Quando un medico così giovane se ne va, la notizia non resta chiusa in reparto. Si allarga alla città, all’università, ai pazienti che lo hanno incrociato anche solo una volta in ambulatorio o in corsia. È quello che è accaduto con il dottor Giorgio Martino, morto il 20 febbraio 2026 a soli 39 anni, dopo una malattia improvvisa e aggressiva che non gli ha lasciato scampo.
Era un medico in formazione specialistica in Urologia, legato alla Sapienza Università di Roma e in servizio a Latina, nel Polo Pontino, all’interno dell’Unità operativa di Urologia universitaria dell’ospedale ICOT. Un profilo brillante, ma soprattutto una presenza costante per colleghi e pazienti, che oggi ne parlano con affetto e incredulità.
Età, studi e legame con la Sapienza
Il dottor Giorgio Martino era nato il 1° marzo 1986. Le date che lo raccontano sono nette. 01/03/1986 – 20/02/2026, Una vita interrotta a pochi giorni dal quarantesimo compleanno.
Si forma in Medicina e Chirurgia alla Sapienza e costruisce il suo percorso passo dopo passo: studio, tirocinio, guardie, specializzazione. Non era uno specializzando “di passaggio”: faceva parte a pieno titolo della comunità del Polo Pontino, dove seguiva i pazienti come specializzando in Urologia al quarto anno.
Nel ricordo dell’università emerge l’immagine di un medico serio, preparato, ma capace di restare umano: un professionista che non si limitava ai dati clinici, ma sapeva spiegare, ascoltare, accompagnare.
Dal sogno dell’Anestesia all’Urologia
Un passaggio decisivo della sua storia riguarda la scelta della specializzazione. All’inizio, infatti, Giorgio aveva intrapreso la strada dell’Anestesia. Poi sente che quella non è più la direzione giusta.
Chiede di cambiare, decide di rimettersi in gioco, rifà il concorso e punta all’Urologia. Mantiene la parola: l’anno successivo entra davvero nella Scuola di specializzazione in Urologia e viene assegnato proprio al reparto che aveva scelto.
Questa doppia esperienza – anestesia e urologia – lo rende una figura particolare: un medico capace di comprendere entrambe le prospettive, quella dell’anestesista e quella del chirurgo. In reparto diventa così un ponte tra équipe, prezioso in sala operatoria e nei percorsi più complessi.
Col tempo, si ritaglia il ruolo di punto di riferimento per specializzandi, infermieri e colleghi strutturati: un collega giovane, ma già riconosciuto e ascoltato.
Il lavoro a Latina e il rapporto con i pazienti
Nel reparto di Urologia universitaria dell’ICOT di Latina, il nome di Giorgio Martino compare tra i medici in formazione specialistica. Ma l’elenco non basta a spiegare chi fosse davvero in corsia.
Chi lo ha conosciuto ricorda soprattutto tre tratti:
- Disponibilità verso pazienti e colleghi
- Empatia con chi stava affrontando diagnosi pesanti
- Chiarezza nel spiegare interventi, controlli, follow-up
Non era il medico che finisce il turno e scompare: spesso si fermava oltre l’orario, seguiva i casi più delicati, cercava di esserci quando la paura era più forte della terapia.
Accanto al lavoro clinico, portava avanti anche l’attività scientifica, partecipando alla vita delle società di settore e collaborando a studi e contributi nell’ambito della chirurgia urologica. Segno di un interesse che non si fermava alla pratica quotidiana, ma guardava anche alla ricerca e all’aggiornamento continuo.
La malattia improvvisa e la morte a 39 anni
Poi arriva la malattia, quella che nei ricordi dei colleghi viene definita “una delle peggiori” tra quelle che l’Urologia si trova ad affrontare. Una patologia gravissima e velocissima, che sorprende tutti per la sua aggressività.
Le ricostruzioni parlano di una sofferenza intensa, sopportata a lungo. Nonostante il dolore e i limiti imposti dalla malattia, Giorgio continuava a esprimere un desiderio chiaro: tornare in ospedale, rimettere il camice, rientrare in sala operatoria, “anche solo per una circoncisione”. Una frase che racconta molto di lui: non era attaccato al prestigio dell’intervento complesso, ma al gesto stesso del curare.
Il 20 febbraio 2026 muore nella propria abitazione, a 39 anni. La notizia si diffonde tra colleghi, pazienti, strutture sanitarie, scuole di specializzazione, lasciando dietro di sé un sentimento comune: sgomento.
Il mondo medico parla di una “scomparsa prematura”, di un dolore condiviso con la famiglia e con quanti avevano condiviso con lui giornate di reparto, interventi, turni, corsie.
Il cordoglio dell’università e dell’Ordine dei medici
La comunità della Sapienza si stringe subito attorno alla famiglia e al reparto. I messaggi che arrivano dall’ateneo ricordano Giorgio come un medico in formazione specialistica in Urologia, iscritto al quarto anno, in servizio a Latina.
La rettrice e le strutture di Medicina esprimono vicinanza ai familiari, ai colleghi del Polo Pontino, agli specializzandi che hanno lavorato con lui.
Anche la comunità urologica nazionale gli dedica parole intense: il suo percorso, il passaggio dall’Anestesia all’Urologia, la capacità di fare da collegamento tra professionisti, l’attenzione ai pazienti vengono messi nero su bianco, a testimoniare che non era “uno qualunque” tra i tanti specializzandi.
L’Ordine dei medici della provincia di Latina interviene con una nota di commiato, parlando esplicitamente di “prematura scomparsa” e ricordando la sua professionalità unita all’umanità con cui svolgeva il proprio lavoro.
Funerali e partecipazione della città
L’ultimo saluto al dottor Giorgio Martino si tiene nella chiesa del Sacro Cuore di Latina. In molti riempiono le panche: colleghi, compagni di specializzazione, personale sanitario, amici di infanzia, pazienti e cittadini.
La partecipazione è silenziosa, ma palpabile. Per il reparto di Urologia, per l’ospedale, per l’università, è come se un pezzo del quotidiano si fosse staccato all’improvviso. Il medico che fino a poco tempo prima entrava in sala operatoria con i colleghi ora viene accompagnato fuori dalla chiesa da una folla che cerca di restituirgli, almeno per un momento, tutto quello che lui ha dato agli altri.
Famiglia, affetti e radici
Dietro il camice, c’era un uomo profondamente legato alla famiglia.
Nei necrologi e nei messaggi di cordoglio viene ricordato come marito e figlio amatissimo, circondato dall’affetto della moglie, dei genitori e dei familiari più stretti. È una dimensione privata che resta giustamente protetta, ma che emerge chiaramente dalle parole di chi ne parla.
Il suo nome compare anche in ricordi condivisi in comunità legate alla Puglia, segno di radici e legami affettivi che andavano oltre il territorio di Latina e del Polo Pontino. Anche lì, la notizia della sua morte ha lasciato un vuoto concreto.
L’eredità di Giorgio Martino
Oggi, il nome di Giorgio Martino resta legato all’idea di un medico giovane che aveva ancora molto da fare e da dare.
Resta l’esempio di chi ha avuto il coraggio di cambiare strada durante la formazione – dall’Anestesia all’Urologia – seguendo una passione autentica, senza paura di ricominciare.
Resta l’immagine di un professionista che vedeva la medicina non solo come tecnica, ma come relazione: ascolto, presenza, capacità di stare accanto.
E resta il dolore di chi, entrando oggi in reparto o in ambulatorio, si accorge che quel camice bianco, quel modo di lavorare e di parlare con i pazienti non ci sono più, ma continuano a vivere nei ricordi di chi lo ha incrociato almeno una volta.
Domande frequenti su Giorgio Martino medico
Quanti anni aveva e quando è morto il dottor Giorgio Martino?
Il dottor Giorgio Martino aveva 39 anni. Era nato il 1° marzo 1986 ed è morto il 20 febbraio 2026, pochi giorni prima di compiere quarant’anni.
Di cosa è morto il dottor Giorgio Martino?
Si sa che è stato colpito da una malattia molto aggressiva, indicata come una delle forme più gravi nell’ambito delle patologie trattate in Urologia. Non è stato reso noto il nome preciso della malattia, quindi non è corretto indicare una diagnosi specifica.
Dove lavorava il dottor Giorgio Martino?
Lavorava come medico in formazione specialistica in Urologia per la Sapienza – Polo Pontino, assegnato all’Unità di Urologia universitaria dell’ospedale ICOT di Latina.
Che specializzazione stava completando?
Stava completando la Scuola di specializzazione in Urologia ed era iscritto al quarto anno del percorso.
Dove si sono svolti i funerali di Giorgio Martino?
I funerali si sono svolti nella chiesa del Sacro Cuore di Latina, con una grande partecipazione di colleghi, amici, pazienti e cittadini.

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