Melegnano si è svegliata con una notizia che ha gelato tutti: Pippo Ricotti, all’anagrafe Filippo Ricotti, è morto a 68 anni.
Per chi vive in città , il suo nome è sempre stato legato al negozio di calzature Whouw, in via Roma, una di quelle attività che fanno parte dell’arredo fisso del centro. Oggi la saracinesca è la stessa, ma l’assenza dietro il bancone si sente ancora prima di arrivare alla vetrina.
La morte di Ricotti è arrivata all’improvviso, mentre era ancora dentro la sua quotidianità da commerciante. Un malore improvviso, in un contesto in cui da tempo stava facendo i conti con una malattia, lo ha portato via nella giornata di lunedì 23 febbraio 2026, lasciando un vuoto enorme nella famiglia, tra i clienti e in tutta la comunità .
Chi era Pippo Ricotti, il commerciante che tutti conoscevano per nome
Per capire chi fosse Pippo Ricotti basta chiedere a chi ha anche solo fatto una passeggiata in centro negli ultimi quarant’anni.
Il negozio Whouw ha aperto le sue porte oltre quattro decenni fa e nel marzo 2024 aveva festeggiato i 40 anni di attivitĂ . Un traguardo che pochi esercizi commerciali riescono a raggiungere, soprattutto in una fase storica in cui i negozi di vicinato faticano a resistere.
Quel negozio, gestito insieme alla moglie Sonia, era diventato un punto di passaggio quasi obbligato: c’era chi entrava per provare un paio di scarpe, chi per chiedere un consiglio, chi solo per scambiare due parole. Generazioni intere hanno comprato lì le scarpe “importanti”: i primi stivaletti per la scuola, le décolleté per una cerimonia, le scarpe eleganti per un colloquio di lavoro.
Di Ricotti tanti ricordano lo stile diretto, la battuta pronta, il modo di trattare i clienti come persone di casa. Si dice spesso “il commercio è relazione”: lui quella frase non la pronunciava, ma la viveva. Memorizzava numeri di scarpe, gusti, figure dei piedi; sapeva chi aveva bisogno di una scarpa comoda e chi cercava qualcosa di più estroso. Dietro il bancone non c’era solo un venditore, c’era un pezzo di vita quotidiana di Melegnano.
Il malore improvviso e la notizia che ha scosso la cittĂ
La notizia della sua morte ha iniziato a circolare in fretta: prima qualche messaggio nelle chat, poi i commenti davanti ai bar, infine i post sui social.
Si è saputo che Ricotti era stato colpito da un malore improvviso mentre era ancora nel pieno della giornata, legato al lavoro e alle abitudini di sempre. Chi gli stava vicino sapeva che stava affrontando una malattia che negli ultimi tempi lo aveva messo alla prova, ma nessuno si aspettava un epilogo così rapido.
Per molti, l’idea che Pippo non ci sia più ha qualcosa di irreale: fino a pochi giorni prima lo si vedeva in negozio, a controllare una vetrina, a sistemare una scatola, a scambiare una battuta con qualcuno in strada. Il fatto che tutto si sia spezzato così, in una mattina qualunque, rende la notizia ancora più dura da accettare.
Il cordoglio del sindaco e della politica locale
Il dolore non si è fermato alla cerchia familiare e ai clienti storici.
Il sindaco di Melegnano, Vito Bellomo, ha sottolineato come con la morte di Pippo Ricotti “il commercio della città perda un pezzo di storia”. Parole che fotografano bene la sua figura: non solo un negoziante, ma uno dei simboli del centro cittadino. Il primo cittadino ha espresso la vicinanza dell’amministrazione alla moglie Sonia e ai figli, invitando la città a stringersi intorno alla famiglia in questo momento di lutto.
Negli ultimi quindici anni, Ricotti non si era limitato al ruolo di commerciante. Aveva scelto di impegnarsi anche nella vita pubblica, diventando nel 2012 uno dei fondatori della lista civica “Insieme Cambiamo”. Una scelta che lo aveva portato a confrontarsi con temi amministrativi, progetti per il futuro della città , confronti e discussioni su come migliorare Melegnano.
Il capogruppo della lista, Cosimo Santo, lo ha ricordato come un uomo sempre sorridente, disponibile, con una grande voglia di vivere. Un ritratto che torna spesso nei messaggi lasciati online: chi scrive parla di una stretta di mano, di una chiacchierata al volo, di un consiglio ricevuto in un momento particolare.
Dalla vetrina alle piste sterrate: la passione per i viaggi avventura
C’è un lato di Pippo Ricotti che non tutti in città conoscevano, ma che racconta ancora meglio il suo carattere.
Fuori dal negozio, infatti, Ricotti era un appassionato di viaggi avventura in fuoristrada. In un’intervista pubblicata da un tour operator specializzato, Desartica Adventures, viene descritto come protagonista di tour in Corsica e nei Pirenei con la sua Land Rover Defender 90, a cui aveva dato un nome: “Aquilante”.
In quelle righe, Ricotti racconta di aver iniziato all’inizio degli anni Duemila a organizzare weekend e vacanze offroad per amici, alla scoperta di Itinerari fuori dai percorsi turistici tradizionali.
Dall’Islanda alla Turchia, dal Marocco alla Tunisia, passando per Albania, Corsica e Pirenei: un elenco di destinazioni che parla di curiosità , spirito di avventura e capacità di guidare gruppi in contesti anche impegnativi.
Era lui stesso a collegare mondo del commercio e viaggi: spiegava come il lavoro in negozio, sempre a contatto con le persone, lo avesse aiutato a gestire situazioni impreviste in viaggio, a mediare tra caratteri diversi, a tenere coeso un gruppo anche quando la fatica iniziava a farsi sentire.
Anche sui social, in particolare su un profilo Instagram a lui riconducibile, compaiono foto di fuoristrada, biciclette, paesaggi naturali, con hashtag legati al mondo Land Rover e all’outdoor. Immagini che mostrano un uomo che non si accontentava di restare fermo in un luogo, ma cercava sempre un nuovo percorso da esplorare.
La comunitĂ di Melegnano senza il suo commerciante-guida
In queste ore, sotto gli articoli pubblicati dai giornali locali e sulle pagine social dedicate alla città , sono arrivati decine di messaggi. C’è chi ricorda la prima scarpa comprata da ragazzo, chi un consiglio ricevuto per un acquisto “importante”, chi un semplice scambio di battute che gli aveva cambiato la giornata.
Molti sottolineano una cosa: con la morte di Pippo Ricotti, Melegnano perde un pezzo della sua identitĂ . Non una figura che finisce sulle prime pagine nazionali, ma una di quelle persone che, senza far rumore, tengono insieme la vita di una comunitĂ . I negozianti storici, quelli che ti salutano per nome, sono spesso il filo che unisce storie diverse nello stesso luogo.
Nei prossimi giorni la città dovrà abituarsi a passare in via Roma senza vedere Pippo dietro il bancone di Whouw, a sistemare una scatola, a commentare il tempo o a chiedere come va. Il vuoto più grande resta naturalmente nella sua casa, accanto alla moglie Sonia e ai figli, ma in tanti, in queste ore, stanno provando a colmarlo almeno in parte con i ricordi, le parole e l’affetto.
FAQ sulla morte di Pippo Ricotti
Chi era Pippo Ricotti?
Pippo Ricotti, nato Filippo Ricotti, era un commerciante di 68 anni, storico titolare del negozio di calzature Whouw in via Roma a Melegnano. Per oltre quarant’anni è stato un punto di riferimento del commercio cittadino e, negli ultimi anni, anche della vita pubblica locale.
Di cosa è morto Pippo Ricotti?
Ricotti è morto in seguito a un malore improvviso, arrivato mentre era ancora legato alla sua attività . Il tutto si inserisce in un quadro di malattia con cui stava combattendo da tempo. Non sono stati resi noti ulteriori dettagli clinici.
Quando è morto Pippo Ricotti?
La morte di Pippo Ricotti è avvenuta lunedì 23 febbraio 2026. La notizia è stata diffusa nelle ore successive dai media locali e ha iniziato a circolare rapidamente anche sui social e nelle chat di Melegnano.
Che ruolo aveva nella politica cittadina?
Oltre a essere commerciante, Ricotti è stato uno dei fondatori, nel 2012, della lista civica “Insieme Cambiamo”. Negli ultimi quindici anni ha partecipato attivamente al dibattito pubblico sulla città , portando la sua esperienza e il suo punto di vista all’interno della vita amministrativa.
Perché la sua scomparsa ha colpito così tanto Melegnano?
Perché Pippo Ricotti non era solo un negoziante conosciuto: era un volto familiare, un punto di riferimento del centro storico, una figura che ha intrecciato lavoro, relazioni, impegno civico e passioni personali. Con la sua morte, molti sentono di aver perso non solo un commerciante, ma una parte della storia recente di Melegnano.
“Head Staff”, giornalista pubblicista laureata in letteratura, amo scrivere e apprendere costantemente cose nuove. Trovo che il mestiere del giornalista sia uno dei più affascinanti che esistano. Ti consente di apprendere, di conoscere il mondo, farti conoscere e di entrare in simbiosi con il lettore






