Chi deve prendere il treno il 27 o il 28 febbraio 2026 farebbe bene a guardare due volte l’orario. In quei giorni è in programma uno sciopero nazionale del trasporto ferroviario che può bloccare Frecce, Intercity, regionali e Italo per 24 ore piene, con effetti a catena anche prima e dopo lo stop.
Non è il solito scioperetto simbolico di poche ore: stavolta la protesta è seria e coinvolge praticamente tutti i principali operatori.
Quando c’è lo sciopero e quanto dura davvero
La finestra ufficiale è questa:
- dalle 21.00 di venerdì 27 febbraio 2026
- alle 20.59 di sabato 28 febbraio 2026
Sono quindi 24 ore di agitazione, che però nella pratica possono allungarsi sui bordi: gli ultimi treni di venerdì sera e i primi di sabato notte/mattina possono subire cancellazioni o forti ritardi per effetto a catena sull’organizzazione dei turni e sulla posizione dei convogli.
Lo sciopero dei treni si inserisce in un pacchetto di tre giorni di proteste nel settore trasporti: il 26 tocca al comparto aereo, il 27–28 tocca invece alla rete ferroviaria nazionale.
Chi aderisce allo sciopero: non si ferma solo Trenitalia
A fermarsi non è un’unica azienda, ma una fetta molto larga del sistema ferroviario:
- il Gruppo FS Italiane (quindi Trenitalia, RFI, Trenitalia Tper)
- la lombarda Trenord, che gestisce i regionali in Lombardia
- Italo – NTV, con i suoi treni ad alta velocità
- altre imprese ferroviarie e una parte del trasporto merci su rotaia, con sigle di base come Cub Trasporti, SGB, Usb Lavoro Privato
Lo sciopero riguarda soprattutto il personale di macchina e di bordo (macchinisti, capitreno) ma coinvolge anche altre figure legate all’esercizio dei treni. In pratica, se quel giorno hai un viaggio in programma, non puoi dare nulla per scontato finché non hai controllato il numero del tuo treno.
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Alta velocità, Intercity, regionali: cosa rischia di saltare
Lo stop colpisce un po’ tutti i livelli del servizio.
- Alta velocità e lunga percorrenza
Frecciarossa, Frecciargento, Frecciabianca, Intercity e Italo possono subire cancellazioni, limitazioni di percorso o forti ritardi. Una parte dei convogli viene garantita, ma molti altri no. - Treni regionali e regionali veloci
È il segmento che rischia di soffrire di più, perché dipende tantissimo dal personale in servizio. In diverse regioni sono possibili:- cancellazioni di corse intere,
- treni limitati a parte del percorso,
- buchi di servizio nelle ore centrali della giornata.
- Treni merci
Anche una fetta del trasporto merci su ferro è interessata, con possibili rallentamenti nelle consegne e nella logistica che si appoggia alla rete ferroviaria.
Il rischio reale è di vedere stazioni piene e tabelloni con molte soppressioni, soprattutto nella mattinata e nel pomeriggio di sabato 28.
Treni garantiti e fasce di garanzia: cosa non dovrebbe fermarsi
Nonostante lo sciopero, una parte del servizio deve comunque restare attiva, per legge e per accordi tra aziende e sindacati.
Per Trenitalia e le imprese del Gruppo FS:
- per la lunga percorrenza (Freccia e Intercity) viene pubblicato un elenco di treni garantiti: una sorta di scheletro minimo dell’offerta, che dovrebbe circolare anche in caso di forte adesione allo sciopero;
- per i treni regionali valgono le classiche fasce orarie di garanzia dedicate ai pendolari, con un certo numero di corse assicurate nelle ore considerate più delicate per gli spostamenti casa–lavoro.
Le fasce più spesso utilizzate dalle regioni sono quelle del mattino presto e del tardo pomeriggio, anche se gli orari esatti e l’elenco delle corse garantite vanno verificati sui siti ufficiali e, se serve, sulle app aziendali.
Per Italo, la logica è simile ma con uno strumento diverso: viene messo online un PDF con la lista puntuale dei treni garantiti nelle 24 ore di agitazione. Se il tuo treno non compare in quell’elenco, devi considerare concreto il rischio che venga cancellato o riprogrammato.
Anche Trenord, in Lombardia, pubblica il proprio schema di servizio garantito, con indicazione delle linee e delle corse che dovrebbero essere assicurate nelle fasce protette.
Perché i sindacati hanno proclamato lo sciopero
Lo sciopero non nasce dal nulla. Nelle piattaforme sindacali che accompagnano la protesta compaiono alcune richieste ricorrenti:
- revisione dei contratti e degli aspetti economici, con richieste di aumenti e adeguamenti considerati necessari in un contesto di inflazione e caro–vita;
- condizioni di lavoro giudicate sempre più pesanti, con turni lunghi, notti e festivi difficili da gestire e una carenza di personale che si traduce in carichi di lavoro elevati per chi resta;
- sicurezza: più investimenti su manutenzione di linee e mezzi, maggiore attenzione alla prevenzione dei guasti e alle condizioni reali in cui macchinisti e capitreno lavorano ogni giorno;
- critica alle liberalizzazioni e agli appalti al ribasso, soprattutto nel mondo del trasporto merci e dei servizi accessori, dove le sigle di base denunciano frammentazione, precarietà e condizioni peggiori per chi lavora.
In sintesi, da una parte c’è la richiesta di stipendi più adeguati e di turni più umani, dall’altra la denuncia di un sistema che, secondo i sindacati, sta spremendo chi manda avanti i treni ogni giorno.
Cosa possono fare pendolari e viaggiatori per limitare i danni
Chi ha un viaggio in programma tra il 27 sera e il 28 febbraio ha essenzialmente tre mosse a disposizione.
La prima è quella più banale ma fondamentale: controllare il proprio treno per numero e orario sui siti e sulle app ufficiali (Trenitalia, Italo, Trenord), verificando se:
- risulta tra i treni garantiti,
- è indicato come cancellato o limitato,
- ha una nota di possibile ritardo o modifica.
La seconda è valutare, se possibile, di spostare il viaggio:
- anticipando la partenza al venerdì mattina/pomeriggio,
- oppure rimandando a domenica, quando lo sciopero sarà terminato e l’offerta dovrebbe tornare più vicina alla normalità.
In molti casi, le aziende prevedono rimborso integrale o cambio prenotazione per i treni cancellati o coinvolti nelle fasce di sciopero, senza penali.
La terza strada è quella di organizzarsi con mezzi alternativi: auto condivisa, bus a lunga percorrenza, spostamenti locali diversificati. Non sempre è semplice, ma nelle 24 ore più calde può essere l’unico modo per non restare bloccati.
FAQ sullo sciopero treni del 27 e 28 febbraio 2026
Quando c’è lo sciopero dei treni a febbraio 2026?
Lo sciopero scatta alle 21.00 di venerdì 27 febbraio 2026 e termina alle 20.59 di sabato 28 febbraio 2026, per una durata complessiva di 24 ore.
Quali treni sono interessati dallo sciopero?
Lo stop riguarda treni regionali, Intercity e Frecce del Gruppo FS, i convogli Trenord in Lombardia, i treni ad alta velocità di Italo e una parte del trasporto merci su rotaia. Non tutti i treni vengono cancellati, ma l’offerta è ridotta.
Ci sono treni garantiti durante lo sciopero?
Sì. Per la lunga percorrenza viene pubblicato un elenco di treni garantiti, sia da Trenitalia che da Italo. Per i regionali restano attive le fasce orarie di garanzia per pendolari, con alcune corse assicurate nelle ore di punta.
Ho un biglietto per il 27 o il 28 febbraio: posso chiedere rimborso?
In caso di treno cancellato o fortemente coinvolto dallo sciopero, è generalmente possibile chiedere rimborso o cambio prenotazione senza penali, secondo le regole indicate dalle singole aziende. È consigliabile verificare sul sito ufficiale del vettore con cui hai acquistato il biglietto.
Perché i sindacati hanno proclamato lo sciopero?
Le motivazioni principali riguardano salari e contratti, condizioni di lavoro e turni, sicurezza su linee e mezzi e la critica a liberalizzazioni e appalti che, secondo i sindacati, peggiorano le condizioni di chi lavora nel settore ferroviario.
“Head Staff”, giornalista pubblicista laureata in letteratura, amo scrivere e apprendere costantemente cose nuove. Trovo che il mestiere del giornalista sia uno dei più affascinanti che esistano. Ti consente di apprendere, di conoscere il mondo, farti conoscere e di entrare in simbiosi con il lettore






