’Ariston con “Perfetta così”, un brano che parla di imperfezioni, di specchi difficili da guardare, di accettare se stessi anche quando non ci si sente all’altezza.
Per un ragazzo che è passato attraverso un coma, insicurezze, porte in faccia e successi improvvisi, è più di una canzone: è una specie di dichiarazione pubblica.
In molti collegano quell’esibizione al suo passato in ospedale: dal letto di un reparto pediatrico al palco più importante d’Italia, la distanza è enorme, e lui la porta addosso ogni volta che racconta di quei giorni.
Amori, fidanzate e canzoni: la vita privata che entra nei pezzi
Uno dei motivi per cui AKA 7even fa così parlare di sé è anche il modo in cui vita privata e musica si mescolano.
Molte sue canzoni – da “Mi manchi” all’ultima canzone uscita di volta in volta – sembrano avere sempre una “lei” sullo sfondo. Le storie d’amore finiscono, cambiano, si trasformano, ma restano incise nei testi.
Le sue fidanzate sono spesso finite al centro dell’attenzione: relazioni nate sotto i riflettori, altre vissute in modo più riservato, tutte però filtrate attraverso le canzoni.
Non servono nomi, bastano frasi che parlano di addii, ritorni, nostalgia, messaggi lasciati in sospeso.
Lui stesso ha ammesso più volte che scrive pescando direttamente dalla propria vita: quello che succede “oggi” – che sia un amore che finisce, una nuova partenza o una fase di down – di solito, qualche mese dopo, diventa musica.
Tra singoli, EP e pause: l’“ultima canzone” non è mai davvero l’ultima
Dopo Sanremo 2022, il percorso continua tra nuovi singoli ed EP.
Di volta in volta esce quella che i fan chiamano “l’ultima canzone”, che in realtà è sempre l’ultima per ora:
- pezzi più introspettivi,
- altri pensati per l’estate,
- collaborazioni con colleghi della scena urban e pop.
Nel mezzo, lui si concede anche delle pause dichiarate.
Parla di salute mentale, di equilibrio, della necessità di non farsi travolgere da un meccanismo che potrebbe bruciarlo in fretta. È un lato meno spettacolare, ma molto umano: ammettere di avere bisogno di fermarsi è una cosa che, nel mondo della musica, ancora non fanno in molti.
Sanremo 2026 con LDA: “Poesie clandestine” e la nuova sfida
Nel 2026 AKA 7even torna all’Ariston, ma questa volta non è solo.
Sul palco c’è anche LDA (Luca D’Alessio), altro ex Amici, altro ragazzo di Napoli che si è ritagliato il proprio spazio. Insieme portano “Poesie clandestine”: un brano che unisce melodia napoletana, sonorità contemporanee e un’idea di amore meno patinata, più reale, fatta di parole non sempre dette ad alta voce.
Per Aka 7even è una sorta di secondo giro sanremese:
- la prima volta da solista,
- la seconda in coppia,
- in entrambi i casi con addosso quella storia incredibile del coma e della “settima vita”.
Il pubblico lo ritrova più maturo, con una scrittura cresciuta, ma la stessa faccia di sempre: quella di un ragazzo che sembra dire “sono ancora qui, nonostante tutto”.
Oggi: chi è davvero Aka 7even?
Se togliamo le luci, i talent, i social, i titoli sulle fidanzate e sulle canzoni del momento, resta una cosa semplice:
AKA 7even è un ragazzo che a 7 anni ha quasi perso la vita e che da allora ha deciso di giocarsela fino in fondo.
- Il numero 7 nel nome non è estetica: è memoria.
- Il coma non è un dettaglio per fare colpo: è una ferita che ha trasformato in forza.
- Le sue canzoni, da “Mi manchi” all’ultima uscita, sono il modo più diretto che ha per dire come sta “oggi”, senza troppi filtri.
Che piaccia o no la sua musica, è difficile negare una cosa: in un panorama in cui tanti artisti spuntano e scompaiono in una stagione, lui continua a tornare, a cambiare, a rischiare.
Come se davvero, dentro, sentisse di avere una vita in più da spendere rispetto agli altri.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






