Succede spesso così:
un genitore anziano chiama un figlio o una nipote e dice:
«Mi scade la carta d’identità… mi prenoti tu l’appuntamento?»
Per gli over 70, tra poco questa scena sarà sempre più rara. Con le nuove regole, la carta d’identità elettronica (CIE), se richiesta dopo una certa data, diventa di fatto una carta “a vita”: niente più scadenze ogni dieci anni, niente conto alla rovescia sul documento.
Vediamo con calma cosa cambia davvero, per chi, da quando e cosa dovranno fare le famiglie.
Cosa prevede la nuova CIE per gli over 70
Il cuore della novità è molto semplice:
- chi ha almeno 70 anni compiuti al momento della richiesta
- e chiede una carta d’identità elettronica rilasciata dopo l’entrata in vigore delle nuove regole
avrà una CIE che non scade più come prima.
In pratica, per queste persone:
- non c’è più la classica scadenza decennale stampata sul documento;
- la carta resta valida per l’identificazione e per l’espatrio nei Paesi dove oggi è già accettata la CIE;
- non viene richiesto di tornare periodicamente in Comune “solo” per rifare il documento.
Il messaggio è chiaro: per chi è anziano, la carta d’identità non deve più essere un pensiero fisso, un appuntamento da tenere a mente ogni dieci anni. Una volta ottenuta la nuova CIE “over 70”, il documento accompagna la persona per il resto della vita.
Da quando vale e chi rientra nella misura
Qui i dettagli contano, perché è facile fare confusione.
Due punti fermi:
- la nuova disciplina si applica alle CIE rilasciate dopo una data precisa (indicata nelle norme come fine luglio 2026);
- il cittadino deve avere già compiuto 70 anni il giorno in cui si presenta in Comune per chiedere il documento.
Qualche esempio concreto, così si capisce meglio:
- una signora di 73 anni che chiede la CIE ad agosto 2026 rientra nella nuova regola: la sua carta sarà, di fatto, “a vita”;
- un uomo che compie 70 anni a novembre 2026 potrà beneficiare della nuova disciplina solo da quando avrà effettivamente compiuto gli anni e presenterà domanda dopo quella data;
- chi rinnova prima della soglia temporale fissata dal decreto resta, per quel rilascio, nel vecchio schema a 10 anni.
Il decreto è già in vigore, il quadro è tracciato: i dettagli applicativi (circolari ai Comuni, modulistica aggiornata, messaggi informativi) verranno via via messi a punto, ma il principio non cambia.
Cosa succede a chi ha già la carta (e ha più di 70 anni)
Questo è uno dei punti che farà nascere più domande allo sportello.
Over 70 con CIE “vecchia” ancora valida
Chi ha già oggi una carta d’identità elettronica rilasciata prima della riforma:
- mantiene la scadenza indicata sul documento (quella tradizionale a 10 anni);
- potrà continuare a usarla per l’espatrio finché è formalmente valida;
- alla prossima richiesta, se nel frattempo ha superato i 70 anni e la data è successiva all’entrata in vigore della nuova norma, entrerà nel regime “a vita”.
In alcune ipotesi viene considerata la possibilità di rinnovo anticipato per chi è già over 70 e vuole allinearsi subito alle nuove regole: sarà però la prassi concreta dei Comuni e le indicazioni del Ministero dell’Interno a chiarire se e quando si potrà chiedere una carta nuova prima della naturale scadenza.
Chi ha ancora la carta cartacea
C’è poi un altro gruppo: gli anziani che usano ancora la vecchia carta d’identità cartacea.
Per loro il percorso sarà questo:
- la carta cartacea resta valida come documento di riconoscimento interno finché non scade;
- per l’estero, però, la direzione è quella di richiedere sempre più la CIE come standard;
- al primo rinnovo utile, soprattutto per chi ha più di 70 anni, la strada naturale diventa passare alla carta elettronica “a vita”.
Quanto costa la CIE over 70
La domanda viene sempre fuori: “Ma almeno per gli anziani è gratis?”.
La risposta, per ora, è questa:
- il costo base della CIE resta uguale per tutti:
una quota fissa nazionale e una piccola parte che varia da Comune a Comune (i famosi diritti di segreteria); - in pratica, nella maggior parte delle città si resta in una fascia di circa 22–27 euro complessivi;
- non sono previste, a livello nazionale, esenzioni automatiche per gli over 70, ma alcuni Comuni potrebbero decidere di aiutare le fasce più fragili con riduzioni o esenzioni locali.
La vera “agevolazione”, quindi, non è economica sul momento del rilascio, ma riguarda il fatto che non si dovrà più pagare ogni 10 anni e, soprattutto, non si dovranno più affrontare prenotazioni, spostamenti e file.
Come richiedono la CIE gli over 70
Sul piano pratico, la procedura resta la stessa degli altri cittadini.
In sintesi, cosa succede quando un over 70 va a fare la CIE:
- si prenota un appuntamento presso l’anagrafe (quasi sempre tramite il sito del Comune o il numero dedicato);
- il giorno fissato ci si presenta con
- fototessera recente,
- codice fiscale o tessera sanitaria,
- vecchio documento (o denuncia di furto/smarrimento, se necessario);
- allo sportello, l’operatore acquisisce i dati, le impronte digitali, la firma e fa controllare la correttezza di tutte le informazioni;
- la carta non viene più stampata “al volo”, ma viene prodotta centralmente e inviata a casa o resa disponibile al ritiro, di solito in pochi giorni lavorativi.
Per le persone più anziane, spesso con difficoltà negli spostamenti o nell’uso del computer, la vera differenza è questa: una volta fatta, la CIE non andrà più rifatta. E molte famiglie smetteranno di fare da “centralino” tra nonni e anagrafe.
La parte digitale: cosa succede dopo 10 anni
Un dettaglio un po’ tecnico, ma importante.
Anche se la CIE over 70 non scade più come documento, al suo interno contiene:
- un microchip,
- un certificato elettronico di autenticazione che serve per accedere ai servizi online (INPS, fascicolo sanitario elettronico, portali dei Comuni, ecc.).
Questo certificato ha una vita tecnica limitata. Dopo un certo numero di anni, può essere necessario aggiornarlo.
Che cosa significa per un over 70?
- la carta resta valida come documento e per l’espatrio;
- potrebbe però essere richiesto, dopo un certo periodo (indicativamente intorno ai 10 anni), un aggiornamento della parte digitale, soprattutto se la persona usa spesso la CIE per entrare nei servizi online;
- l’aggiornamento della componente elettronica è diverso dal “rifare la carta da zero”: per molti anziani che non usano la CIE in digitale, questo passaggio potrebbe non essere nemmeno urgente.
In parallelo, è in arrivo l’integrazione sempre più spinta con gli strumenti digitali nazionali (come il portafoglio elettronico pubblico sullo smartphone), ma qui il discorso si aprirebbe su un altro fronte, quello del digital divide: quanti over 70 useranno davvero la CIE dallo smartphone e quanti continueranno a tenerla nel portafoglio, “come si è sempre fatto”?
Perché questa riforma è importante (anche per i figli)
La scelta di rendere “a vita” la carta d’identità elettronica per gli over 70 ha almeno tre effetti molto concreti:
- meno burocrazia per gli anziani
Niente più calcoli di scadenza, niente più “mi serve un passaggio per andare in Comune”, niente più panico da documento scaduto trovato nel cassetto la sera prima di una visita medica o di un viaggio. - meno pressione sugli uffici anagrafe
In molte città gli appuntamenti per la CIE erano diventati una piccola odissea, con agende piene per settimane. Togliere dal flusso i rinnovi periodici degli over 70 libera tempo e risorse per gli altri utenti. - più serenità per le famiglie
Figli e nipoti che oggi gestiscono appuntamenti, iscrizioni online, pagamenti digitali per conto degli anziani avranno un pensiero in meno. Una volta ottenuta la nuova CIE, il documento “sparisce” dall’elenco delle scadenze da tenere d’occhio.
Detta così sembra una riforma tecnica. Ma se pensiamo a quante persone, sopra i 70 anni, vivono sole, hanno difficoltà a muoversi o a usare gli strumenti digitali, il gesto di dire loro “la tua carta d’identità non scadrà più” ha un peso simbolico e pratico enorme.
Domande frequenti sulla carta d’identità elettronica over 70
La nuova CIE over 70 è davvero “a vita”?
Sì: per chi ha almeno 70 anni e richiede la CIE dopo l’entrata in vigore delle nuove regole, il documento non ha più la scadenza decennale. Resta valido per il riconoscimento e per l’espatrio, salvo i normali controlli di legge.
Chi ha già una CIE deve rifarla subito?
No. Le carte d’identità elettroniche già in circolazione restano valide fino alla loro scadenza naturale. Alla successiva richiesta, se nel frattempo si è superata la soglia dei 70 anni e la domanda è presentata dopo la data prevista, verrà rilasciata la CIE “a vita”.
Chi ha la carta cartacea cosa deve fare?
Può continuare a usarla come documento interno finché è valida. Chi viaggia all’estero, però, dovrà orientarsi verso la CIE, soprattutto dopo il 2026. Al primo rinnovo utile, per gli over 70 la scelta più logica è passare alla carta elettronica senza scadenza.
Quanto costa la CIE per gli over 70?
Il costo è lo stesso degli altri cittadini: una parte fissa nazionale più una piccola quota decisa dal Comune. In media si resta nella forbice di poche decine di euro. La differenza è che il documento non andrà più rifatto ogni 10 anni.
Serve ancora lo SPID se ho la CIE “a vita”?
La CIE rimane uno strumento completo per accedere ai servizi online. Chi è abituato a usare SPID può continuare a farlo, ma la direzione di marcia è quella di usare sempre di più la carta d’identità elettronica come chiave unica di accesso digitale, anche per gli anziani.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






