Oleggio Castello in lutto per Gianluca Pajaro, ex carabiniere e consigliere comunale stroncato da un infarto a 60 anni

Serena Comito

Oleggio Castello in lutto per Gianluca Pajaro, ex carabiniere e consigliere comunale stroncato da un infarto a 60 anni

A Oleggio Castello, in queste ore, è difficile trovare qualcuno che non sappia già la notizia.
Gianluca Pajaro, 60 anni, consigliere comunale di minoranza ed ex carabiniere, è morto all’improvviso, stroncato da un infarto fulminante poco dopo aver accompagnato i nipotini a scuola.

Doveva compiere 61 anni il giorno dopo. Un dettaglio che rende tutto ancora più amaro: la vigilia di un compleanno che non ci sarà più.

Il malore in casa dopo aver portato i nipoti a scuola

La ricostruzione parla di una mattina qualunque, lunedì 23 febbraio, iniziata come tante altre. Pajaro accompagna i nipotini a scuola, rientra a casa, si sente poco bene. Prima un formicolio al braccio, poi il malore vero e proprio, improvviso, violento.

In casa scatta subito l’allarme: il figlio prova a rianimarlo con il massaggio cardiaco, mentre viene chiamata l’ambulanza. I sanitari arrivano in pochi minuti, ma per Gianluca non c’è più nulla da fare. Il cuore si è fermato in un attimo, lasciando familiari e soccorritori impotenti davanti a un quadro già compromesso.

Una morte arrivata così, in pochi secondi, nel luogo più ordinario che ci sia – casa propria – rende lo sgomento ancora più forte. Non c’è stato un incidente, nessun segnale di sirene in lontananza a preparare la mente. Solo una mattina che sembrava identica alle altre e che si è spezzata senza preavviso.

Ex carabiniere, edicolante, volto della vita pubblica

Per chi vive a Oleggio Castello, Gianluca Pajaro non era solo un nome sulle schede elettorali. Era una presenza costante nella vita del paese.

Nato nel 1965 a Cadrezzate (VA), con alle spalle una carriera nell’Arma dei Carabinieri, negli ultimi anni era in pensione ma tutt’altro che fermo.

Per lungo tempo aveva gestito la storica edicola di Oleggio Castello, punto di passaggio obbligato per chiunque iniziasse la giornata con giornale e chiacchiere. Solo pochi mesi fa aveva ceduto l’attività, chiudendo un capitolo importante della sua vita lavorativa.

Chi lo conosceva lo descrive come un uomo abituato a “stare in mezzo”, a contatto con le persone: prima in divisa, poi dietro il bancone, infine in consiglio comunale. Uno di quelli che non si limitano a commentare da fuori, ma decidono di esporsi in prima persona.

Impegno in Comune: sette anni in consiglio e due candidature a sindaco

Sul fronte politico-amministrativo, Pajaro era una figura ben nota.
Da sette anni sedeva in consiglio comunale come consigliere di minoranza, eletto nella lista “Aria nuova ad H O.C.” e indicato come capogruppo di opposizione.

Non solo: era stato per due volte candidato sindaco di Oleggio Castello, sfidando il primo cittadino uscente nelle consultazioni comunali e portando avanti il suo progetto di “aria nuova” per il paese.

Non ha mai conquistato la fascia tricolore, ma si era guadagnato una reputazione precisa: quella di uomo delle istituzioni, pronto al confronto, presente nei consigli, attento alle questioni locali. Uno che, condividessi o meno le sue idee, c’era sempre.

L’Arona Calcio: vent’anni di passione dietro le quinte

C’è poi un altro capitolo importante nella vita di Gianluca Pajaro: lo sport. Non sul campo, ma dietro la scrivania, dentro le riunioni, nella gestione di una società che è molto più di una squadra.

Da oltre vent’anni faceva parte del direttivo dell’Arona Calcio, società in cui il figlio aveva giocato per alcuni anni. Il club lo ha ricordato con parole che raccontano bene il suo profilo: punto di riferimento fondamentale, servitore dello Stato, uomo delle istituzioni, ma anche volontario instancabile per i colori biancoverdi.

Nelle righe dedicate alla sua memoria, l’Arona Calcio sottolinea il suo modo di lavorare: discreto, competente, umano, sempre concentrato sul bene della comunità sportiva. Non cercava visibilità, cercava soluzioni. Si metteva in gioco quando c’era una situazione complicata, un problema da sbrogliare, un nodo da sciogliere.

Per tanti ragazzi cresciuti all’interno della società, il suo nome significa questo: una presenza che non urlava, ma che faceva andare avanti le cose.

Il cordoglio del paese e della comunità

La morte improvvisa di Gianluca Pajaro ha colpito in pieno Oleggio Castello, che in queste ore si ritrova a fare i conti con un lutto che tocca più mondi contemporaneamente: la politica, lo sport, la vita quotidiana della piazza e dei negozi.

La notizia ha iniziato a circolare a partire dalla mattinata di lunedì, rimbalzando dai siti locali ai social, fino ai post di cordoglio che parlano di un “uomo sempre disponibile”, di un “volto storico del paese”, di una “persona che c’è sempre stata quando serviva”.

La Prealpina ha dedicato un ampio spazio alla sua scomparsa, raccontando gli ultimi istanti e raccogliendo il dolore di chi lo conosceva. Sui social della testata, i commenti dei lettori si sommano l’uno all’altro: amici, ex colleghi, cittadini che scrivono un pensiero, un ricordo, una semplice parola di vicinanza alla famiglia.

La famiglia: moglie, figli e nipoti

Dietro il personaggio pubblico c’è, come sempre, l’uomo.
Gianluca Pajaro lascia la moglie e due figli, che lunedì mattina si sono trovati catapultati in una realtà che nessuno vorrebbe affrontare: l’assenza improvvisa del marito e del padre, uscito di casa per una normale incombenza quotidiana e mai più tornato davvero.

Al centro dell’ultimo gesto della sua giornata c’erano proprio loro, i nipotini, accompagnati a scuola come ogni mattina. È un dettaglio che molti, in paese, hanno sottolineato con una punta di commozione in più: se n’è andato facendo quello che tanti nonni fanno ogni giorno, con una naturalezza che rende tutto ancora più crudele.

Una comunità senza uno dei suoi volti di riferimento

Con la morte di Gianluca Pajaro, Oleggio Castello perde una figura che stava in quel punto di incrocio raro tra istituzioni, volontariato e vita quotidiana.
Un ex carabiniere che ha continuato a mettersi al servizio del territorio, un edicolante che conosceva per nome clienti e abitudini, un consigliere comunale che non ha smesso di occuparsi del paese anche dopo le sconfitte elettorali, un dirigente sportivo che preferiva lavorare nel silenzio delle riunioni piuttosto che davanti ai riflettori.

Il vuoto che lascia non sarà solo formale – una sedia in meno in aula consiliare, una voce in meno nei direttivi – ma umano. Perché certe persone, in un paese, tengono insieme pezzi diversi di comunità, anche senza dirlo.

FAQ sulla morte di Gianluca Pajaro

Chi era Gianluca Pajaro?
Era un uomo di 60 anni, nato nel 1965 a Cadrezzate (VA), ex carabiniere, per anni titolare dell’edicola di Oleggio Castello, consigliere comunale di minoranza e capogruppo dell’opposizione. Era anche dirigente storico dell’Arona Calcio.

Di cosa è morto?
Gianluca Pajaro è stato stroncato da un infarto fulminante nella mattina di lunedì 23 febbraio, poco dopo essere rientrato a casa aver accompagnato i nipotini a scuola.

Quanti anni aveva e quando avrebbe compiuto gli anni?
Aveva 60 anni e avrebbe compiuto 61 anni il giorno dopo, martedì.

Che ruolo aveva in Comune?
Era consigliere comunale di minoranza da sette anni, eletto nella lista “Aria nuova ad H O.C.”, ed era stato per due volte candidato sindaco di Oleggio Castello.

Chi lascia?
Lascia la moglie, i due figli e i nipotini che quella mattina aveva appena accompagnato a scuola, oltre alla comunità di Oleggio Castello e al mondo dell’Arona Calcio, dove era considerato un punto di riferimento da oltre vent’anni.