È morto don Bruno Malavolti, il parroco che ha fatto la storia di Crespino del Lamone

Serena Comito

È morto don Bruno Malavolti, il parroco che ha fatto la storia di Crespino del Lamone

A Crespino del Lamone e a Marradi oggi si respira un silenzio diverso. Non è solo dolore, è la sensazione che sia finito un pezzo di storia.
La diocesi di Faenza–Modigliana è in lutto per la morte di don Bruno Malavolti, sacerdote classe 1932, parroco per decenni a Crespino e figura che ha tenuto insieme memoria, fede, sport, impegno civile.

“È tornato alla Casa del Padre” nella serata del 24 febbraio, come hanno scritto dai canali diocesani, lasciando un vuoto enorme in chi lo ha avuto come parroco, insegnante, allenatore, presidente di comitato, amico.

Chi era don Bruno Malavolti

Don Bruno nasce il 13 gennaio 1932 e viene ordinato sacerdote il 29 giugno 1955.
Appena indossata la stola, viene mandato a Marradi, come cappellano nella parrocchia di San Lorenzo. È lì che comincia a farsi conoscere: non solo per l’altare, ma per il modo in cui entra nella vita del paese.

Viene ricordato come un bravissimo disegnatore e pittore, capace di restaurare l’altare della Madonna del Popolo e di curare scenografie, allestimenti, iniziative culturali. In seminario, già nel ’52, si occupava delle scenografie di un’operetta: creatività e liturgia, insieme, fin dall’inizio.

Ma la sua vocazione non si ferma alla sacrestia. A Marradi, per anni, è anche insegnante di religione alle scuole medie, con supplenze di italiano, storia e geografia, e cappellano che organizza oratori, attività, incontri con i ragazzi.

Lo sport come oratorio all’aperto: calcio e ciclismo

Per molti, il suo nome è legato allo sport. A Marradi fonda una società calcistica, l’Alma Florentia, dando ai ragazzi del paese la possibilità di giocare a calcio con una maglia vera, in un campionato vero.

Poi c’è il ciclismo. A Crespino del Lamone, dove arriverà come parroco, viene ricordato come lo “scopritore” del ciclista Vittorio Chiarini: lo incoraggia, lo segue, lo aiuta a entrare in una squadra ciclistica marradese. Chiarini arriverà al professionismo, facendo il gregario di Franco Bitossi. Dietro quel percorso, nei racconti del territorio, c’è sempre anche la figura di don Bruno.

A Crespino non si limita a dire ai ragazzi di “stare lontani dalla strada”: fa il contrario.
Realizza un campo sportivo con illuminazione e tribuna, mette insieme una squadra di calcio, organizza tornei che diventano appuntamenti fissi del paese. Lo sport, per lui, è un oratorio a cielo aperto: si corre, si suda, si litiga e ci si chiarisce, ma alla fine si cresce insieme.

Marradi, Campigno, Crespino: una vita spesa tra scuola, parrocchia e comunità

La sua traiettoria pastorale ha tre nomi fissi: Marradi, Campigno, Crespino del Lamone.

  • A Marradi è cappellano e insegnante, presente nelle aule e sul campo sportivo.
  • A Campigno è parroco di una piccola comunità di montagna, dove la presenza del prete è spesso l’unico riferimento costante.
  • A Crespino del Lamone diventa il parroco “storico” di Santa Maria Nascente, presente già dagli anni ’60, e lì resterà per tutta la vita.

Nel 2020, il vescovo Mario Toso lo cita durante la messa per il 65° anniversario sacerdotale, ringraziandolo per la fedeltà e per l’impegno nel tenere insieme fede e comunità nell’Appennino.

Chi lo ha conosciuto lo descrive come un prete che non stava fermo: liturgia, catechismo, ma anche riunioni, comitati, incontri, telefonate. Sempre qualcosa in più da organizzare.

La memoria dell’eccidio e il libro “Estate di fuoco”

Se c’è un tema che ha segnato più di tutti il suo ministero, è la memoria dell’eccidio di Crespino del Lamone e Fantino, le stragi nazifasciste del 17–18 luglio 1944.

Don Bruno è stato per anni:

  • presidente del “Comitato per le onoranze alle vittime”,
  • voce delle celebrazioni civili e religiose accanto al Monumento–Ossario,
  • riferimento per storici, amministratori, familiari delle vittime.

Su questo ha scritto un libro diventato testo di riferimento:

  • “Estate di fuoco. Memorie e testimonianze sull’eccidio di Crespino del Lamone e Fantino”, un volume di oltre 300 pagine, uscito in seconda edizione rivista e ampliata nel 2005, curato insieme al Comitato per le onoranze ai caduti civili.

Il libro raccoglie testimonianze, ricordi, documenti. Non è solo storia: è un modo di consegnare alla comunità una memoria viva, quella dei civili uccisi e delle famiglie rimaste a ricostruire. Viene citato in saggi di storia locale, in studi sulla memoria degli eccidi e in percorsi scolastici dedicati alla Resistenza.

Ogni anno, durante le commemorazioni, la sua figura era immancabile: messa, discorso, momento di silenzio davanti ai nomi incisi. Per Crespino, la memoria del luglio ’44 ha il volto di don Bruno.

Impegno civile: il comitato per l’ospedale e il circolo sociale

La sua idea di parrocchia è sempre stata larga. Non solo chiesa, ma paese intero.

Quando si è trattato di difendere l’ospedale San Francesco di Marradi, don Bruno è stato tra i promotori e poi presidente del Comitato di salvaguardia, schierato perché la struttura rimanesse aperta e funzionante. La battaglia, alla fine, non è stata vinta, ma chi c’era ricorda la sua determinazione nel tenere viva la discussione e nel cercare soluzioni.

A Crespino contribuisce a far nascere e crescere il circolo sociale: uno spazio dove le persone possano incontrarsi, giocare a carte, parlare, organizzare iniziative. Oggi l’associazione Aps Crespino Culturale lo indica esplicitamente come uno di quelli che hanno “plasmato il paese”, dando un’anima a un borgo che rischiava altrimenti di spegnersi.

I 90 anni festeggiati in paese

Nel gennaio 2022 la comunità si stringe attorno a lui per festeggiare i 90 anni. A Crespino viene celebrata una messa nella chiesa di Santa Maria Nascente, con il vescovo e la comunità riuniti. Le foto lo ritraggono anziano, ma presente, sorridente, ancora circondato da persone che lo considerano il “loro” parroco.

Per chi c’era, è stato un anticipo di quello che si prova oggi: la consapevolezza di avere davanti un pezzo di storia vivente.

Il saluto della diocesi e della comunità

L’annuncio della morte è arrivato attraverso il settimanale diocesano Il Piccolo, che parla di “diocesi in lutto” e di affetto profondo da parte delle comunità di Marradi e Crespino. Gli orari delle esequie verranno comunicati dalla diocesi, ma è scontato che sarà un funerale molto partecipato: un intero territorio vorrà dirgli grazie.

Nel ricordo firmato da Irene Alpi per l’Aps Crespino Culturale, don Bruno viene descritto come colonna, motore, figura che “ha dato identità al paese” attraverso memoria, sport, iniziative sociali, liturgia. Non un parroco di passaggio, ma uno che in quel pezzo di Appennino ha messo radici e ha costruito relazioni che hanno retto per decenni.

FAQ su don Bruno Malavolti

Chi era don Bruno Malavolti?
Don Bruno Malavolti era un sacerdote della diocesi di Faenza–Modigliana, nato il 13 gennaio 1932 e ordinato nel 1955. È stato cappellano a Marradi, parroco a Campigno e soprattutto parroco di Santa Maria Nascente a Crespino del Lamone, dove ha vissuto e lavorato per decenni.

Quando è morto?
La notizia della morte è stata diffusa il 25 febbraio 2026; il decesso è avvenuto nella serata del 24 febbraio, come riportato dal settimanale diocesano Il Piccolo.

Perché è così importante per Crespino e Marradi?
Perché non è stato solo parroco. Ha organizzato attività sportive, fondato squadre di calcio, sostenuto giovani ciclisti, creato spazi di aggregazione, difeso l’ospedale di Marradi, guidato il Comitato per le onoranze alle vittime dell’eccidio di Crespino e Fantino e custodito la memoria delle stragi del 1944.

Cos’è “Estate di fuoco”?
Estate di fuoco. Memorie e testimonianze sull’eccidio di Crespino del Lamone e Fantino” è il libro scritto da don Bruno Malavolti sul massacro nazifascista del luglio 1944. Raccoglie testimonianze, documenti e riflessioni, ed è considerato uno dei testi di riferimento sulla vicenda.

Sono già stati fissati funerale ed esequie?
Nel primo annuncio ufficiale la diocesi ha parlato di comunità in lutto e ha annunciato che gli orari delle esequie saranno comunicati successivamente. È atteso un funerale molto partecipato dalle comunità di Marradi, Crespino e dai tanti che lo hanno conosciuto.